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Ingente Quantità Di Stupefacenti

15 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ingente quantità di stupefacenti e ricorso inammissibile
L'imputato ha impugnato la sentenza di secondo grado contestando la mancata concessione della fattispecie di lieve entità e l'applicazione della contestata aggravante per ingente quantità di stupefacenti. Nel proprio atto difensivo, la persona condannata criticava anche il calcolo della pena, sostenendo che le attenuanti generiche avrebbero dovuto produrre uno sconto maggiore rispetto alla gravità del fatto. La Corte di Cassazione ha respinto le doglianze, rilevando che i motivi addotti erano del tutto generici e privi di reale fondamento critico verso la corretta motivazione dei giudici territoriali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la decisione precedente e ha dichiarato inammissibile l'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione pecuniaria.
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Ingente quantità di stupefacenti: vano segreto e condanna piena
Un uomo trasportava nella propria auto quasi ventitré chilogrammi di cocaina, nascosti all'interno di un vano a doppio fondo azionato da un meccanismo di apertura nel bagagliaio. A bordo della vettura viaggiava anche la figlia dodicenne. I giudici di merito hanno condannato l'imputato applicando l'aggravante per l'ingente quantità di stupefacenti, considerando che il principio attivo puro superava di undici volte la soglia di legge e consentiva di ricavare quasi centomila dosi. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando la consapevolezza dell'uomo sul reale quantitativo e chiedendo la prevalenza delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali.
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Ingente quantita di stupefacenti: l’ignoranza non evita la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione per Il Trasportatore, fermato con oltre tre chili di cocaina destinati allo spaccio. L'imputato sosteneva di non conoscere l'esatto peso del carico per evitare l'aumento di pena. I giudici hanno chiarito che l'aggravante per ingente quantita di stupefacenti si applica anche quando il soggetto ignora il quantitativo per propria colpa o grave disattenzione. Elementi concreti come le dimensioni del pacco, l'occultamento e il compenso pattuito dimostrano la piena consapevolezza del rischio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la pena con il pagamento delle spese.
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Ingente quantità di stupefacenti: condanna per la droga diluita
Due imputati sono stati condannati per la produzione e detenzione di oltre 14 kg di eroina e sostanze da taglio, idonee a produrre più di 58.000 dosi. La Corte d'appello ha applicato l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti. I condannati hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dell'aggravante a causa della scarsa qualità della droga e lamentando un'ingiusta parificazione delle pene nonostante uno di loro fosse recidivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l'elevatissimo numero di dosi esclude la necessità di ulteriori prove sull'offensività della condotta. Inoltre, la determinazione della pena e il bilanciamento delle circostanze rientrano nei poteri discrezionali del giudice di merito, se adeguatamente motivati. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali.
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Droga, 790 piante ma niente ingente quantità di stupefacenti
Tre imputati erano stati condannati per la coltivazione di 790 piante di marijuana. I giudici di merito avevano applicato l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti. Gli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando il calcolo della soglia di principio attivo necessario per configurare tale aggravante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ricordando che per le droghe leggere la soglia minima è di 2 chilogrammi di principio attivo (pari a 80.000 dosi). Poiché nel caso specifico il quantitativo era inferiore, la Corte ha escluso l'aggravante. Di conseguenza, ricalcolati i tempi di prescrizione senza l'aggravante, il reato è risultato estinto per il decorso del tempo. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna.
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Ingente quantità di stupefacenti: il peso esclude la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per possesso di droga. L'imputato trasportava oltre 3,6 chilogrammi di principio attivo di cocaina. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità e l'esclusione dell'aggravante per ingente quantità di stupefacenti. I giudici hanno stabilito che l'enorme quantitativo di droga pura rende impossibile applicare la riduzione per lieve entità. Al contrario, tale volume giustifica pienamente l'aggravante della ingente quantità. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ingente quantità di stupefacenti: incensurato ma senza sconto
Il Conducente di un furgone è stato condannato per il trasporto di oltre diciannove chili di hashish e per resistenza a pubblico ufficiale, avendo speronato l'auto della polizia durante la fuga. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti, il diniego delle attenuanti generiche e l'entità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la sussistenza dell'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti, ampiamente superiore alla soglia di due chilogrammi. Hanno inoltre ribadito che l'incensuratezza non basta per concedere le attenuanti generiche in assenza di elementi positivi o segni di ravvedimento. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ingente quantità di stupefacenti: la Cassazione nega gli sconti
L'Imputato è stato condannato per aver coltivato abusivamente oltre 2500 piante di cannabis e detenuto oltre quattro chili di marijuana. Egli ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti era pienamente giustificata non solo dal numero enorme di dosi ricavabili (circa 600.000), ma anche dall'organizzazione professionale della coltivazione. Inoltre, la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se adeguatamente motivata. Di conseguenza, l'Imputato perde il ricorso e viene condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ingente quantità di stupefacenti: la confessione tardiva non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la condanna per reati in materia di droga. La difesa contestava l'applicazione della circostanza aggravante della ingente quantità di stupefacenti e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione precedente, evidenziando che le analisi chimico-tossicologiche hanno dimostrato un enorme superamento dei limiti di principio attivo, con una forte capacità di penetrazione nel mercato. La Corte ha ribadito che il ricorso mirava a una inammissibile ricostruzione dei fatti e che la confessione tardiva, avvenuta solo dopo il sequestro, non giustifica alcuno sconto di pena. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ingente quantità di stupefacenti: il trucco del carico fallisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un trasportatore contro la condanna per traffico di droga. L'imputato contestava l'applicazione della circostanza aggravante della ingente quantità di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso riguardavano valutazioni di fatto, non consentite in sede di legittimità. I giudici di merito avevano infatti logicamente motivato la sussistenza dell'aggravante basandosi sulle caratteristiche del carico: sei scatole di cartone e quattro borsoni di tela cerata, occultati tra altra merce, che palesavano l'enorme volume della sostanza trasportata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ingente quantità di stupefacenti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la detenzione di oltre tre chilogrammi di eroina. La difesa aveva contestato la sussistenza dell'aggravante per ingente quantità di stupefacenti e la recidiva solo in sede di legittimità. I giudici hanno ribadito che non è possibile sollevare questioni nuove in Cassazione se queste non sono state oggetto di gravame in appello. Inoltre, la qualità della sostanza, con un elevato principio attivo capace di generare oltre duemila dosi, giustifica pienamente l'applicazione dell'aggravante prevista dall'articolo 80 del Testo Unico sugli stupefacenti, confermando la pericolosità sociale della condotta.
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Ingente quantità di stupefacenti: stop a sconti di pena
Un uomo è stato condannato per la detenzione di ottantasei panetti di hashish, dai quali erano ricavabili oltre centomila dosi singole. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'applicazione dell'aggravante della **ingente quantità di stupefacenti** e chiedendo che le attenuanti generiche fossero considerate prevalenti rispetto alle aggravanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la questione dell'aggravante non era stata sollevata correttamente in appello. Inoltre, i giudici hanno ribadito il divieto normativo di far prevalere le attenuanti generiche su specifiche aggravanti legate al traffico di droga, specialmente quando il profilo del reo evidenzia una pericolosa recidiva in reati della stessa indole.
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Ingente quantità di stupefacenti: la soglia dei 2kg di hashish
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato trovato in possesso di tre chilogrammi di principio attivo di hashish. Il ricorso contestava l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti e il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche. I giudici hanno ribadito che per le droghe leggere la soglia dell'ingente quantità è fissata a due chilogrammi di principio attivo. Nel caso di specie, il superamento di tale limite, unito al confezionamento professionale e ai messaggi sul cellulare indicativi di un'attività di spaccio strutturata, giustifica pienamente l'aggravante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le valutazioni sul bilanciamento delle circostanze spettano al giudice di merito e non sono sindacabili se logicamente motivate.
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Ingente quantità di stupefacenti: Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due imputati trovati in possesso di oltre 122 kg di hashish e 1 kg di marijuana. La sentenza affronta il tema dell'aggravante per l'ingente quantità di stupefacenti, ritenendola provata anche senza l'analisi tossicologica di ogni singolo panetto. I ricorsi sono stati rigettati perché miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e le motivazioni della Corte d'Appello sono state giudicate logiche e coerenti.
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Ingente quantità di stupefacenti: la condanna è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per la vendita di un'ingente quantità di stupefacenti (quasi 15 kg di hashish). La sentenza chiarisce che la testimonianza del corriere, se supportata da riscontri esterni come intercettazioni e perizie foniche, è una prova valida. Inoltre, conferma che per l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti, il superamento della soglia di 2.000 volte il limite tabellare è un indicatore decisivo, giustificando la condanna anche in presenza di una 'doppia conforme' dei giudici di merito.
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