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Informazione Di Garanzia

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto formale con cui il Pubblico Ministero informa una persona di essere indagata in un procedimento penale, al fine di garantirle l'esercizio del diritto di difesa. Non costituisce una richiesta di risarcimento danni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro probatorio valido anche senza la querela della vittima
La Procura disponeva il sequestro probatorio di due automobili di lusso intestate a un'autofficina nell'ambito di un'indagine per presunte truffe alle compagnie assicurative. L'azienda proponeva ricorso per cassazione lamentando l'assenza della querela di parte da parte dell'assicurazione, presunti vizi di motivazione del provvedimento e la mancata menzione del difensore di fiducia nel secondo decreto di blocco. I Giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso della società. La Corte ha stabilito che il sequestro probatorio durante le indagini preliminari è pienamente legittimo anche se manca la querela della vittima, poiché la ricerca e la conservazione delle prove del reato prevalgono sulla temporanea assenza delle condizioni per l'avvio del processo penale vero e proprio.
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Informazione di garanzia: quando l’assenza non blocca il processo
Il Ricorrente, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha impugnato la sentenza lamentando la nullità dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo la tesi difensiva, l'atto era nullo perché non preceduto dalla notifica dell'informazione di garanzia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'informazione di garanzia deve precedere l'avviso di conclusione delle indagini, a pena di nullità, solo se durante le indagini sono stati compiuti atti a cui il difensore aveva il diritto di assistere. Non essendoci prova di tali attività nel caso specifico, l'eccezione è stata respinta.
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Rivelazione di segreto d’ufficio: assolto chi invia atti già noti
Un Comandante della Polizia locale viene accusato di rivelazione di segreto d'ufficio per aver inviato a una giornalista, tramite email, alcuni atti di indagine. Tra questi vi erano informazioni di garanzia e inviti a presentarsi già notificati ai diretti interessati, oltre a verbali ancora riservati. La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste il reato per la diffusione di atti già legalmente noti agli indagati, poiché per essi decade il vincolo di segretezza previsto dal codice di procedura penale. Per i restanti documenti ancora segreti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la precedente condanna senza rinvio.
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Sequestro preventivo della società: difesa salva senza notifica
Il Tribunale di Potenza aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame contro il sequestro preventivo della società, pari a oltre 114 mila euro. Il giudice riteneva che il legale rappresentante, indagato per autoriciclaggio, fosse in conflitto di interessi e non potesse agire per l'ente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della difesa. I giudici hanno stabilito che il divieto di rappresentanza non si applica se la società non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale dell'indagine a suo carico. Senza questa comunicazione formale, l'ente non può sapere di essere sotto inchiesta e ha il diritto di difendersi tramite il proprio rappresentante per chiedere la restituzione dei beni. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Diritto di difesa straniero: traduzione non dovuta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero condannato per ricettazione. Si è discusso del suo diritto di difesa straniero, ma la Corte ha stabilito che la mancata traduzione degli atti non è causa di nullità se l'imputato ha una comprovata conoscenza della lingua italiana. È stata inoltre confermata la negazione della sospensione condizionale della pena a causa della professionalità dimostrata nell'attività illecita.
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Rappresentanza ente 231: quando è valida la nomina?
La Cassazione annulla un'ordinanza di inammissibilità per un riesame. La Corte stabilisce che il divieto di rappresentanza ente 231 da parte del legale rappresentante indagato opera solo se l'ente è consapevole del proprio status di indagato, un fatto che il tribunale di merito non ha verificato.
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Procura speciale: quando serve all’ente indagato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro, confermando la necessità della procura speciale. Se l'ente non prova di essere indagato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, viene considerato come un terzo e il suo difensore deve avere una procura speciale per presentare l'istanza di riesame. L'affermazione generica di essere 'indagata' non è sufficiente.
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Claims made: avviso di garanzia non attiva la polizza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31811/2024, ha stabilito un importante principio in materia di polizze assicurative "claims made". Il caso riguardava una struttura sanitaria che, durante il periodo di validità della polizza, aveva ricevuto notizia di un'informazione di garanzia a carico di un proprio dipendente. La richiesta di risarcimento danni da parte dei terzi danneggiati era però pervenuta solo dopo la scadenza del contratto. La Corte d'Appello aveva equiparato la conoscenza dell'informazione di garanzia alla richiesta di risarcimento per evitare "vuoti di copertura". La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'interpretazione del contratto deve rispettare la volontà delle parti espressa nel testo. Un'informazione di garanzia è un atto del procedimento penale e non può essere confusa con una richiesta risarcitoria civile, che è l'evento che attiva la garanzia nelle polizze claims made.
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