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Indennità Sostitutiva Della Reintegrazione

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una somma di denaro che il lavoratore, il cui licenziamento è stato dichiarato illegittimo, può scegliere di ricevere al posto di essere riammesso fisicamente al lavoro. L'esercizio di questa opzione estingue il rapporto di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento orale senza prova: vince la dipendente
Una lavoratrice ha contestato la fine del proprio rapporto di lavoro, sostenendo di aver subito un licenziamento orale mai formalizzato per iscritto. Le società datrici di lavoro affermavano di aver trasmesso la comunicazione via posta elettronica e deducevano una risoluzione consensuale. I giudici di merito hanno accertato l'assenza di prova dell'avvenuta ricezione dell'e-mail, dichiarando l'inefficacia del recesso verbale e riconoscendo l'esistenza di un unico centro di interessi tra le due aziende coinvolte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle società, confermando la tutela reintegratoria e la condanna al risarcimento del danno con indennità economica a favore della dipendente, evidenziando che il licenziamento privo di prova scritta integra a tutti gli effetti un licenziamento orale privo di efficacia giuridica.
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Fine Appalto, Licenziamento Illegittimo: L’Obbligo di Repechage Vince
Un'azienda licenzia una dipendente per la perdita di un appalto, ma il licenziamento viene dichiarato illegittimo per violazione dell'obbligo di repechage. L'azienda non ha provato l'impossibilità di ricollocare la lavoratrice in un'altra posizione. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'assunzione della lavoratrice da parte della nuova azienda subentrante nell'appalto non costituisce una rinuncia al diritto di impugnare il licenziamento. L'ex datore di lavoro è quindi tenuto a risarcire il danno, poiché il suo dovere di tutela del posto di lavoro non viene meno.
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Impugnazione secondo licenziamento: quando è inutile?
Una lavoratrice, licenziata una prima volta e reintegrata, opta per l'indennità sostitutiva ma viene licenziata di nuovo. Impugna il secondo licenziamento, ma nel frattempo una sentenza d'appello dichiara il rapporto di lavoro già risolto alla data del primo. La Cassazione, con ordinanza 26769/2024, dichiara inammissibile il ricorso contro il secondo licenziamento per sopravvenuto difetto di interesse, poiché il rapporto di lavoro era legalmente inesistente al momento del secondo atto espulsivo.
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Patto di stabilità: cumulo con indennità di licenzio
Un'azienda agricola recede da un contratto di lavoro che includeva un patto di stabilità quinquennale. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la penale prevista dal patto per il recesso ingiustificato è cumulabile con l'indennità sostitutiva della reintegrazione dovuta per il licenziamento illegittimo. La sentenza chiarisce che il patto di stabilità offre una tutela rafforzata e autonoma, che si aggiunge a quella prevista dalla legge per il licenziamento.
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Indennità sostitutiva: quando spetta al lavoratore?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto una sentenza che ordinava la sua reintegrazione, ha optato per l'indennità sostitutiva della reintegrazione. Di fronte al mancato pagamento da parte dell'azienda, ha avviato una nuova causa. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto, respingendo le eccezioni dell'azienda relative all'abusivo frazionamento del credito e alla carenza di interesse ad agire. La Corte ha chiarito che il diritto all'indennità sorge solo dopo la prima sentenza ed è distinto dal risarcimento iniziale, legittimando un'azione giudiziaria separata per ottenerla.
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Indennità sostitutiva reintegrazione e pensione
Un dirigente medico, licenziato illegittimamente, opta per l'indennità sostitutiva della reintegrazione. L'azienda sanitaria nega il pagamento sostenendo che il rapporto si era risolto per il pensionamento del dipendente, avvenuto dopo il licenziamento ma prima della sentenza. La Corte di Cassazione conferma il diritto del lavoratore all'indennità, sottolineando l'autonomia tra rapporto di lavoro e rapporto previdenziale. La percezione della pensione di anzianità non impedisce la reintegrazione né il diritto all'indennità sostitutiva reintegrazione, che ne deriva.
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Indennità sostitutiva: scelta irreversibile dal ricorso
Un lavoratore, illegittimamente licenziato, ha richiesto l'indennità sostitutiva della reintegrazione sin dal ricorso iniziale. Dopo un complesso iter giudiziario, la Cassazione ha stabilito che tale scelta è irreversibile e risolve il rapporto di lavoro dal momento della sua comunicazione al datore. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, ha quindi condannato l'azienda al pagamento dell'indennità, oltre a un risarcimento per il periodo tra il licenziamento e l'esercizio dell'opzione, confermando il principio della definitività della scelta del lavoratore.
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