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Indebolimento Permanente

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'aggravante del reato di lesioni che consiste nella riduzione duratura della funzionalità di un organo o di una parte del corpo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lesioni personali aggravate e danno ai denti: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per lesioni personali aggravate a carico di un individuo che ha cagionato la rottura di elementi dentari alla vittima. L'imputato sosteneva l'insussistenza dell'aggravante dell'indebolimento permanente dell'organo della masticazione e contestava la misura della pena. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso, poiché le censure riguardavano la ricostruzione dei fatti e non vizi di diritto. La perdita o la menomazione di denti integra pienamente l'aggravante prevista dalla legge, rendendo definitiva la sanzione penale con l'ulteriore condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
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Lesioni personali aggravate: basta rompere un dente per la condanna
Un lavoratore di un panificio ha colpito violentemente un collega al volto utilizzando una pala d'acciaio per infornare il pane, provocandogli la frattura e l'avulsione parziale di un dente incisivo superiore. I giudici di merito hanno condannato l'imputato a un anno di reclusione per lesioni personali aggravate, ravvisando l'indebolimento permanente dell'organo della masticazione. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che la perdita parziale di un solo dente non integrasse l'aggravante e contestando l'attendibilità dei testimoni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la condanna e ribadendo che anche la menomazione parziale di un singolo incisivo riduce in modo permanente la funzionalità masticatoria della persona offesa.
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Perdita di un dente e lesioni personali gravi: scatta il reato
L'Imputato ha aggredito un altro detenuto all'interno di una struttura carceraria, causando la caduta forzata di un dente canino alla vittima. I giudici di merito hanno qualificato l'episodio come reato di lesioni personali gravi, a causa del conseguente indebolimento permanente dell'organo della masticazione. L'Imputato ha presentato ricorso per cassazione, contestando la credibilità di un testimone reticente e la gravità della lesione subita dalla persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici supremi hanno stabilito che le contestazioni sui fatti non trovano spazio nel giudizio di legittimità. Inoltre, la reticenza del testimone trova giustificazione nel particolare contesto carcerario e la perdita traumatica del dente canino integra la circostanza aggravata contestata. Il ricorrente deve pagare le spese legali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Legittima difesa domiciliare: condannato chi eccede nei limiti
L'Imputato è stato condannato per lesioni personali aggravate ai danni della Persona Offesa, avendo causato la frattura di un dente già precedentemente incapsulato. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione invocando la legittima difesa domiciliare, sostenendo che la vittima avesse invaso la sua proprietà dopo una sassaiola. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'ulteriore danneggiamento di un dente già indebolito configura comunque l'aggravante delle lesioni. Inoltre, la legittima difesa domiciliare richiede sempre la proporzione tra offesa e difesa e l'impossibilità di neutralizzare il pericolo in altro modo. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa, vede confermata la condanna a quattro mesi di reclusione e al risarcimento dei danni, ed è condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Dente perso: è comunque indebolimento permanente di un organo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per lesioni personali aggravate. L'imputato aveva causato la perdita di due denti incisivi superiori alla vittima. La difesa sosteneva che tale lesione non integrasse l'aggravante dell'indebolimento permanente di un organo. I giudici di legittimità hanno invece confermato che la perdita anche di un solo dente incisivo compromette la naturale funzionalità dell'apparato masticatorio. Questa compromissione configura pienamente l'indebolimento permanente di un organo, a nulla rilevando la possibilità di applicare una protesi dentaria sostitutiva. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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