L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un pensionato la restituzione delle somme erogate in eccedenza, contestando un indebito previdenziale. Il beneficio pensionistico, legato all'esposizione all'amianto, era stato infatti ottenuto tramite certificazioni false. Il pensionato si è opposto, sostenendo di essere stato assolto dall'accusa di truffa e che mancasse il dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la legge prevede la decadenza dai benefici previdenziali quando questi sono conseguiti sulla base di atti che costituiscono reato, a prescindere dall'assoluzione penale personale del beneficiario. Di conseguenza, il pensionato perde la causa e deve restituire le somme trattenute dall'ente previdenziale, oltre a pagare le spese processuali.
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