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Indebito Previdenziale

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61 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indebito previdenziale: la Cassa può recuperare?
Un professionista ha ricevuto per anni una pensione superiore al dovuto a causa di un errore di calcolo. La Cassazione ha confermato il diritto della Cassa di previdenza a richiedere la restituzione dell'indebito previdenziale, anche se trasformata in ente privato. La Corte ha chiarito i limiti temporali per l'azione di recupero, rigettando il ricorso dell'erede che si opponeva alla restituzione.
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Trattenuta sulla pensione: i limiti per l’INPS
Un pensionato ha contestato una trattenuta sulla pensione operata dall'ente previdenziale per recuperare somme versate indebitamente. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'ente, specificando che può recuperare il credito tramite una trattenuta diretta fino a un quinto dell'importo pensionistico, a condizione che sia sempre garantito il trattamento minimo. Questa procedura, secondo la Corte, è diversa e più favorevole per l'ente rispetto al pignoramento ordinario.
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Indebito previdenziale: quando si interrompe il termine?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una comunicazione formale da parte dell'Istituto Previdenziale, che quantifica un indebito previdenziale e ne richiede la restituzione, è sufficiente a interrompere i termini di prescrizione e a impedire la decadenza del diritto al recupero. Anche se la comunicazione usa un tono collaborativo, ciò non ne inficia la validità. Il caso riguardava il recupero di una maggiorazione sociale indebitamente percepita da una pensionata, con gli eredi che contestavano la tempestività dell'azione dell'Ente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'avvio formale del procedimento di recupero, e non l'effettiva riscossione, è l'atto che conta ai fini dei termini di legge.
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Giurisdizione indebito previdenziale: Cassazione alle SU
Una vedova si oppone alla richiesta di restituzione di quote di pensione di reversibilità erogate per i figli che avevano superato i limiti di età. La Corte d'Appello aveva attribuito la competenza alla Corte dei Conti. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla questione della giurisdizione per l'indebito previdenziale, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un verdetto definitivo.
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Assegno straordinario: non è reddito cumulabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14447/2024, ha stabilito che l'assegno straordinario di sostegno al reddito, erogato dai fondi di solidarietà, ha natura di incentivo all'esodo e non costituisce reddito rilevante ai fini del cumulo con le prestazioni pensionistiche. Di conseguenza, l'INPS non può richiederne la restituzione (indebito previdenziale) qualora percepito insieme alla pensione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato tale assegno come reddito imponibile IRPEF, affermando che la sua tassazione separata, simile a quella del TFR, ne conferma la natura non reddituale ai fini del divieto di cumulo.
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Indebito previdenziale: quando restituire le somme?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14292/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di indebito previdenziale. Anche in assenza di dolo da parte del pensionato, le somme percepite in eccesso devono essere restituite se l'ente previdenziale agisce per il recupero entro i termini di legge, a seguito della comunicazione dei dati reddituali da parte dell'interessato. La tempestività della verifica da parte dell'ente prevale sulla buona fede del percipiente.
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Indebito previdenziale: la dichiarazione falsa e il dolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna alla restituzione di somme percepite a titolo di pensione a causa di una falsa dichiarazione sulla data di ripresa dell'attività lavorativa. L'ordinanza stabilisce che una dichiarazione non veritiera all'ente previdenziale integra una presunzione di dolo a carico del pensionato, legittimando la richiesta di rimborso dell'indebito previdenziale. La Corte ha ritenuto irrilevante il ritardo nei controlli da parte dell'ente.
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Indennità di disoccupazione: stop con i requisiti pensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11965/2024, ha stabilito che il diritto all'indennità di disoccupazione cessa nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a prescindere dalla presentazione della domanda. Di conseguenza, le somme percepite dopo tale data costituiscono un indebito e devono essere restituite all'ente previdenziale. La sentenza chiarisce che la scelta di posticipare la richiesta di pensionamento non consente di prolungare il godimento del sussidio di disoccupazione, poiché le due prestazioni sono incompatibili.
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Restituzione assegno sociale: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato che l'assegno sociale indebitamente percepito deve essere restituito quando l'erogazione iniziale ha carattere provvisorio, in attesa della verifica reddituale definitiva. La Corte ha rigettato il ricorso di una cittadina, stabilendo che la natura provvisoria della prestazione non genera un affidamento legittimo che ne impedisca la ripetizione. L'indebito era sorto a causa del superamento dei limiti di reddito dovuto alla percezione di una pensione di reversibilità. La richiesta di restituzione è parte integrante del meccanismo di conguaglio previsto dalla legge.
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Indebito previdenziale: quando non va restituito
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro una pensionata. La Corte conferma che l'indebito previdenziale, derivante da un mero errore di calcolo dell'ente e in assenza di dolo del percipiente, non deve essere restituito. Il ricorso dell'ente è stato giudicato come una richiesta di riesame dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Indebito previdenziale: quando si restituisce la pensione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2692/2024, ha stabilito che le somme percepite a titolo di pensione provvisoria devono essere restituite in caso di successiva rideterminazione in peius. Nel caso di specie, gli eredi di un pensionato si opponevano alla richiesta di restituzione di oltre 234.000 euro da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che il principio di non ripetibilità dell'indebito previdenziale si applica solo ai pagamenti basati su un provvedimento formale e definitivo, condizione assente quando la prestazione è erogata in via provvisoria.
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Indebito previdenziale: quando restituire l’ASPI
Una lavoratrice ha erroneamente richiesto il 'ripristino' dell'indennità di disoccupazione invece di una 'nuova domanda', ricevendo somme non dovute. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione, qualificando il caso come indebito previdenziale oggettivo. La sentenza chiarisce che l'errore del richiedente rende il pagamento 'sine titulo' e la buona fede non esclude l'obbligo di rimborso del capitale.
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Indennità di mobilità: obbligo di restituzione
Un lavoratore, reintegrato dopo un licenziamento illegittimo, deve restituire l'intera indennità di mobilità percepita. La Corte di Cassazione ha stabilito che la reintegrazione annulla retroattivamente lo stato di disoccupazione, rendendo la prestazione un pagamento non dovuto (indebito), indipendentemente dallo stato di bisogno del lavoratore o dalla copertura parziale dell'indennizzo risarcitorio.
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Indebito previdenziale: quando restituire l’indennità
Un lavoratore ha percepito contemporaneamente un'indennità di disoccupazione e una pensione di vecchiaia retrodatata per errore dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituire l'indennità, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che le norme speciali sulla non ripetibilità dell'indebito previdenziale pensionistico non si estendono all'indennità di disoccupazione e che non è possibile sollevare questioni di fatto nuove per la prima volta in sede di legittimità.
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Indebito previdenziale: quando restituire la pensione
Un pensionato è stato chiamato a restituire oltre 14.000 euro percepiti in eccesso a seguito della riliquidazione della sua pensione, inizialmente calcolata in via provvisoria. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della richiesta di restituzione dell'indebito previdenziale, stabilendo che il principio di tutela dell'affidamento non si applica ai pagamenti provvisori, poiché il beneficiario era consapevole che l'importo poteva subire future modifiche. Di conseguenza, il ricorso del pensionato è stato respinto.
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Prescrizione indebito previdenziale: il dolo sospende
La Cassazione conferma che la mancata comunicazione di un nuovo lavoro all'estero, mentre si percepisce la CIGS, integra il dolo che sospende la prescrizione dell'indebito previdenziale. L'omissione prolungata rende difficile per l'ente accertare il debito, giustificando la sospensione dei termini.
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Indebito previdenziale: quando restituire le somme
Un pensionato ha ricevuto pagamenti in eccesso a causa di dati errati comunicati dal suo ex datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha stabilito che questo tipo di indebito previdenziale deve essere restituito. La decisione si fonda sul principio che l'errore non è attribuibile all'ente previdenziale, il quale non ha l'obbligo di verificare preventivamente i dati forniti dai datori di lavoro. Pertanto, non sussistendo una colpa dell'ente, si applica la regola generale della ripetibilità delle somme non dovute.
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Indebito previdenziale: quando non si pagano le spese
Una pensionata si è opposta alla richiesta di restituzione di un indebito previdenziale di circa 4.700 euro, sorto per superamento dei limiti di reddito per l'integrazione al minimo. La Corte di Cassazione ha confermato che la somma era dovuta, respingendo la tesi della comunicazione poco chiara da parte dell'ente. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle spese legali, annullando la condanna al pagamento e stabilendo l'esonero per la pensionata, come previsto da una specifica norma processuale.
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Indebito previdenziale: quando si applica la regola?
Un pensionato ricopriva contemporaneamente i ruoli di dipendente, amministratore unico e socio della propria azienda. A seguito di un accertamento che ha disconosciuto il rapporto di lavoro subordinato, l'INPS ha revocato la pensione e richiesto la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione, stabilendo che in caso di indebito previdenziale derivante da una condotta dolosa del pensionato nel creare il titolo, si applica la regola generale della piena ripetibilità (art. 2033 c.c.) e non le norme speciali sull'irripetibilità.
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Indebito previdenziale: la restituzione è al netto?
Una recente sentenza della Corte d'Appello chiarisce due principi fondamentali in materia di indebito previdenziale. Il caso riguardava un lavoratore a cui era stata richiesta la restituzione di somme percepite a titolo di Cassa Integrazione mentre svolgeva un'altra attività lavorativa. La Corte ha stabilito che il pagamento parziale non costituisce riconoscimento del debito e, soprattutto, che la restituzione dell'indebito previdenziale va calcolata sull'importo netto effettivamente percepito dal lavoratore, non sul lordo.
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