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Incentivo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un incentivo è qualcosa che motiva un individuo a compiere un'azione. Lo studio delle strutture degli incentivi è essenziale per l'analisi di tutte le attività economiche (sia in termini di decisioni individuali che in termini di cooperazione e competizione all'interno di una più grande istituzione). L'analisi economica, quindi, delle differenze tra le società (e tra differenti organizzazioni nelle società) giunge a caratterizzare le diverse strutture degli incentivi affrontate dagli individui interessati da questi sforzi collettivi. Infine, gli incentivi servono ad attribuire valore al denaro e contribuiscono al successo organizzativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incentivi funzioni tecniche: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di un'azienda stradale nazionale a percepire gli **Incentivi funzioni tecniche** per l'attività di Alta Sorveglianza. La disputa verteva sull'individuazione del regolamento interno applicabile tra diverse versioni succedutesi nel tempo. La Suprema Corte ha stabilito che la disciplina di riferimento è quella vigente al momento del conferimento dell'incarico specifico, rigettando il ricorso del datore di lavoro che pretendeva l'applicazione di un regolamento precedente privo di tali indennità.
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Compenso incentivante: guida ai premi per i tecnici
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente pubblico a percepire il compenso incentivante per attività di progettazione legate a interventi di somma urgenza. La controversia nasceva dalla qualificazione di tali interventi (manutenzione verde e sgombraneve) che l'amministrazione considerava semplici servizi, escludendo il premio. La Suprema Corte ha invece ribadito che, laddove vi sia un progetto esecutivo, un collaudo e una modifica fisica del bene (quid novi), l'attività è riconducibile all'appalto di lavori, rendendo legittimo il compenso incentivante richiesto dal lavoratore.
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Cessazione della materia del contendere e accordi
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia relativa al pagamento di incentivi per la direzione lavori. Un lavoratore aveva inizialmente ottenuto un decreto ingiuntivo contro la società datrice, poi revocato in appello per mancanza del presupposto di partecipazione alla progettazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in sede sindacale. La rinuncia al ricorso da parte del lavoratore, accettata dalla società, ha estinto il giudizio, portando alla compensazione delle spese e all'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Incentivo RUP: diritto al compenso per alta sorveglianza
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un ex dirigente tecnico a percepire l'Incentivo RUP per l'attività di alta sorveglianza svolta nell'ambito di un appalto pubblico. La società datrice di lavoro contestava la spettanza del compenso, sostenendo che l'attività di sorveglianza non rientrasse tra quelle incentivate dalla legge. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il capitolato speciale d'appalto equiparava espressamente il responsabile dell'ufficio di alta sorveglianza al Responsabile Unico del Procedimento. Poiché l'interpretazione dei contratti aziendali è riservata al giudice di merito, la Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ribadendo la validità del diritto al compenso maturato dal lavoratore.
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Incentivi progettazione: i limiti per i dipendenti
Un dipendente di un ente locale ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di incentivi progettazione legati ad attività di manutenzione del verde e sgombraneve. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che tali compensi spettano solo per appalti di lavori e non per servizi di manutenzione ordinaria privi di innovazione. La decisione chiarisce inoltre i criteri per la decorrenza degli interessi legali e la discrezionalità del giudice nella compensazione delle spese processuali.
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Pubblico impiego: nullità concorso e incentivi esodo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni ex dipendenti di un Ente Regionale che, dopo aver ottenuto la qualifica dirigenziale tramite concorso, avevano sottoscritto accordi di risoluzione consensuale con incentivo all'esodo. Successivamente, il giudice amministrativo ha annullato la procedura concorsuale. La Suprema Corte ha stabilito che, nel settore del pubblico impiego, la nullità della procedura di reclutamento travolge i contratti individuali e gli accordi transattivi correlati. Il principio di legalità e il dovere della Pubblica Amministrazione di recuperare somme indebitamente percepite prevalgono sulla volontà negoziale delle parti, rendendo gli accordi di esodo inefficaci rispetto al venir meno della qualifica dirigenziale.
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Incentivo lavori pubblici: quando spetta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente, direttore dei lavori in un'opera pubblica, ha diritto a una quota dell'incentivo lavori pubblici anche senza il certificato di collaudo finale. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito, precisando che se il regolamento aziendale lega l'erogazione di una tranche dell'incentivo al solo rispetto del cronoprogramma, tale condizione è sufficiente per far sorgere il diritto al pagamento.
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