La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43043/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droghe sintetiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità, valorizzando non solo la quantità ma anche la varietà, qualità e lesività delle sostanze. Il ricorso è stato ritenuto generico e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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