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In Incertam Personam

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Locuzione latina che significa 'verso una persona non determinata'. In diritto, si usa per descrivere un atto rivolto a un soggetto non chiaramente identificato, rendendo l'atto stesso potenzialmente nullo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato Continuato Online: Vittime Ignote non Escludono il Piano Criminale
Il Giudice dell'esecuzione aveva negato l'applicazione del "reato continuato" per un Individuo condannato per diverse truffe online. Il Giudice riteneva che l'impossibilità di identificare le vittime in anticipo e la diversità dei messaggi ingannatori escludessero un unico disegno criminoso. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'identificazione preventiva delle vittime non è un criterio valido per negare il "reato continuato" nelle truffe online, spesso dirette "in incertam personam". La Corte ha ribadito che il disegno criminoso deve essere valutato su altri indicatori, rinviando il caso per una nuova analisi.
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Debiti tributari confisca annullata: Paga il proprietario
La Corte di Cassazione affronta il caso dei debiti tributari sorti durante l'amministrazione giudiziaria di beni confiscati. Un contribuente si era visto restituire i propri beni dopo l'annullamento del provvedimento di confisca. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate gli ha richiesto il pagamento delle tasse maturate nel periodo di gestione da parte dell'amministratore. La Corte ha stabilito che la responsabilità per i debiti tributari della confisca annullata ricade sul proprietario. Questo perché la confisca non era definitiva e l'amministrazione è stata svolta 'per conto di chi spetta', cioè nell'interesse potenziale del proprietario stesso, che non ha mai perso la titolarità giuridica dei beni.
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Diffamazione social: quando l’insulto è procedibile?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diffamazione social a carico di un utente che aveva pubblicato commenti offensivi su una piattaforma online. La sentenza stabilisce che la vittima è identificabile anche senza menzione esplicita, se il contesto generale lo consente. Inoltre, chiarisce che la querela è valida se presentata dopo la commissione dei fatti, anche se la data nel capo d'imputazione si riferisce al successivo accertamento.
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Giustificato motivo: quando è valido per lo straniero?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero condannato per non aver rispettato un ordine di allontanamento. La sentenza chiarisce che per invocare un 'giustificato motivo', come lo stato di indigenza, non è sufficiente dichiararsi disoccupato. È necessario un onere di allegazione specifico da parte dell'imputato, che deve fornire elementi concreti sulla propria impossibilità di ottemperare all'ordine. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali relative alla mancata nomina di un interprete e alla presunta nullità dell'elezione di domicilio.
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Delega firma avviso: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31884/2024, ha stabilito la validità di un avviso di accertamento firmato da un funzionario delegato, anche se l'atto di delega firma non indica il nominativo specifico. Secondo la Corte, tale delega è un atto di organizzazione interna e non un trasferimento di funzioni, essendo sufficiente l'individuazione del delegato tramite la sua qualifica per una verifica successiva (ex post) del potere di firma.
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Diffamazione online: quando si identifica la vittima?
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per diffamazione online, respingendo l'appello dell'imputato. La sentenza stabilisce che, ai fini del reato, la vittima non deve essere necessariamente nominata in modo esplicito, ma è sufficiente che sia identificabile in modo inequivocabile attraverso il contesto generale dei messaggi e i riferimenti a fatti, luoghi o legami familiari noti a un pubblico indeterminato. La Corte ha inoltre rigettato un'eccezione procedurale relativa all'acquisizione di atti in giudizio.
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