Un uomo, condannato per estorsione con pena ridotta per problemi psichici, presenta ricorso in Cassazione. La Corte boccia la richiesta senza nemmeno analizzare i motivi di difesa. Il motivo è semplice e insuperabile: il documento è arrivato oltre la scadenza termini di impugnazione. La legge fissa tempi precisi e inderogabili per contestare una sentenza. In questo caso specifico, il termine ultimo cadeva di sabato. L'Imputato credeva che la scadenza slittasse automaticamente al lunedì successivo. La Cassazione chiarisce una regola fondamentale: il sabato è considerato un giorno lavorativo a tutti gli effetti per il deposito degli atti penali. Di conseguenza, il ricorso presentato in ritardo è nullo. L'Imputato perde definitivamente la causa, la condanna diventa irrevocabile e deve pagare le spese processuali, una sanzione allo Stato e rimborsare l'avvocato della Vittima.
Continua »