La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso de L'Imputato, precedentemente condannato per peculato. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il suo gravame ritenendolo tardivo. La Suprema Corte ha chiarito le regole sul computo dei termini processuali: se il termine per il deposito della sentenza scade in un giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno feriale successivo. Di conseguenza, anche il termine di quarantacinque giorni per presentare l'impugnazione inizia a decorrere più tardi. Nel caso specifico, calcolando correttamente la decorrenza, l'appello scadeva di domenica ed è stato legittimamente depositato il lunedì successivo. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza di inammissibilità, ordinando alla Corte d'Appello di celebrare il processo di secondo grado.
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