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Impossessamento

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118 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30249/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha ribadito due importanti principi: primo, la validità della querela sporta dal legale rappresentante di una società senza necessità di un mandato specifico; secondo, la distinzione tra furto consumato e tentato, specificando che il reato si considera perfezionato anche in caso di impossessamento della refurtiva per un tempo molto breve.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per furto aggravato. La Corte ha stabilito che si trattava di furto consumato, e non tentato, poiché i ladri avevano già la piena disponibilità della merce quando le forze dell'ordine sono intervenute casualmente. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità e dell'organizzazione del crimine, commesso di notte e in gruppo. Infine, è stata negata la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria, data la condizione di indigenza degli imputati che rendeva improbabile il pagamento.
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Furto consumato: il breve possesso basta per il reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto consumato a carico di un individuo che, in concorso con altri, aveva sottratto un portafoglio. La Corte stabilisce che il reato si perfeziona nel momento in cui l'agente acquisisce un'autonoma, seppur breve, disponibilità del bene, anche se la scena è sorvegliata dalle forze dell'ordine e l'intervento è immediato. La vigilanza generica non trasforma il reato in un semplice tentativo.
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Furto consumato: quando si completa il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. Il reato si considera furto consumato, e non tentato, perché la refurtiva era già stata caricata su un veicolo al momento dell'arrivo delle forze dell'ordine, perfezionando così l'impossessamento del bene.
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Furto con destrezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con destrezza. La Corte ha ribadito che il reato si considera consumato, e non solo tentato, nel momento in cui l'agente si impossessa del bene, anche se la vittima se ne accorge subito dopo. È stata inoltre confermata l'aggravante della destrezza, identificata nell'abilità di usare un diversivo per eludere la vigilanza della persona offesa.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione chiarisce la linea di demarcazione tra furto tentato e furto consumato. La sentenza stabilisce che il reato si considera consumato nel momento in cui l'agente consegue un'autonoma disponibilità della refurtiva, anche se per un breve lasso di tempo. L'allontanamento dal luogo del delitto, come l'uscita dall'abitazione e dal condominio, è sufficiente a integrare la consumazione, rendendo irrilevante la costante sorveglianza da parte delle forze dell'ordine se questa non ha impedito l'azione.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24474/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto consumato di gasolio. L'imputato sosteneva si trattasse solo di tentativo, poiché era stato costantemente monitorato dalla polizia. La Corte ha ribadito che il furto consumato si perfeziona nel momento in cui l'agente acquisisce, anche per un tempo brevissimo, la piena ed autonoma disponibilità del bene sottratto, rendendo irrilevante la successiva possibilità di intervento delle forze dell'ordine.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
Tre individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per furto, sostenendo si trattasse solo di tentativo poiché sono stati catturati subito dopo la sottrazione dei beni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio per cui il furto consumato si perfeziona nel momento stesso dell'impossessamento della refurtiva, a prescindere dalla durata del possesso o dal fatto che la fuga sia stata immediatamente interrotta. La Corte ha inoltre respinto l'eccezione relativa alla presunta assenza di querela.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura un furto consumato, e non tentato, anche se il colpevole viene fermato all'interno del luogo del delitto senza aver avuto la possibilità di fuggire. Nel caso di specie, un uomo aveva sottratto un cellulare e del denaro alla vittima all'interno dell'abitazione di quest'ultima. La Corte ha ritenuto che l'aver nascosto i beni sulla propria persona fosse sufficiente a integrare l'impossessamento, perfezionando così il reato, rendendo irrilevante il mancato allontanamento.
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Rapina impropria: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20491/2024, ha stabilito che la rapina impropria si considera consumata con la semplice sottrazione del bene, seguita da violenza, anche se l'agente non ne acquisisce la piena disponibilità a causa della vigilanza. Nel caso di specie, un uomo che aveva occultato merce in un supermercato e usato violenza contro gli addetti alla sicurezza dopo aver superato le casse è stato condannato per rapina impropria consumata e non solo tentata, poiché la sottrazione si era già perfezionata.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con strappo. L'ordinanza chiarisce che il furto consumato si perfeziona con il semplice impossessamento del bene, anche se di breve durata. La Corte nega anche l'attenuante del danno di speciale tenuità, valutando non solo il valore economico ma anche il pregiudizio complessivo arrecato alla vittima.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32582/2025, ha respinto il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato. Essi sostenevano che il reato fosse solo tentato, poiché erano costantemente monitorati dalla polizia. La Corte ha chiarito che il furto consumato si perfeziona quando l'agente acquisisce l'autonoma disponibilità della refurtiva, anche per un breve lasso di tempo. La sorveglianza della polizia non trasforma il reato in tentato, a meno che non avvenga su incarico della vittima e impedisca l'impossessamento.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
Un uomo, condannato per furto in abitazione, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il suo dovesse essere considerato solo un tentativo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per la configurazione del furto consumato, è sufficiente che l'agente acquisisca la disponibilità autonoma del bene sottratto, anche solo per un breve istante. La successiva costrizione ad abbandonare la refurtiva non declassa il reato a mero tentativo.
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Furto con destrezza: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14148/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per furto con destrezza. Un individuo, fingendosi cliente, aveva sottratto denaro dal retrobottega di un esercizio commerciale. La Corte ha ribadito che l'aggravante della destrezza sussiste anche quando l'astuzia non è diretta sulla persona della vittima, ma sul bene da sottrarre. Inoltre, ha precisato che il reato è consumato, e non solo tentato, nel momento in cui ci si impossessa della refurtiva, anche se questa viene poi restituita dopo l'intervento delle forze dell'ordine.
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Rapina impropria consumata: quando si perfeziona?
La Cassazione conferma la condanna per rapina impropria consumata a un individuo che, dopo aver rubato in un ospedale, ha usato violenza contro un'infermiera per fuggire. La Corte ha stabilito che per la consumazione del reato è sufficiente la sottrazione del bene, seguita da violenza per assicurarsene il possesso, non essendo necessario l'effettivo impossessamento.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13618/2024, ha confermato una condanna per furto consumato, stabilendo che il reato si perfeziona nel momento in cui si acquisisce l'autonoma disponibilità dei beni, anche se l'autore viene bloccato prima di allontanarsi. L'intervento del portiere, che ha impedito la fuga dopo che la refurtiva era stata caricata in auto, non è stato ritenuto sufficiente a qualificare il fatto come mero tentativo. La Corte ha inoltre convalidato l'aumento di pena per la recidiva, ritenendolo giustificato dalla specifica pericolosità del soggetto.
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Furto consumato: quando l’intervento della polizia non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12948/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, confermando la qualificazione del reato come furto consumato. La Corte ha stabilito che l'intervento casuale della polizia, avvenuto dopo l'impossessamento del bene, non è sufficiente a derubricare il reato a tentativo. Solo una sorveglianza continua e preordinata, con un intervento deliberatamente posticipato, può configurare la fattispecie tentata.
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Attenuante risarcimento danno: quando è valida l’offerta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per furto aggravato, chiarendo i requisiti per l'applicazione dell'attenuante risarcimento danno. La Corte ha stabilito che, in caso di rifiuto da parte della vittima, una mera offerta informale non è sufficiente. È necessario che l'imputato proceda con una 'offerta reale' secondo le forme del codice civile, depositando la somma e mettendola a disposizione della persona offesa, per dimostrare una concreta volontà riparatoria.
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Furto consumato in negozio: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11897/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato. Essi sostenevano si trattasse solo di tentativo, poiché erano sotto sorveglianza. La Corte ha ribadito che il furto consumato si perfeziona quando l'agente, superate le casse, acquisisce la piena ed autonoma disponibilità della merce, anche solo per un breve lasso di tempo, rendendo irrilevante la vigilanza a distanza.
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Furto consumato: quando il reato è completo?
Un soggetto, condannato per furto, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse solo di furto tentato, data la sorveglianza di una commessa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il furto consumato si realizza nel momento in cui l'autore acquisisce l'autonoma disponibilità della refurtiva, anche se per breve tempo. Poiché è stato necessario un inseguimento per recuperare i beni, il reato era già stato portato a compimento.
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