La Corte di Cassazione affronta un caso di importazione di stupefacenti, stabilendo un principio fondamentale. Un soggetto, condannato per aver organizzato l'acquisto di droga dall'estero, aveva presentato ricorso sostenendo di non aver mai ricevuto materialmente la sostanza. La Corte ha respinto la sua tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: per la consumazione del reato di importazione di stupefacenti è sufficiente l'accordo tra le parti e la consegna della droga al corriere incaricato del trasporto, anche se questa avviene fuori dal territorio nazionale. La mancata consegna finale al mandante è irrilevante. L'imputato è stato condannato a pagare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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