Un detenuto si è visto negare la remissione del debito per le spese processuali a causa della sua condotta in carcere. In particolare, aveva ricevuto una sanzione disciplinare per essersi rifiutato di condividere la cella con un altro detenuto sieropositivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiaro: la valutazione sulla 'regolare condotta' deve essere complessiva. Anche un singolo episodio, se grave, può giustificare la negazione del beneficio. In questo caso, la gravità dell'illecito ha reso impossibile la concessione della remissione del debito per cattiva condotta, a prescindere da altri fattori. La Corte ha ritenuto che tale comportamento interrompesse la costanza della buona condotta richiesta dalla legge.
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