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Idoneità Ex Ante

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Criterio di valutazione che si basa su un giudizio prognostico, effettuato riportandosi al momento in cui l'azione è stata compiuta, per stabilire se quella condotta fosse astrattamente capace di produrre un certo risultato, a prescindere dal fatto che poi si sia effettivamente verificato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentata truffa: la consegna controllata non salva il reo
L'Imputato ha posto in essere raggiri per farsi consegnare una somma di denaro dalla persona offesa. La vittima ha tuttavia avvisato le forze dell'ordine, le quali hanno monitorato lo scambio e sono intervenute tempestivamente, impedendo al soggetto di acquisire la piena disponibilità del bene. La Corte di Cassazione ha confermato che l'intervento della polizia durante la consegna del denaro non cancella l'illecito, ma qualifica l'azione come tentata truffa. La condotta possedeva l'idoneità a ingannare la vittima, sebbene l'evento non si sia perfezionato. Il ricorso dell'autore del reato è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
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Autoriciclaggio: condannato chi scherma la truffa con le scommesse
L'Imputato, dopo aver commesso una truffa aggravata ai danni di una società estera tramite email spoofing, ha ricevuto oltre 72.000 euro sul conto della sua cooperativa. In tre giorni ha trasferito quasi tutto il denaro a terzi e a una sala scommesse. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di autoriciclaggio. I giudici hanno chiarito che il trasferimento di fondi a partner commerciali e il gioco d'azzardo costituiscono attività economiche e speculative idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita. Non si applica la causa di non punibilità del mero godimento personale, poiché l'imputato ha compiuto operazioni volte a mascherare l'origine dei fondi. Inoltre, l'uso di email ingannevoli per sfruttare la distanza geografica integra l'aggravante della minorata difesa. Il ricorso è stato rigettato.
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Reato di autoriciclaggio: immobili puliti con soldi sporchi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione per un uomo accusato di usura, estorsione e del reato di autoriciclaggio. L'imputato aveva reinvestito i proventi dell'usura nell'acquisto di immobili a Pontecagnano, utilizzando tecniche di pagamento indirette (assegni e cambiali intestate a terzi) per nascondere la propria identità. La difesa sosteneva l'assenza di capacità ingannevole delle operazioni e contestava l'aggravante del metodo mafioso. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che per il reato di autoriciclaggio rileva l'idoneità ingannevole della condotta valutata ex ante, indipendentemente dalle indagini successive. Inoltre, l'evocazione di contatti con la criminalità organizzata per intimidire le vittime integra pienamente l'aggravante mafiosa.
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Riciclaggio su conto corrente: condanna anche senza truffare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto che aveva ricevuto sul proprio conto bancario somme di denaro provenienti da una truffa informatica. L'imputato aveva poi tentato di monetizzare i fondi tramite vaglia postali. Secondo i giudici, mettere a disposizione il proprio conto per ricevere fondi illeciti integra il reato di **riciclaggio su conto corrente**. La Corte ha stabilito che non fornire una spiegazione credibile sulla provenienza del denaro è un forte indizio di colpevolezza. La condanna è definitiva perché l'operazione, anche se tracciabile, è stata considerata idonea a ostacolare l'identificazione dell'origine criminale dei fondi.
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Truffa contrattuale: mutuo con documenti falsi è reato anche se paghi
La Corte di Cassazione ha stabilito che ottenere un mutuo presentando documenti falsi costituisce reato di truffa contrattuale, anche se le rate vengono regolarmente pagate e l'immobile è coperto da ipoteca. Il reato, infatti, si perfeziona nel momento in cui la banca viene indotta con l'inganno a stipulare un contratto che non avrebbe altrimenti concesso. La Corte ha inoltre confermato che il successivo trasferimento del denaro ottenuto illecitamente, effettuato per nasconderne l'origine, integra il reato di autoriciclaggio. Di conseguenza, il ricorso degli imputati è stato respinto e le misure cautelari a loro carico sono state confermate.
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Reato di riciclaggio: quando è configurabile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11839/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di riciclaggio. L'uomo era stato fermato alla guida di un autocarro rubato su cui aveva apposto targhe false. La difesa sosteneva il 'reato impossibile' per la grossolanità della contraffazione. La Corte ha ribadito che per configurare il reato di riciclaggio è sufficiente l'idoneità 'ex ante' della condotta a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene, anche se non la rende impossibile.
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