L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna per la guida senza patente, contestata a causa della recidiva nel biennio. La difesa sosteneva la mancanza di prove documentali sulla definitività della prima sanzione amministrativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per dimostrare la reiterazione della guida senza patente, non occorre un attestato formale di definitività. Basta un minimo di prova, come il verbale di contestazione o le dichiarazioni della polizia giudiziaria, unitamente all'assenza di ricorsi da parte dell'automobilista. Poiché la prima sanzione non era stata impugnata nei termini, l'illecito era diventato definitivo. Di conseguenza, l'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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