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Guida In Stato Di Ebbrezza

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566 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: calcolo pena e aggravanti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per guida in stato di ebbrezza a carico di un autotrasportatore, a causa di una motivazione carente sul calcolo della pena. Il caso riguardava la complessa interazione tra le attenuanti generiche e due diverse aggravanti: quella per aver causato un incidente e quella 'privilegiata' per i conducenti professionali. La Corte ha ribadito la necessità per i giudici di seguire un percorso logico-giuridico preciso nel bilanciare le circostanze, annullando la decisione limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviando per un nuovo esame.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo i motivi legati alla particolare tenuità del fatto, all'utilizzabilità dell'alcoltest e al bilanciamento delle circostanze attenuanti, data la gravità della condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con le aggravanti dell'incidente notturno. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre le stesse censure già esaminate e rigettate nei precedenti gradi di giudizio, senza sollevare vizi logici o giuridici rilevanti contro la decisione di merito, basata su un doppio accertamento conforme.
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Guida in stato di ebbrezza: auto ferma è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13599/2025, ha confermato che il reato di guida in stato di ebbrezza sussiste anche se il veicolo è fermo sulla pubblica via. Nel caso esaminato, una conducente è stata trovata addormentata nella sua auto, ferma in mezzo alla carreggiata con il motore acceso. La Corte ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui la fermata è una fase della circolazione stradale, rendendo irrilevante che il veicolo fosse in movimento o meno al momento del controllo.
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Guida in stato di ebbrezza: assorbe il rifiuto?
Un automobilista, dopo un incidente, tenta di eludere l'alcoltest ma viene comunque misurato un tasso di 2,46 g/l. La Cassazione conferma la condanna per guida in stato di ebbrezza, chiarendo che tale reato, una volta accertato, assorbe quello meno grave di rifiuto di sottoporsi al test. Inammissibile il ricorso dell'imputato.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che, in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti, spetta all'imputato l'onere della prova di aver consumato alcolici dopo l'incidente. Il ricorso, giudicato generico e riproduttivo di censure già respinte, non ha superato il vaglio di legittimità, impedendo anche la declaratoria di prescrizione del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: bere dopo l’incidente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. La difesa dell'imputato, che sosteneva di aver consumato alcol solo dopo l'incidente e prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, è stata ritenuta infondata e non provata, data la brevità del tempo intercorso (32 minuti). La Corte ha quindi confermato la condanna.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'avviso del diritto alla difesa dato sulla scena è sufficiente, che la richiesta di rito abbreviato sana eventuali nullità precedenti e che l'applicazione di sanzioni sostitutive richiede una esplicita richiesta da parte dell'imputato, anche nel rito cartolare.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce che spetta all'imputato dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro e conferma l'applicazione delle norme sulla sospensione della prescrizione introdotte dalla "legge Orlando" per i reati commessi dopo il 3 agosto 2017.
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Guida in stato di ebbrezza: l’avviso al difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente lamentava la nullità dell'accertamento per presunta violazione del diritto di difesa, sostenendo di non essere stato avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello, poiché le prove documentali e testimoniali (verbali e dichiarazione di un agente) attestavano che l'avviso era stato regolarmente dato. I motivi del ricorso sono stati giudicati come una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte nei gradi di merito.
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Guida in stato di ebbrezza: quando non si applica
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico elevato e dopo aver causato un incidente autonomo, ha visto respinta la sua richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che un tasso alcolemico rientrante nella fascia più grave e il verificarsi di un sinistro stradale indicano un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, incompatibile con la concessione del beneficio previsto dall'art. 131-bis c.p.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce piena prova della colpevolezza e spetta alla difesa dimostrare eventuali vizi dello strumento o della procedura. È stato inoltre confermato che la rinnovazione delle prove in appello è un'eccezione e non un diritto, potendo il giudice negarla se ritiene sufficienti gli atti già acquisiti.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
Una conducente, condannata per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato la mancata ammissione di testimoni, l'errata valutazione delle sue condizioni di salute (anoressia) e ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta di non ammettere nuove prove in appello è discrezionale, che la valutazione dei fatti non è sindacabile in sede di legittimità e che la tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in Cassazione.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza dopo aver causato un incidente. La tesi difensiva, basata sulla presunta presenza di una macchia d'olio, non ha trovato riscontro, mentre gli indizi a carico dell'imputato, come l'alito vinoso, erano evidenti. La condanna al pagamento delle spese e di una sanzione è stata confermata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi del ricorso, basati su presunti 'falsi positivi' dell'alcoltest dovuti a farmaci e sull'intervenuta prescrizione, sono stati rigettati. La Corte ha stabilito che le critiche all'attendibilità della prova erano questioni di merito non valutabili in sede di legittimità e che la prescrizione era stata correttamente calcolata secondo la 'Riforma Orlando', applicabile ai reati commessi nel periodo in questione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce punti cruciali sulla prescrizione del reato, sull'onere della prova relativo al malfunzionamento dell'etilometro e sull'applicazione della circostanza attenuante del risarcimento del danno. Per i reati commessi fino al 31 dicembre 2019, si applicano specifiche norme sulla sospensione della prescrizione. Inoltre, spetta all'imputato l'onere di contestare specificamente il cattivo funzionamento dell'etilometro, non essendo sufficiente una generica doglianza. Infine, il risarcimento del danno per ottenere l'attenuante deve riguardare solo gli effetti normali e diretti del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: avviso al difensore valido
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, con l'aggravante di aver causato un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la nullità del prelievo ematico eseguito in ospedale, poiché non preceduto da un nuovo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'avviso dato e sottoscritto in precedenza era sufficiente, confermando così la condanna e la revoca della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: quando c’è incidente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La Corte chiarisce che per 'incidente stradale' si intende qualsiasi evento che alteri la circolazione, inclusa la semplice uscita di strada del veicolo, senza necessità di coinvolgere terzi o causare danni. Viene inoltre ribadito che la Cassazione non può riesaminare le prove, come la valutazione dello stato di ebbrezza, se la decisione dei giudici di merito è logicamente motivata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente, dopo aver causato un incidente stradale, era risultato positivo all'alcol test con un tasso di 1,65 g/l. La Suprema Corte ha confermato che l'elevato tasso alcolemico e il coinvolgimento in un sinistro escludono sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sia la concessione della sospensione condizionale della pena.
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Guida in stato di ebbrezza: avviso del difensore
Un motociclista viene condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente stradale. L'imputato ricorre in Cassazione sostenendo l'inutilizzabilità del test alcolemico, effettuato in ospedale, per mancato avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che l'avviso è obbligatorio quando la polizia giudiziaria richiede l'analisi su un prelievo ematico a fini probatori. Tuttavia, nel caso specifico, i giudici di merito avevano accertato che l'avviso era stato dato. Viene inoltre confermata la nozione di 'incidente stradale' come qualsiasi evento che interrompa la circolazione e crei pericolo, ricollegabile alla condotta alterata del conducente.
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