La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un venditore per ricettazione e commercio di prodotti contraffatti. L'uomo vendeva merchandising di un noto cantante, palesemente falso, nei pressi di un concerto. I giudici hanno respinto il suo ricorso, ritenendolo inammissibile. La Corte ha stabilito che la grande quantità di articoli e la loro somiglianza con quelli originali erano prove sufficienti per la condanna. Non era rilevante che i prodotti non fossero identici, ma bastava che potessero ingannare gli acquirenti. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo di pagare le spese processuali e un'ammenda.
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