La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un'indagata accusata di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa contestava la brevità della partecipazione al sodalizio (meno di dieci giorni) e l'assenza di esigenze cautelari attuali, dato il tempo trascorso dai fatti. La Suprema Corte ha però stabilito che la durata dell'osservazione non è determinante per escludere il vincolo associativo se l'inserimento in un sistema criminale collaudato è provato. Inoltre, la reiterazione di reati successivi, seppur di lieve entità, giustifica il pericolo di recidiva e la necessità della massima misura restrittiva.
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