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Giustificato Motivo Oggettivo

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206 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Divieto licenziamento covid: non si applica retroattivamente
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento, sostenendo che violasse il divieto di licenziamento covid introdotto dalla normativa emergenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sospensione dei licenziamenti si applica solo alle procedure avviate a partire dal 23 febbraio 2020. Poiché in questo caso la procedura era iniziata prima di tale data, il divieto non era applicabile.
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Licenziamento oggettivo: quando è legittimo?
Una lavoratrice impugna il suo licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sostenendo che la riorganizzazione aziendale fosse un pretesto. Il Tribunale di Verona ha respinto il ricorso, ritenendo il licenziamento legittimo. La corte ha verificato l'effettività della riorganizzazione produttiva, che ha reso eccessivo l'orario di lavoro della dipendente. Il rifiuto della lavoratrice di accettare una riduzione dell'orario o un trasferimento in un'altra sede ha validato la decisione dell'azienda.
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Indennità sostitutiva: scelta irreversibile dal ricorso
Un lavoratore, illegittimamente licenziato, ha richiesto l'indennità sostitutiva della reintegrazione sin dal ricorso iniziale. Dopo un complesso iter giudiziario, la Cassazione ha stabilito che tale scelta è irreversibile e risolve il rapporto di lavoro dal momento della sua comunicazione al datore. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, ha quindi condannato l'azienda al pagamento dell'indennità, oltre a un risarcimento per il periodo tra il licenziamento e l'esercizio dell'opzione, confermando il principio della definitività della scelta del lavoratore.
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Inidoneità fisica: quando il licenziamento è legittimo
Un lavoratore con grave ipovisione è stato licenziato per inidoneità fisica. Il Tribunale, in riforma di una precedente ordinanza, ha ritenuto legittimo il recesso. A seguito di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), è emerso che il lavoratore poteva svolgere solo una minima parte delle mansioni 'ad hoc' create per lui, e anche queste presentavano rischi per la sicurezza sua e dei colleghi. La sentenza ha stabilito che, esauriti i tentativi di 'ragionevole accomodamento', il licenziamento per inidoneità fisica è giustificato quando la prestazione residua non è utilmente e Mettisicuramente impiegabile dall'azienda.
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Obbligo di repêchage: onere della prova del datore
Il Tribunale di Milano ha dichiarato illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della violazione dell'obbligo di repêchage. La sentenza ribadisce che spetta esclusivamente al datore di lavoro l'onere di provare, in modo specifico e non generico, l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni all'interno dell'azienda.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: il caso
La Corte d'Appello di Genova conferma l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Nonostante il datore di lavoro avesse addotto un calo dell'attività, i giudici hanno ritenuto il motivo pretestuoso. L'azienda, infatti, mostrava dati economici in miglioramento, aveva assunto un'altra dipendente subito dopo e non aveva ruotato la lavoratrice licenziata in CIG con le colleghe. La decisione sottolinea che l'onere della prova di una reale crisi aziendale spetta interamente al datore di lavoro.
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