Una donna ha utilizzato la corrispondenza bancaria del marito nella loro causa di separazione. La Corte di Cassazione, con sentenza 7359/2024, ha dichiarato il reato di violazione della corrispondenza del coniuge estinto per prescrizione, ma ha confermato, ai soli fini civili, l'illiceità della condotta. Ha rigettato la tesi della "giusta causa" difensiva, sottolineando che esistono strumenti processuali specifici per acquisire documenti, senza dover violare la privacy altrui.
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