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Giurisdizione

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1382 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Giurisdizione consumatore: banca estera in Italia
Una risparmiatrice italiana ha citato in giudizio due banche svizzere per investimenti finanziari andati male. La Cassazione ha stabilito la giurisdizione del consumatore italiano, ribaltando le decisioni precedenti. La Corte ha ritenuto che l'attività delle banche fosse 'diretta' verso l'Italia, anche attraverso intermediari e società del gruppo, giustificando l'applicazione del foro del consumatore previsto dalla Convenzione di Lugano.
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Giurisdizione cartella esattoriale: giudice ordinario
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite chiarisce la questione della giurisdizione sulla cartella esattoriale emessa per il recupero di un credito derivante da una sentenza della Corte dei Conti per responsabilità erariale. L'ordinanza stabilisce che, a prescindere dallo strumento di riscossione utilizzato, la competenza a decidere sulla controversia spetta al giudice ordinario, in quanto la natura del credito (risarcitoria e non tributaria) è l'elemento determinante. Viene così cassata la precedente decisione dei giudici tributari, che avevano erroneamente ritenuto la propria competenza.
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Giurisdizione danno ambientale: la parola alla Cassazione
Un'associazione sportiva ha citato in giudizio due società industriali per i danni derivanti da inquinamento. Le società hanno sollevato una questione di difetto di giurisdizione, sostenendo la competenza esclusiva dell'autorità amministrativa. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile il ricorso per un vizio di procura, ha statuito sulla questione, affermando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha stabilito che le domande di risarcimento e di inibitoria a tutela di diritti soggettivi come proprietà e salute rientrano nella competenza del giudice ordinario, anche in presenza di procedimenti amministrativi di bonifica in corso, poiché questi ultimi non escludono ma si aggiungono alla tutela privatistica.
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Rinvio al primo giudice: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra un'Azienda Sanitaria e i suoi dirigenti medici riguardo a decurtazioni sulla retribuzione. La Corte ha stabilito che, qualora la Corte d'Appello riformi una sentenza di primo grado che aveva erroneamente negato la giurisdizione, non deve decidere nel merito ma deve disporre il rinvio al primo giudice. La sentenza di appello è stata quindi cassata, e il caso è stato rimandato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Translatio iudicii: appello straordinario pre-2009
Una società energetica impugna una nota ministeriale tramite ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il ricorso viene dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione. La società riassume la causa dinanzi al giudice tributario. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, stabilisce che la translatio iudicii non si applica, poiché la decisione sul ricorso straordinario, emessa prima della riforma del 2009 (L. 69/2009), aveva natura meramente amministrativa e non giurisdizionale. Di conseguenza, l'atto di riassunzione è tardivo e il ricorso originario inammissibile.
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Clausola salvo conguaglio: Cassazione ne afferma validità
Un ente comunale richiedeva il pagamento di somme a titolo di conguaglio a privati cittadini per costi legati all'edilizia popolare, basandosi su una "clausola salvo conguaglio". La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, giudicando la clausola troppo generica. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando la piena validità della clausola. La motivazione risiede nel fatto che i criteri per il calcolo del conguaglio non sono vaghi, ma sono stabiliti direttamente dalla legge, che impone la copertura integrale dei costi effettivamente sostenuti dall'ente. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Giurisdizione giudice ordinario: acquisto all’asta
Una proprietaria, che aveva acquistato un appartamento all'asta, ha contestato un'ingiunzione di pagamento del Comune per oneri di esproprio pregressi. I giudici di merito avevano declinato la competenza in favore del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece stabilito la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la disputa verteva su un mero diritto di credito (il quantum) e non sull'esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione, cassando la sentenza e rinviando la causa al Giudice di Pace.
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Retribuzione dirigenti medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul tema della retribuzione dirigenti medici, confermando la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie relative al corretto pagamento dello stipendio. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per un vizio procedurale: quando viene riformata una decisione sulla giurisdizione, la causa deve essere rinviata al giudice di primo grado, non decisa nel merito in appello. La vicenda riguardava la pretesa di alcuni medici al pagamento di componenti salariali (minima contrattuale e variabile aziendale) negate dall'Azienda Sanitaria Locale.
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Retribuzione di posizione: giurisdizione e rinvio
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra alcuni dirigenti medici e un'Azienda Sanitaria Locale riguardo la corretta corresponsione della retribuzione di posizione. La Corte conferma la giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di un diritto soggettivo alla retribuzione. Tuttavia, accoglie il ricorso dell'Azienda su un punto procedurale cruciale: la Corte d'Appello, dopo aver riformato la sentenza di primo grado che negava la propria giurisdizione, avrebbe dovuto rinviare la causa al Tribunale per la decisione nel merito, anziché pronunciarsi direttamente. Di conseguenza, la sentenza d'appello viene cassata con rinvio al giudice di primo grado.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società fornitrice del servizio idrico ha richiesto a un utente dei conguagli regolatori per consumi pregressi. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, ritenendo illegittima la richiesta retroattiva. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sulla giurisdizione e sulla legittimità dei conguagli. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo, per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Conguagli regolatori idrici: rinvio alle Sezioni Unite
In un caso riguardante i conguagli regolatori per il servizio idrico, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. A fronte di un ricorso presentato da una società di gestione idrica contro la decisione di un Tribunale che aveva annullato una fattura per consumi pregressi, la Corte ha deciso di sospendere il giudizio. La questione sulla legittimità di tali addebiti retroattivi e sulla giurisdizione competente è stata ritenuta di tale importanza da richiedere un pronunciamento delle Sezioni Unite, atteso in un caso analogo.
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Giurisdizione consumatore: sito web non basta
La Corte di Cassazione stabilisce che la semplice accessibilità di un sito web dall'estero non è sufficiente a radicare la giurisdizione nel paese di residenza del consumatore. Per applicare il foro del consumatore, l'attività del professionista deve essere intenzionalmente 'diretta' verso quello specifico Stato. Nel caso di specie, un agente immobiliare italiano ha legittimamente agito in Italia contro un cliente austriaco, nonostante questi lo avesse contattato tramite il suo sito web.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti al ricorso
Un ex amministratore pubblico, condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Sosteneva che i giudici contabili avessero invaso la sfera della discrezionalità amministrativa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è confinato ai limiti esterni della giurisdizione e non può estendersi a presunti errori di giudizio (error in iudicando), confermando così la decisione della Corte dei conti.
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Domanda di manleva: Giurisdizione e Litisconsorzio
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire un utente per la fornitura di acqua non potabile, ha presentato una domanda di manleva contro l'ente regionale. I giudici di merito hanno declinato la giurisdizione ordinaria su tale domanda. La Corte di Cassazione, prima di decidere sulla questione di giurisdizione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rilevando la mancata notifica del ricorso all'utente originario. Ha quindi ordinato l'integrazione del contraddittorio, considerandolo litisconsorte necessario, e ha rinviato la causa a nuovo ruolo.
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Natura giuridica IPAB: giurisdizione e onere prova
Dei lavoratori hanno citato in giudizio un'IPAB per il pagamento di straordinari. La Corte d'Appello ha negato la propria giurisdizione, ritenendo l'ente pubblico. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la competenza del giudice ordinario. Il punto cruciale è la natura giuridica IPAB nel periodo in cui è sorto il diritto. La Corte ha stabilito che l'onere di provare la natura pubblica spetta all'ente e ha definito i criteri per accertarne la natura privata, basati su origine, amministrazione e finanziamento.
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Reato di mercenariato: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di mercenariato a carico di un cittadino straniero che aveva combattuto nel conflitto in Donbass. La Corte ha stabilito che, per la legge italiana, è sufficiente la percezione di qualsiasi vantaggio economico, anche minimo, per configurare il reato, a differenza delle convenzioni internazionali che richiedono una remunerazione nettamente superiore a quella dei soldati regolari. Rigettati anche i motivi di appello basati sulla presunta applicabilità degli Accordi di Minsk e sulla carenza di giurisdizione italiana.
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Giurisdizione strada pubblica: chi decide sui diritti?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'esistenza di un diritto di uso pubblico su una strada, anche se declassificata da un provvedimento amministrativo, spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale', poiché l'azione mira a tutelare un diritto soggettivo del cittadino e non a contestare l'esercizio del potere della Pubblica Amministrazione. Pertanto, la questione sulla giurisdizione per una strada pubblica viene risolta a favore del giudice civile.
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Giurisdizione elenco ISTAT: Cassazione al bivio
Una società di gestione autostradale contesta la sua inclusione nell'elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche. La Corte dei conti afferma la propria giurisdizione esclusiva, disapplicando una norma nazionale in favore del diritto europeo. Il Ministero dell'Economia e l'ISTAT ricorrono in Cassazione, sostenendo un riparto di competenze con il giudice amministrativo. Le Sezioni Unite, data la complessità e il rilievo della questione sulla giurisdizione elenco ISTAT, rinviano la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Giurisdizione giudice ordinario per extra budget
Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento per prestazioni erogate oltre il tetto di spesa concordato con l'ente sanitario pubblico. I tribunali di merito avevano negato la propria competenza, ritenendola del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece affermato la giurisdizione del giudice ordinario, chiarendo che quando la richiesta è di natura puramente patrimoniale (pagamento di un corrispettivo) e non contesta la validità degli atti amministrativi che fissano il budget, la competenza è del giudice civile.
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Giurisdizione giudice ordinario: la Cassazione decide
Un Comune ha richiesto a un'Agenzia Sanitaria il rimborso di quote per prestazioni socio-sanitarie. I giudici di merito avevano negato la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la giurisdizione del giudice ordinario poiché la controversia riguarda obbligazioni che nascono direttamente dalla legge e non da atti amministrativi discrezionali, delineando un principio chiave per la ripartizione delle competenze tra giurisdizioni.
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