L'Indagato, arrestato nel settembre 2020 per detenzione di stupefacenti, riceveva nel novembre 2022 una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione finalizzata al traffico di droga. La difesa invocava l'istituto della contestazione a catena, chiedendo la retrodatazione della decorrenza dei termini di custodia cautelare al momento del primo arresto, sostenendo che gli indizi del reato associativo fossero già desumibili all'epoca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che spetta alla difesa dimostrare che gli elementi della seconda accusa fossero già desumibili al momento della prima misura. Nel caso specifico, la complessa struttura associativa è emersa solo con un'informativa successiva, escludendo così la retrodatazione dei termini cautelari.
Continua »