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Giudicato Implicito

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270 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Giudicato implicito: Cassazione alle Sezioni Unite
Una controversia nata sulla liquidazione delle spese legali ha portato la Corte di Cassazione a sospendere il giudizio. È emersa una questione più rilevante: la formazione del cosiddetto 'giudicato implicito' su questioni di ammissibilità non esaminate nei gradi precedenti. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, la Corte ha ritenuto necessario rimettere la questione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo, lasciando in attesa la risoluzione del caso specifico.
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Liquidazione spese di lite: la Cassazione corregge
Un contribuente si è rivolto alla Corte di Cassazione contestando l'errata quantificazione delle spese legali da parte di una corte tributaria in un giudizio di rinvio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza e ricalcolando essa stessa gli importi dovuti. È stato chiarito che per la liquidazione spese di lite si devono applicare i parametri tariffari vigenti al momento della decisione finale, non quelli in vigore durante le singole fasi del processo. La Corte ha inoltre sanzionato la violazione del giudicato implicito da parte del giudice di merito.
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Notifica cartella pagamento: i termini per ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento per accise non versate. La Corte ha stabilito che l'eccezione di tardività del ricorso è rilevabile d'ufficio in appello, anche se il giudice di primo grado ha deciso nel merito, in assenza di un giudicato esplicito sulla questione. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo a un presunto errore nella notifica della cartella di pagamento, in quanto sollevato per la prima volta in Cassazione e privo della necessaria specificità.
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Secondo licenziamento: annulla la reintegrazione?
La Corte di Cassazione stabilisce che un secondo licenziamento, se non impugnato, interrompe il rapporto di lavoro e limita il diritto al risarcimento, anche se il primo licenziamento era stato dichiarato illegittimo con ordine di reintegrazione. La sentenza chiarisce che il giudicato sul primo licenziamento non crea un "giudicato implicito" sull'inesistenza di altre cause di estinzione del rapporto, come un secondo licenziamento.
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Frazionamento del credito: il danno va chiesto subito
La Corte di Cassazione ha stabilito che una lavoratrice, che aveva già ottenuto una sentenza per licenziamento illegittimo, non poteva avviare una nuova causa per chiedere il risarcimento del danno da perdita di chance pensionistica. Tale richiesta, derivando dallo stesso fatto (il licenziamento), andava presentata nel primo giudizio, in applicazione del principio contro il frazionamento del credito.
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Inquadramento bando di concorso: la parola alla Cassazione
L'ordinanza esamina il caso di alcuni dipendenti pubblici che, assunti tramite concorso, hanno richiesto un inquadramento superiore sostenendo l'illegittimità del bando. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, in assenza di impugnazione del bando, i diritti del lavoratore si consolidano sulla base delle qualifiche previste dal bando stesso, inteso come offerta al pubblico accettata con la firma del contratto. Il corretto inquadramento da bando di concorso prevale sulle contestazioni successive.
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Cessione d’azienda: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società editrice contro la sentenza che la condannava a risarcire una giornalista esclusa dal trasferimento del personale in una cessione d'azienda. L'inammissibilità deriva da vizi procedurali del ricorso, tra cui il formarsi di un giudicato implicito su una delle questioni e la mancata contestazione della reale motivazione della sentenza impugnata.
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Difetto di giurisdizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di iscrizione ipotecaria basata su crediti sia tributari che previdenziali. L'ordinanza chiarisce il difetto di giurisdizione del giudice tributario per i crediti di natura non tributaria, assegnandoli al giudice ordinario. Viene inoltre ribadito che, in caso di notifica a mezzo posta, spetta al destinatario e non al mittente l'onere di provare che il plico ricevuto fosse vuoto o contenesse un atto diverso da quello contestato.
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Giudicato implicito: revoca del decreto ingiuntivo
Una società appaltatrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo per servizi non pagati. La committente si è opposta sostenendo di aver esercitato il diritto di recesso. Il Tribunale ha rilevato che un precedente decreto ingiuntivo non opposto, relativo a mensilità anteriori, aveva creato un giudicato implicito sull'esistenza e validità del contratto, rendendo inefficace il recesso. Tuttavia, ha revocato il nuovo decreto ingiuntivo perché l'appaltatrice non ha fornito la prova di aver effettivamente eseguito le prestazioni richieste per il periodo contestato, onere che le incombeva.
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Esenzione COSAP: serve il richiamo esplicito
La Cass. Civ., Sez. 5, n. 34575 del 30/12/2019 chiarisce i requisiti per l'applicazione dell'esenzione COSAP. Una società pubblicitaria si è vista negare il rimborso del canone per impianti di piccole dimensioni poiché la delibera comunale specifica per la pubblicità non richiamava espressamente la norma di esenzione prevista dal regolamento generale. La Corte ha stabilito che le norme di esenzione, avendo natura derogatoria, devono essere esplicitamente recepite e non possono considerarsi incluse in un rinvio generico alle norme sulla determinazione e riscossione del canone.
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