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Gestione Separata

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763 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decorrenza pensione: quando inizia con cumulo contributi?
La Corte di Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di esercizio della facoltà di computo dei contributi nella Gestione Separata, parte dalla data della domanda e non dal momento del raggiungimento dei requisiti. Se il lavoratore sceglie di cumulare periodi contributivi versati in altre gestioni, il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo alla richiesta, poiché solo con essa i contributi pregressi entrano a far parte del montante utile alla liquidazione.
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Decorrenza pensione cumulo: quando inizia il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15329/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. Un pensionato, iscritto alla Gestione Separata, aveva chiesto il ricalcolo della pensione includendo contributi versati in un'altra gestione. La Corte ha chiarito che il diritto alla pensione unificata non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi, ma dal momento della presentazione della domanda di cumulo. Questo perché solo con tale domanda si forma il montante contributivo unico su cui calcolare l'assegno.
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Decorrenza pensione cumulo: conta la domanda, non i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15327/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione in caso di cumulo di contributi da gestioni diverse. La Corte ha chiarito che il trattamento pensionistico decorre non dalla data in cui il lavoratore matura i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda con cui si esercita la facoltà di computare la contribuzione pregressa. La scelta del lavoratore di unificare i contributi è un atto decisivo che determina l'inizio del diritto alla prestazione.
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Decorrenza pensione gestione separata e cumulo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cumulo di contributi tra la Gestione Separata e altre gestioni, la decorrenza della pensione di vecchiaia coincide con la data della domanda di cumulo e non con quella di maturazione dei requisiti. La decisione chiarisce che il montante contributivo finale si forma solo al momento della richiesta, determinando così l'inizio del trattamento pensionistico.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore, pur avendo maturato i requisiti per la pensione nella Gestione Separata, ha presentato la domanda anni dopo, chiedendo di cumulare anche i contributi versati in un'altra gestione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la decorrenza della pensione in questi casi coincide con la data della domanda di cumulo, e non con quella di maturazione dei requisiti. Questo principio determina anche la decorrenza del successivo supplemento di pensione.
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Iscrizione Gestione separata: no sanzioni pre-2011
Un professionista ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione basato sulla natura abituale dell'attività professionale, ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2005. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha esonerato ingegneri e architetti dal pagamento di tali sanzioni per i periodi antecedenti all'entrata in vigore della legge di riferimento del 2011.
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Quadro RR: la mancata compilazione non è dolo
Un professionista ometteva la compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13079/2024, ha stabilito che tale omissione non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Per sospendere la prescrizione, l'ente previdenziale deve provare l'intento fraudolento con elementi ulteriori rispetto alla mera mancata compilazione. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che si basava su questo automatismo, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Gestione Separata avvocati: reddito e abitualità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12880/2024, ha stabilito un principio fondamentale per la Gestione Separata avvocati. Un professionista è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi se la sua attività è abituale, anche se il reddito annuo è inferiore a 5.000 euro. La Corte ha chiarito che il basso reddito non esclude di per sé l'abitualità, la quale deve essere valutata dal giudice di merito sulla base di una serie di indizi (iscrizione all'albo, partita IVA, organizzazione). L'onere della prova dell'abitualità spetta all'ente previdenziale.
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Decorrenza pensione: la domanda di computo è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12882/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione in caso di computo di contributi versati in gestioni diverse. La Corte ha chiarito che, qualora un lavoratore eserciti la facoltà di computare la contribuzione pregressa per ottenere una pensione a carico della Gestione Separata, il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda di computo, e non dalla precedente data di maturazione del diritto. Questa decisione ribalta le sentenze di merito che avevano concesso una decorrenza retroattiva, sottolineando la natura opzionale e costitutiva della domanda di computo.
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Indennità di disoccupazione: esclusa per i Co.Co.Co. PA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5812/2024, ha stabilito che l'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi, introdotta dalla Legge n. 92/2012, non si applica a coloro che lavorano per la Pubblica Amministrazione. La decisione si basa sull'interpretazione restrittiva della norma, che richiama una disciplina (D.Lgs. 276/2003) esplicitamente inapplicabile al settore pubblico, creando una netta distinzione tra collaboratori del privato e del pubblico.
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Contributi gestione separata: stop alle sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28626/2025, ha stabilito un importante principio sui contributi gestione separata. Pur confermando l'obbligo di versamento dei contributi relativi al 2009 e rigettando l'eccezione di prescrizione, la Corte ha annullato le sanzioni civili. La decisione si fonda su recenti sentenze della Corte Costituzionale che hanno dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per omessa iscrizione a carico di alcune categorie professionali per periodi antecedenti a specifiche normative. La Cassazione ha quindi deciso la causa nel merito, escludendo qualsiasi sanzione a carico del professionista ricorrente.
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Prescrizione contributi: quando inizia a decorrere?
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha stabilito che il termine di prescrizione contributi inizia a decorrere dalla data di scadenza del pagamento, anche se questa è stata prorogata da un decreto. Inoltre, ha distinto tra omissione ed evasione contributiva, specificando che la mancata compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi non configura automaticamente evasione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Gestione Separata avvocati: ricorso INPS inammissibile
Un avvocato, con redditi inferiori alla soglia per l'iscrizione alla cassa professionale, era stato esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dai giudici di merito. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine perentorio di legge. La Corte ha preliminarmente dichiarato l'inesistenza di una precedente ordinanza viziata da un grave errore materiale.
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Gestione Separata Ingegneri: sanzioni annullate
Un ingegnere ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per redditi del 2008. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31182/2024, ha confermato che i contributi sono dovuti e non prescritti. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili, recependo i principi della Corte Costituzionale sulla pregressa incertezza normativa che rendeva scusabile l'omissione del professionista prima del 2011.
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Indennità fine lavoro dottorandi: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di fine lavoro, prevista per i collaboratori coordinati e continuativi, non spetta ai dottorandi di ricerca. L'attività di dottorato è regolata da una normativa speciale e non può essere assimilata a un rapporto di collaborazione a progetto, nonostante l'iscrizione alla Gestione Separata dell'ente previdenziale. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva concesso il beneficio.
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Decorrenza pensione con computo: vale la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31002/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione per chi utilizza il 'computo' dei contributi nella Gestione Separata. La Corte ha chiarito che, anche se i requisiti anagrafici e contributivi sono stati maturati in precedenza, la pensione non può decorrere prima del primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di computo. Questa domanda è considerata un atto costitutivo che finalizza il diritto, distinguendo nettamente tra la data di perfezionamento dei requisiti e quella di effettiva erogazione del trattamento.
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Prescrizione contributi gestione separata: la proroga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, comprese eventuali proroghe disposte per legge. Nel caso esaminato, un avviso di pagamento notificato nel 2012 per contributi del 2006 è stato ritenuto tempestivo, poiché un D.P.C.M. aveva spostato in avanti la scadenza originaria, interrompendo così la decorrenza della prescrizione dei contributi gestione separata.
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Gestione Separata: Cassazione su obbligo contributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35131/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale contro un professionista, chiarendo i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la prova dell'abitualità dell'attività professionale spetta all'ente e che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non sospende automaticamente la prescrizione dei contributi. È stato inoltre confermato che la soccombenza parziale su una delle annualità contestate giustifica la compensazione delle spese legali.
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Contributi Gestione Separata e occultamento del debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35119/2024, ha stabilito che un professionista iscritto al proprio albo ma anche dipendente part-time è tenuto al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, unita alla piena consapevolezza dell'obbligo contributivo, integra un occultamento doloso del debito, con conseguente sospensione della prescrizione del credito dell'ente previdenziale.
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Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
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