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Furto Tentato

138 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Si verifica quando il ladro compie atti per rubare un bene, ma non riesce a prenderne il pieno possesso per cause indipendenti dalla sua volontà.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto pluriaggravato: Materiale dismesso è abbandonato o rubato?
Due individui sono stati condannati per furto pluriaggravato dopo aver asportato materiale ferroso da una stazione di servizio dismessa. Hanno sostenuto che il materiale fosse "res derelicta" (cosa abbandonata) e che il furto fosse solo tentato, non consumato. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il materiale di una struttura dismessa, se conserva valore e non è facilmente smantellabile, non è "res derelicta". Il furto pluriaggravato si considera consumato se una parte della refurtiva è già stata caricata sul veicolo, anche se l'asportazione non è del tutto terminata.
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Furto aggravato al supermercato: Sorveglianza costante esclude l’aggravante
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Imputata condannata per furto tentato al supermercato con l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede e recidiva. L'Imputata, sorpresa a occultare bottiglie e bloccata dopo le casse grazie a una sorveglianza continua, ha contestato l'aggravante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso su questo punto, stabilendo che la sorveglianza costante esclude l'aggravante del furto aggravato al supermercato, poiché impedisce la piena disponibilità del bene. Ha invece confermato la validità della querela e la sussistenza della recidiva. La sentenza è stata annullata senza rinvio per l'aggravante e rinviata per ricalcolare la pena.
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Furto consumato e monitoraggio: il controllo non ferma il reato
Un Lavoratore ha rubato uno zaino a una Turista in un locale pubblico. Condannato per furto aggravato, ha sostenuto che si trattasse di furto tentato, poiché le Forze dell'Ordine lo stavano "monitorando". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che il furto è consumato quando il ladro ottiene la piena disponibilità del bene, anche per poco. Nel caso specifico, le Forze dell'Ordine non hanno osservato direttamente il furto, ma hanno agito dopo che il Lavoratore aveva già preso lo zaino. Questo conferma il "Furto consumato e monitoraggio" come reato pienamente realizzato.
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Furto consumato anche sotto gli occhi della polizia
Due imputati hanno sottratto due zaini dall'interno di un'automobile parcheggiata sulla pubblica via. Le forze dell'ordine hanno monitorato l'azione a distanza e hanno bloccato i responsabili subito dopo la fuga. La difesa ha sostenuto la sussistenza del solo tentativo, poiché gli agenti avevano controllato l'intera dinamica del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e ha ribadito che si configura il furto consumato quando il soggetto ottiene la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, anche solo per un breve lasso temporale. La sorveglianza a distanza operata dalla polizia giudiziaria non impedisce il compimento del reato né esclude l'impossessamento effettivo dei beni sottratti.
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Furto consumato e tentato: basta un istante di possesso
L'Imputato ha subito una condanna per furto aggravato a quattro mesi di reclusione e centoventi euro di multa. La difesa ha presentato ricorso per ottenere la derubricazione del reato, invocando la distinzione tra furto consumato e tentato. Secondo la tesi difensiva, la brevità del possesso impediva il perfezionamento del delitto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato è consumato quando l'agente consegue, anche per un breve lasso temporale, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Furto consumato o tentato? La Cassazione chiarisce il confine
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona condannata per furto pluriaggravato in un negozio. La difesa sosteneva che si trattasse di furto tentato, dato che l'azione era stata monitorata dal personale di sorveglianza. La Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato. Ha chiarito che il furto è consumato quando il ladro acquisisce la piena e autonoma disponibilità della merce, anche se per breve tempo, e anche se l'azione è monitorata, se il controllo non impedisce l'impossessamento immediato. Nel caso specifico, il sorvegliante ha interrotto il monitoraggio, permettendo l'acquisizione della refurtiva.
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Furto consumato: il rame rubato e la fuga non cambiano la condanna
Un Lavoratore ha rubato gronde e lastre di rame da un cimitero. Scoperto dai militari, è fuggito ad alta velocità, mettendo in pericolo le persone. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Il Lavoratore ha presentato ricorso, sostenendo che si trattasse di furto tentato e non di **furto consumato**. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il furto è consumato quando il ladro ottiene, anche per un breve periodo, il controllo del bene, anche se osservato dalle forze dell'ordine. Il Lavoratore aveva sottratto il rame e tentato la fuga, dimostrando il possesso.
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Furto con violenza sulle cose: la placca antitaccheggio conta
Un Lavoratore ha tentato un furto in un negozio, rimuovendo una placca antitaccheggio da una bottiglia. La Corte d'Appello aveva qualificato il fatto come furto tentato con violenza sulle cose. Il Lavoratore ha presentato ricorso, sostenendo che la rimozione fosse una semplice manipolazione, non una vera violenza sulle cose che distrugge o rende inservibile l'oggetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la rimozione di un sistema antitaccheggio configura la circostanza aggravante del furto con violenza sulle cose, poiché altera la struttura e la funzione di protezione del bene, rendendolo più vulnerabile al furto.
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Furto Consumato vs Tentato: L’Inammissibilità del Ricorso Penale
Due persone avevano ricevuto una pena concordata (patteggiamento) per due reati di furto aggravato. Hanno poi presentato ricorso, sostenendo che il furto fosse solo tentato e non consumato, mancando il completo impossessamento dei beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha chiarito che si può contestare la qualificazione giuridica del fatto solo per errori evidenti (manifesti) e non per questioni generiche. Pertanto, i ricorsi sono stati respinti, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Furto tentato o consumato: la Cassazione ribalta la condanna
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra furto tentato o consumato in un caso di furto d'auto. Due individui, monitorati costantemente dalla polizia giudiziaria, avevano caricato un'autovettura su un furgone per poi essere bloccati. I giudici di merito li avevano condannati per furto consumato. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, stabilendo che se le forze dell'ordine osservano l'intera azione criminosa e scelgono deliberatamente di non intervenire subito per ragioni investigative, il reato deve qualificarsi come furto tentato. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla concreta possibilità di intervento della polizia.
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Furto Consumato: Bloccati ma condannati per aver rubato materiale ferroso
Due individui hanno rubato materiale ferroso da un fondo, rompendo un cancello e caricando la refurtiva sul loro veicolo. Le forze dell'ordine li hanno osservati e bloccati subito dopo che avevano lasciato il fondo. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per furto, riducendo la pena. I ricorrenti hanno impugnato la sentenza, sostenendo si trattasse di furto tentato, non `furto consumato`, poiché erano sotto sorveglianza e non avevano piena disponibilità dei beni. Hanno anche invocato la non punibilità per il modesto valore della refurtiva. La Cassazione ha rigettato i ricorsi, ribadendo che il `furto consumato` si verifica quando il ladro ottiene, anche per breve tempo, l'autonoma disponibilità del bene, come avvenuto caricando il materiale sul veicolo.
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Furto Consumato o Tentato? La Cassazione Chiarisce i Limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Imputato per furto aggravato. L'Imputato aveva rubato un oggetto, e i giudici di merito avevano ritenuto il furto consumato, non tentato. Il ricorso dell'Imputato sosteneva che il reato fosse solo tentato, ma la Suprema Corte ha ribadito un principio chiave sulla consumazione del furto. Afferma che il reato si perfeziona quando il ladro ottiene la disponibilità materiale del bene, anche se per poco tempo o senza allontanarsi dal luogo del fatto. Solo un intervento immediato che impedisce al ladro di avere qualsiasi controllo autonomo trasforma il furto in tentato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Furto aggravato: scatta la condanna anche con recupero rapido
Due imputati hanno sottratto diversi capi di abbigliamento da negozi di un centro commerciale, nascondendoli nella propria vettura. Subito dopo, hanno tentato di rubare un ulteriore capo griffato, venendo bloccati dalle forze dell'ordine dopo l'allarme di una dipendente. La difesa ha sostenuto la configurabilità del tentativo anche per i primi beni e ha contestato l'esposizione alla pubblica fede. La Corte di Cassazione ha chiarito che il furto aggravato si consuma nel momento in cui i beni passano sotto l'autonoma disponibilità dell'autore, anche se per breve tempo prima dell'intervento della polizia. Inoltre, la presenza di placche antitaccheggio e il controllo casuale del personale non eliminano la condizione di affidamento dei beni alla pubblica fede. La Corte ha quindi confermato integralmente la condanna per furto aggravato.
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Furto in Supermercato: Consumato o Tentato? La Cassazione Chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per **furto in supermercato** aggravato nei confronti di un soggetto che, con una complice, ha cercato di uscire da un negozio con un carrello pieno di merce non pagata, usando uno scontrino di basso valore per superare le casse automatiche. La Corte ha escluso il furto tentato, ritenendolo consumato poiché l'attività di sorveglianza non era stata costante e la merce aveva superato le barriere. Sono state confermate le aggravanti del mezzo fraudolento (l'inganno dello scontrino) e dell'arma impropria (forbici nella borsa della complice), anche se l'imputato ne ignorava la presenza.
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Furto con strappo: tentato o consumato? La Cassazione chiarisce
La Corte d'Appello di Firenze ha confermato la condanna di un imputato per `furto con strappo`. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato dovesse essere qualificato come `furto tentato` e non `furto consumato`. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni generiche e già valutate dai giudici di merito. La sentenza ribadisce che il `furto con strappo` si considera consumato nel momento in cui la cosa viene sottratta, anche per un breve lasso di tempo, alla sfera di controllo della vittima. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto Consumato: Olive Rubate e Aggravanti, la Cassazione Conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato di due soggetti che avevano raccolto olive da un fondo altrui e le avevano riposte in sacchi. La difesa sosteneva che si trattasse di furto tentato, poiché i militari erano intervenuti prima che si allontanassero. Tuttavia, la Corte ha ribadito che il furto è consumato quando il ladro acquisisce l'autonoma disponibilità del bene, anche se per un breve periodo e ancora sul luogo del reato. Le aggravanti di violenza sulle cose (per aver danneggiato gli alberi) e di esposizione a pubblica fede (per la natura delle olive in un campo) sono state ritenute valide. Il ricorso è stato rigettato.
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Condanna per furto: dal tentato al reato consumato
L'Imputato ha impugnato la decisione dei giudici di merito che confermava la sua condanna per furto consumato in concorso con altri soggetti. Nel proprio atto difensivo, l'Imputato sosteneva che il reato dovesse essere derubricato a furto tentato e contestava la propria correità nella vicenda criminosa. La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi presentati rilevandone la totale genericità e la mera ripetizione di argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio. I Supremi Giudici hanno quindi confermato la piena validità della sentenza impugnata, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro.
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Furto consumato al supermercato: le casse segnano il reato
L'Imputato preleva generi alimentari per 154 euro dai banchi di un punto vendita, oltrepassa la barriera delle casse pagando solo altri articoli e viene bloccato dalle forze dell'ordine con coltelli vietati addosso. La difesa richiede la riqualificazione dell'accusa in tentato furto, sostenendo la mancata uscita dei beni dal controllo del negozio e invocando l'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e conferma la condanna per furto consumato al supermercato. Il superamento delle casse attribuisce l'autonoma disponibilità della merce e perfeziona il reato, mentre il valore di 154 euro esclude l'attenuante della particolare tenuità.
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Furto aggravato tentato: la Cassazione conferma la condanna
Un Lavoratore e un complice hanno tentato un furto aggravato tentato in un negozio, cercando di rimuovere le placche antitaccheggio da due magliette. La proprietaria li ha scoperti; i due hanno nascosto la merce, non danneggiata, e sono fuggiti. Un Lavoratore è stato fermato. La Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato tentato. La sentenza ha ribadito che la violenza sulle cose sussiste anche senza danno diretto all'oggetto, bastando la forzatura dei sistemi di protezione. La desistenza non è volontaria se la fuga è dovuta all'essere stati scoperti. Il ricorso è stato rigettato.
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Furto in Supermercato: Tentato se C’è Sorveglianza, Consumato se No
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due persone, Il Lavoratore e La Compagna, accusate di furto aggravato in un supermercato e La Compagna anche di ricettazione. I due avevano nascosto merce per 54 Euro nello zaino della donna, pagando solo un tramezzino. Il personale di vigilanza li ha fermati subito dopo le casse, prima che uscissero dal negozio, e la merce è stata restituita. La Corte ha stabilito che il costante monitoraggio impedisce la consumazione del delitto, qualificando il fatto come furto tentato. Ha annullato la condanna per furto consumato, rinviando per nuovo giudizio, ma ha confermato la responsabilità per ricettazione per La Compagna. Questo chiarisce la distinzione tra furto tentato e consumato nel contesto del furto in supermercato.
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