LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Furto Pluriaggravato — Anno 2023

139 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Furto Pluriaggravato

Provvedimenti

Furto pluriaggravato: ricorso respinto e multa da tremila euro
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto pluriaggravato di energia elettrica. Egli ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità e l'eccessività della pena inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i motivi sull'attenuante erano una mera ripetizione di quanto già respinto in appello, senza critiche specifiche. Riguardo alla pena, la Corte ha stabilito che l'obbligo di motivazione rafforzata scatta solo se la sanzione si discosta molto dal minimo edittale. Essendo la pena inferiore alla media, basta il riferimento alla sua adeguatezza. L'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Furto pluriaggravato: il ricorso inutile costa caro al reo
L'Imputato, condannato per il reato di furto pluriaggravato, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo della pena, l'applicazione del vincolo della continuazione e sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione sulla continuazione è priva di interesse, poiché l'istituto è di favore ed era stato richiesto dallo stesso imputato. La prescrizione è stata ritenuta infondata in quanto il termine massimo scadrà solo nel 2025. Infine, la censura sull'eccessività della pena è stata giudicata troppo generica e priva di elementi specifici. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per Cassazione e motivi ripetitivi
L'Imputato è stato condannato per molteplici episodi di furto pluriaggravato. Contro la sentenza della Corte d'Appello, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando la valutazione della sua responsabilità penale. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che i motivi presentati erano la semplice e identica ripetizione di quanto già sostenuto e respinto nel precedente grado di giudizio. Mancando una critica specifica e argomentata contro la decisione d'appello, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la sua responsabilità penale per i furti contestati.
Continua »
Furto pluriaggravato: il ricorso ripetitivo costa caro
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di furto pluriaggravato. Egli ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione contestando la valutazione delle prove e l'utilizzo di alcune dichiarazioni testimoniali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che il primo motivo di ricorso si limitava a ripetere pedissequamente le stesse difese già respinte in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. Il secondo motivo, relativo all'inutilizzabilità di alcune dichiarazioni, è stato ritenuto del tutto generico e privo di indicazioni concrete sulla sua rilevanza. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: no allo sconto se il ricorso è ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di furto pluriaggravato. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano la semplice ripetizione di quanto già proposto e respinto in appello, senza una reale critica alla sentenza impugnata. Trattandosi di contestazioni di fatto, non proponibili in sede di legittimità, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente al pagamento delle spese e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: la Cassazione nega sconti sulla pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di furto pluriaggravato. Il ricorrente contestava l'applicazione della recidiva, il bilanciamento delle circostanze e l'eccessività della pena. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulla recidiva e sul bilanciamento delle circostanze spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione se logicamente motivata. Inoltre, per pene inferiori alla media edittale, non occorre una motivazione rafforzata ma basta il riferimento ai criteri di adeguatezza della sanzione. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso contro patteggiamento: perché non puoi più ripensarci
L'Imputato, accusato di furto pluriaggravato, ha concordato l'applicazione della pena con il Giudice dell'udienza preliminare. Successivamente, ha proposto ricorso per cassazione lamentando l'insussistenza delle condizioni per il proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso contro patteggiamento è ammesso solo per motivi tassativi, come l'espressione della volontà, il difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, l'erronea qualificazione giuridica o l'illegalità della pena. L'accordo esonera l'accusa dall'onere della prova e la sentenza necessita solo di una motivazione sintetica. L'Imputato perde la causa ed è condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: ricorso respinto e multa in Cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di furto pluriaggravato emessa dalla Corte d'Appello. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità e il giudizio di bilanciamento tra le circostanze. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché riproponeva motivi già esaminati e respinti dai giudici di merito con motivazioni corrette. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: la cassaforte nel furgone tradisce il ladro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto pluriaggravato. L'imputato era stato sorpreso mentre trasportava una cassaforte rubata e diversi arnesi da scasso all'interno di un furgone intestato alla moglie, nel tentativo di introdurli nella propria abitazione. La difesa contestava la solidità degli indizi, chiedendo una nuova valutazione delle prove. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice di legittimità non può rivalutare il merito dei fatti se la ricostruzione dei giudici precedenti è logica e coerente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: la Cassazione nega i benefici della riforma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per furto pluriaggravato ai danni di un impianto di una società elettrica. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto, invocando anche la mancanza di querela prevista dalla riforma Cartabia. I giudici hanno stabilito che l'inammissibilità del ricorso determina la formazione di un giudicato sostanziale, impedendo l'applicazione di norme sulla procedibilità sopravvenute. Inoltre, la richiesta di non punibilità è stata respinta a causa del grave danno arrecato all'impianto. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Furto pluriaggravato: la Cassazione nega il terzo grado di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per concorso nel reato di furto pluriaggravato. Il ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove operata nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte ha ribadito che non è consentito richiedere un nuovo esame delle prove in sede di legittimità, poiché tale compito spetta esclusivamente ai giudici di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Furto pluriaggravato al suocero: la Cassazione nega sconti
Un uomo è stato condannato per il reato di furto pluriaggravato ai danni del suocero. L'azione criminosa è avvenuta di notte, utilizzando un coltello per scassinare l'ingresso. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione in furto d'uso, l'applicazione della particolare tenuità del fatto e la concessione di circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la condotta non può considerarsi di lieve entità a causa delle modalità violente e notturne. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto di energia elettrica: consumi visibili ma la condanna resta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di furto di energia elettrica a carico di un utente che aveva manomesso i sigilli del contatore per allacciarsi abusivamente alla rete. L'imputato sosteneva che la mancata indicazione dell'esatta quantità di energia sottratta e la registrazione dei consumi escludessero il reato. I giudici hanno chiarito che il furto di energia elettrica si consuma nel momento in cui avviene l'allaccio abusivo superando la volontà del fornitore. La registrazione dei consumi serve solo come prova del danno e non cancella l'illecito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: ricorso generico e condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per il reato di furto pluriaggravato. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove operata nei precedenti gradi di giudizio. I giudici di legittimità hanno stabilito che i motivi del ricorso erano del tutto generici e non si confrontavano con le motivazioni della sentenza d'appello. Inoltre, la Cassazione non può riesaminare i fatti concreti della vicenda, ma deve solo verificare il rispetto delle norme di legge. Di conseguenza, il ricorrente ha perso definitivamente la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Determinazione della pena: ricorso inutile contro sanzione logica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto pluriaggravato. La ricorrente contestava la determinazione della pena, lamentando vizi di motivazione da parte dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che la determinazione della pena spetta esclusivamente al giudice di merito. Se la decisione è supportata da una motivazione logica, coerente e rispettosa dei criteri di legge, non è possibile alcun controllo in sede di legittimità. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato in chiesa: incastrati dalle telecamere
Due imputati sono stati condannati per furto pluriaggravato commesso all'interno di diverse chiese parrocchiali. Gli autori dei colpi sono stati identificati grazie alle riprese dei sistemi di videosorveglianza e alle testimonianze di alcuni cittadini che avevano notato la loro auto vicino ai luoghi dei delitti. Contro la sentenza d'appello, i condannati hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando l'attendibilità del riconoscimento visivo, la regolarità della notifica di correzione della sentenza e il calcolo della pena pecuniaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno confermato la validità del riconoscimento tramite video e la correttezza della procedura di correzione materiale. Di conseguenza, la condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, oltre alla multa, è diventata definitiva, con l'obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali.
Continua »
Ricorso per Cassazione: no a motivi nuovi dopo l’appello
L'Imputato, condannato per furto pluriaggravato dopo una iniziale contestazione di ricettazione, ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancata riqualificazione del reato e la prescrizione dello stesso. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per Cassazione poiché l'imputato non aveva sollevato la questione della riqualificazione durante il giudizio di appello, limitandosi a contestare la pena. Di conseguenza, non è possibile proporre per la prima volta in sede di legittimità motivi non dedotti precedentemente. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Circostanze attenuanti generiche: negato lo sconto al ladro
L'Imputato è stato condannato per diversi episodi di furto pluriaggravato e tentato furto. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche da parte della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per negare le circostanze attenuanti generiche, il giudice di merito non deve confutare ogni singola tesi della difesa, ma è sufficiente che indichi chiaramente gli elementi decisivi e rilevanti che giustificano il diniego. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato furto: inammissibilità del ricorso per cassazione
L'Imputato è stato condannato per concorso in tentato furto pluriaggravato. Ha proposto ricorso contestando la motivazione della sentenza d'appello che confermava la sua responsabilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione poiché il motivo presentato era del tutto generico e assertivo. Il ricorrente non ha infatti indicato gli elementi specifici su cui basare le proprie critiche, rendendo impossibile per i giudici esercitare il controllo di legittimità. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: la Cassazione nega sconti a chi è già fuori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per il reato di furto pluriaggravato e continuato. L'imputato lamentava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e contestava il calcolo della pena. I giudici di legittimità hanno chiarito che il diniego delle attenuanti è ampiamente giustificato dai numerosi precedenti penali del soggetto e dal fatto che il reato sia stato commesso mentre egli beneficiava già di una misura alternativa al carcere. Inoltre, la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »