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Furto Pluriaggravato — Anno 2022

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188 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Furto Pluriaggravato

Provvedimenti

Furto pluriaggravato: ricorso respinto e sanzione pecuniaria
L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di furto pluriaggravato confermata dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. Il primo motivo chiedeva una nuova valutazione delle prove, operazione vietata ai giudici di legittimità. Il secondo motivo contestava l'aggravante della destrezza e la mancata concessione dell'attenuante per speciale tenuità economica; tuttavia, la difesa non aveva sollevato tali questioni durante il giudizio di secondo grado. Di conseguenza, la Corte ha reso definitiva la condanna e ha inflitto all'Imputata il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato: esclusi benefici penali e tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato ritenuto responsabile del reato di furto pluriaggravato. L'uomo ha proposto ricorso lamentando vizi di motivazione, la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e il diniego della sospensione condizionale della pena. I giudici supremi hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La presenza di più circostanze aggravanti determina una pena edittale massima superiore a cinque anni, precludendo l'applicazione della tenuità del fatto. Inoltre, il casellario giudiziale dell'imputato attestava che questi aveva già beneficiato due volte della sospensione condizionale, rendendo impossibile una terza concessione. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto pluriaggravato: ricorso sui fatti respinto dai giudici
L'imputato ha subito una condanna per il reato di furto pluriaggravato. Il soggetto ha presentato ricorso per cassazione lamentando la mancata acquisizione di un supporto digitale (cd-rom) e contestando la ricostruzione probatoria dei magistrati di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che i motivi proposti ripetevano argomentazioni già respinte in appello e richiedevano una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa ai giudici di legittimità. L'imputato deve rimborsare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto di energia elettrica: allaccio abusivo e nessuna esimente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino per il reato di furto di energia elettrica commesso mediante allaccio abusivo presso la propria abitazione. La difesa ha invocato lo stato di necessità e ha richiesto il riconoscimento sia dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sia della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno respinto ogni censura. Il prelievo illecito di corrente in un alloggio avviene a flusso continuo nel tempo ed esclude la minima entità del danno. Inoltre, la presenza di più aggravanti impedisce l'applicazione delle esimenti per particolare tenuità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato: l’impronta condanna ma cade l’aggravante
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto pluriaggravato ai danni di una biglietteria automatica ferroviaria forzata e svuotata del denaro. La condanna si fondava sul ritrovamento della sua impronta palmare sullo sportello scassinato del distributore. L'accusato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la validità dell'impronta come prova unica, l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa per presunto orario notturno e la quantificazione della provvisionale. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità dell'autore del reato poiché la posizione anomala dell'impronta sullo sportello forzato costituisce prova certa di colpevolezza. Tuttavia, i giudici hanno annullato la condanna limitatamente all'aggravante dell'orario notturno, ritenuta una mera congettura non dimostrata da prove certe, rimandando il processo alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
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Furto pluriaggravato: ricorso generico e pesante sanzione
Un imputato, ritenuto colpevole per il reato di furto pluriaggravato ai danni di una società di telecomunicazioni, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata applicazione delle cause di proscioglimento da parte della Corte territoriale. La Suprema Corte ha dichiarato l'impugnazione del tutto inammissibile per la sua assoluta genericità, in quanto il difensore non ha chiarito quale specifica causa di non punibilità i giudici avrebbero dovuto riconoscere. Tale carenza ha confermato la condanna penale e il risarcimento del danno, comportando l'ulteriore condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione di 4.000 euro da versare alla Cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato: ricorso generico e sanzione pecuniaria
L'imputato è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto pluriaggravato. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione contestando una presunta mancanza e contraddittorietà della motivazione della sentenza d'appello. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e privo di censure specifiche, in quanto la sentenza impugnata spiegava in modo logico e coerente la responsabilità penale. A seguito dell'inammissibilità, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di 4.000 euro da versare in favore della Cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato in ospedale: ricorso generico e condanna
Un individuo ha subito la condanna definitiva per il reato di furto pluriaggravato commesso all'interno di una struttura ospedaliera. Il soggetto ha sottratto beni appartenenti al personale sanitario e all'ente ospedaliero, danneggiando gli accessi per compiere l'azione delittuosa. La Corte di Appello ha confermato la penale responsabilità. Il condannato ha presentato ricorso per Cassazione contestando un generico vizio di motivazione, senza specificare le censure sul giudizio di colpevolezza o sull'entità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità delle argomentazioni. I giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di quattromila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Furto pluriaggravato: ricorso generico confermato e condanna finale
Due imputati condannati nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto pluriaggravato hanno proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Il primo ricorrente ha contestato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e della speciale tenuità del danno patrimoniale. Il secondo imputato ha lamentato un'asserita insufficienza probatoria, limitandosi a richiamare massime giurisprudenziali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici di legittimità hanno riscontrato la totale mancanza di specificità dei motivi, in quanto le doglianze si sono risolte nella mera riproposizione di argomenti già motivatamente respinti dalla Corte d'Appello, senza sviluppare un effettivo confronto critico con la decisione impugnata. Di conseguenza, la condanna è divenuta definitiva con contestuale addebito delle spese processuali e sanzione pecuniaria.
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Furto di energia elettrica: condanna confermata senza sconti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di furto di energia elettrica. L'imputato contestava la propria responsabilità penale e chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che per concedere tale attenuante il danno economico deve essere oggettivamente lievissimo e quasi nullo, considerando non solo il valore dell'energia sottratta ma tutte le conseguenze negative per la vittima. La capacità economica della vittima di sopportare la perdita non rileva in alcun modo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Furto aggravato: condanna definitiva per ricorso ripetitivo
L'Imputata è stata condannata per il reato di furto aggravato commesso fino ad agosto 2009. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza delle aggravanti del mezzo fraudolento e della violenza sulle cose. Secondo la tesi difensiva, il reato doveva essere riqualificato come furto semplice, con conseguente improcedibilità per mancanza di querela. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché riproponeva argomenti già ampiamente smentiti nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare la decisione della Corte d'appello. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputata deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato: condanna confermata per il colpo in tabaccheria
Un uomo è stato condannato per il reato di furto aggravato commesso all'interno di una tabaccheria, dove aveva sottratto del denaro. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando una presunta contraddizione tra la condanna per il furto di denaro e l'assoluzione per la sottrazione di biglietti "gratta e vinci" avvenuta nello stesso luogo. Ha inoltre contestato la mancata concessione dell'attenuante per danno di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo di un reale confronto critico con la sentenza d'appello e meramente ripetitivo di argomenti già respinti. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto di energia elettrica: il ricorso generico costa caro
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto di energia elettrica pluriaggravato. La Corte d'Appello ha confermato la decisione del Tribunale, ritenendolo responsabile della sottrazione abusiva di corrente. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una cattiva valutazione delle prove e un difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni erano generiche e che la violazione delle regole sulla valutazione delle prove non può essere dedotta in Cassazione se non comporta una nullità prevista dalla legge. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Furto pluriaggravato a scuola: la Cassazione respinge il ricorso
Un uomo è stato condannato per il reato di furto pluriaggravato commesso all'interno di una scuola insieme ad altre due persone. La Corte d'Appello ha ridotto la pena escludendo un'aggravante e dichiarando prescritto il reato di porto d'arma. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza dell'aggravante del numero di tre persone, sostenendo un difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché riproduceva le stesse obiezioni già superate nei precedenti gradi di giudizio, dove i Carabinieri avevano chiaramente visto agire tre soggetti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Furto di energia elettrica: bolletta intestata e condanna
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di furto di energia elettrica pluriaggravato. La Corte di Appello aveva dichiarato inammissibile il suo gravame poiché i motivi erano generici. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la sola intestazione dell'utenza non bastasse a provarne la colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il ricorrente si è infatti limitato a riproporre le medesime difese del primo grado, senza contestare la specifica decisione di inammissibilità della Corte d'Appello. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Furto pluriaggravato: pena al minimo e ricorso inammissibile
Un uomo, condannato per furto pluriaggravato, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di motivazione sul calcolo della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la pena detentiva era già stata fissata al minimo edittale, mentre la sanzione pecuniaria, leggermente superiore al minimo, era stata adeguatamente giustificata dai giudici d'appello in base alle concrete modalità di esecuzione del reato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato: ricorso generico sulla pena costa caro
L'Imputato, condannato per il reato di furto pluriaggravato, ha proposto ricorso in Cassazione contestando esclusivamente l'entita della sanzione applicata. Il ricorrente ha richiesto l'applicazione del minimo della pena senza tuttavia indicare elementi concreti e specifici che avrebbero dovuto giustificare tale riduzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua assoluta genericita. Di conseguenza, l'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Circostanze attenuanti generiche: negate a chi ha precedenti
L'Imputato, condannato per furto pluriaggravato, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se motivato in base ai precedenti penali e alla mancanza di elementi positivi. Il giudice di merito non deve confutare ogni singola tesi della difesa, ma può concentrarsi solo sugli elementi ritenuti decisivi per la decisione. Di conseguenza, L'Imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Furto pluriaggravato: no a nuove prove in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di furto pluriaggravato. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove operata nei precedenti gradi di giudizio, lamentando una motivazione illogica della sentenza d'appello. I giudici di legittimità hanno ribadito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in Cassazione, poiché tale compito spetta esclusivamente ai giudici di merito. Di conseguenza, l'imputato perde la causa, vede confermata la condanna penale e viene condannato a pagare le spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Furto pluriaggravato: la Cassazione blinda le prove fotografiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di furto pluriaggravato. La ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti operata nei precedenti gradi di giudizio, criticando in particolare l'attendibilità delle individuazioni fotografiche effettuate dagli inquirenti. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione storica degli eventi, compiti che spettano esclusivamente ai giudici di merito. Di conseguenza, i giudici hanno confermato la condanna, respingendo ogni tentativo di riaprire il processo sui fatti e condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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