Due donne, condannate per concorso in furto aggravato, hanno proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della recidiva penale. La Corte d'Appello aveva precedentemente confermato la misura evidenziando la loro elevata pericolosità sociale, documentata da decine di condanne passate per furti, rapine, ricettazione ed evasione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi poiché i motivi presentati dalla difesa erano generici e miravano a ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di tremila euro ciascuna a favore della Cassa delle ammende.
Continua »