LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fungibilità

Pagina 9 di 10

185 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Licenziamento collettivo: illegittima la scelta locale
Una società avviava una procedura di licenziamento collettivo limitando la selezione dei dipendenti a una sola delle sue filiali. Un lavoratore licenziato ha impugnato la decisione, ottenendo ragione in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che il licenziamento è illegittimo, poiché la platea dei lavoratori da considerare per la scelta deve includere tutti i dipendenti con professionalità comparabili e fungibili presenti nell'intera azienda, non solo nella sede interessata dalla riduzione di personale. La Corte ha ribadito che la violazione di questo criterio di scelta comporta l'annullamento del licenziamento e la reintegrazione del lavoratore.
Continua »
Obbligo di dimora: quando è fungibile con la pena?
Un soggetto sottoposto a obbligo di dimora con un coprifuoco notturno di 15 ore ha richiesto che tale periodo venisse detratto dalla sua pena detentiva. Il giudice di primo grado ha acconsentito, equiparando la misura agli arresti domiciliari. La Procura ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, specificando che l'obbligo di dimora non è automaticamente fungibile con la pena. Lo diventa solo se le restrizioni aggiuntive, come il coprifuoco, sono imposte in modo arbitrario ed eccessivo, trasformando di fatto la misura in una detentiva, una valutazione che il giudice precedente non aveva compiuto correttamente.
Continua »
Licenziamento collettivo: limiti geografici illegittimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3258/2024, ha respinto il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità di un licenziamento collettivo. La Corte ha ribadito che la platea dei lavoratori da considerare per la scelta non può essere limitata a una singola sede geografica senza valide ragioni tecnico-produttive, anche in presenza di altre sedi distanti. La violazione di tale principio costituisce un vizio sostanziale che comporta la reintegrazione del lavoratore.
Continua »
Liberazione anticipata: no se c’è un nuovo reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto per la concessione della liberazione anticipata. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire, data l'avvenuta espiazione della pena, e soprattutto sull'ostacolo rappresentato dalla commissione di un nuovo reato durante il periodo di detenzione, che interrompe il percorso di rieducazione necessario per ottenere il beneficio.
Continua »
Licenziamento collettivo: limiti scelta dipendenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1972/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva limitato la selezione dei dipendenti da licenziare a una sola sede. La Corte ha ribadito che la platea dei lavoratori deve estendersi all'intero complesso aziendale, a meno che non sussistano specifiche e comprovate ragioni tecnico-produttive. La violazione di questo principio non è un vizio formale ma sostanziale, comportando il diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro.
Continua »
Licenziamento collettivo: limiti geografici illegittimi
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede geografica, senza dimostrare l'infungibilità delle mansioni con il personale di altre sedi. La violazione dei criteri di scelta comporta il diritto alla reintegrazione del lavoratore.
Continua »
Licenziamento collettivo: pool di lavoratori limitato
Una società di consulenza tecnologica ha effettuato un licenziamento collettivo limitando la selezione dei dipendenti alla sola sede di una città, escludendo personale con professionalità comparabili di altre sedi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1844/2024, ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando l'illegittimità del licenziamento. È stato ribadito il principio secondo cui, nel licenziamento collettivo, la platea dei lavoratori da considerare deve estendersi all'intero complesso aziendale, a meno che non sussistano comprovate e specifiche esigenze tecnico-produttive che giustifichino una limitazione, onere probatorio non assolto dall'azienda. Di conseguenza, è stata confermata la tutela reintegratoria per il lavoratore.
Continua »
Licenziamento collettivo: la scelta dei lavoratori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1824/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva ingiustificatamente limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede. La Corte ha stabilito che, in presenza di professionalità fungibili tra diverse sedi, l'azienda è tenuta a estendere la comparazione a tutto il personale con mansioni simili, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica. La violazione di questo principio non è un vizio formale, ma sostanziale, e comporta la tutela reintegratoria per il lavoratore. Il ricorso dell'azienda è stato quindi rigettato.
Continua »
Rideterminazione della pena: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva una nuova rideterminazione della pena, sostenendo che il Giudice dell'Esecuzione avesse errato nel calcolo. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice è vincolato alle indicazioni fornite da una precedente sentenza della Cassazione e ha confermato la correttezza del calcolo delle pene cumulate, respingendo le censure sull'eccessività degli aumenti per la continuazione tra reati. La decisione ribadisce i rigorosi criteri per l'applicazione di questo istituto.
Continua »
Licenziamento collettivo: illegittima la scelta per residenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1486/2024, ha dichiarato illegittimo un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola unità produttiva, usando come criterio la vicinanza della residenza dei dipendenti. La Corte ha stabilito che tale criterio non è oggettivo e che l'azienda deve considerare l'intero complesso aziendale se le professionalità sono fungibili, per minimizzare l'impatto sociale.
Continua »
Licenziamento collettivo: obbligo di scelta nazionale
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la selezione del personale da licenziare ai soli dipendenti di una specifica sede produttiva. La Corte ha ribadito che la platea di comparazione deve estendersi a tutti i lavoratori con professionalità simili nell'intera organizzazione aziendale, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, confermando il diritto del lavoratore alla reintegra nel posto di lavoro.
Continua »
Obbligo di dimora: quando è detraibile dalla pena?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il periodo trascorso in regime di obbligo di dimora, anche con la prescrizione di non uscire di casa durante le ore notturne (22-06), non è detraibile dalla pena detentiva da scontare. La Corte ha chiarito che tale misura cautelare non è 'fungibile' con la detenzione, a meno che le restrizioni imposte non siano così arbitrarie e severe da renderla di fatto assimilabile agli arresti domiciliari, condizione non soddisfatta da un semplice coprifuoco notturno. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Fungibilità pena: sì al computo della custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha affermato il principio della fungibilità della pena, stabilendo che la custodia cautelare sofferta per una condanna divenuta ineseguibile a causa dei limiti posti dall'estradizione (principio di specialità), può essere computata per scontare una diversa pena che il condannato sta attualmente espiando. La Corte ha annullato la decisione del giudice dell'esecuzione, che aveva negato tale possibilità, e ha rinviato il caso per un nuovo esame che verifichi solo l'assenza di cause ostative specifiche.
Continua »
Liberazione anticipata: interesse anche dopo la pena?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che negava la liberazione anticipata a un detenuto, ritenendo erroneamente che non avesse più interesse avendo scontato la pena. La Corte ha ribadito che l'interesse a ottenere uno sconto di pena permane, soprattutto se il soggetto si trova in detenzione domiciliare. La richiesta, pertanto, non poteva essere respinta senza un'udienza.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: no se c’è fungibilità
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto che aveva subito un periodo di custodia cautelare per una richiesta di estradizione poi negata. La decisione si fonda sul principio di fungibilità: poiché il periodo di detenzione è stato scomputato da una pena definitiva che l'individuo doveva scontare per un altro reato, tale scomputo costituisce una riparazione in forma specifica che prevale sull'indennizzo monetario, in linea con la normativa nazionale ed europea.
Continua »
Licenziamento collettivo: l’intera azienda va inclusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che in una procedura di licenziamento collettivo, la platea dei lavoratori da considerare per la scelta non può essere limitata al singolo cantiere o appalto in crisi. L'azienda deve estendere la comparazione a tutto il personale con mansioni fungibili nell'intero complesso aziendale. La sentenza ha dichiarato illegittimi i licenziamenti di alcuni operai di una società di pulizie, in quanto la selezione era stata ingiustamente ristretta ai soli addetti dell'appalto cessato, senza una valida ragione tecnico-organizzativa.
Continua »
Fungibilità della pena: la data del reato è intoccabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che la fungibilità della pena non può essere concessa se il periodo di carcerazione è stato sofferto prima della cessazione del reato, come accertato in una sentenza definitiva. Il giudice dell'esecuzione non ha il potere di modificare la data del commesso reato, consolidando il principio dell'intangibilità del giudicato.
Continua »
Obbligo di dimora fungibilità: quando non è carcere
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva di scomputare dalla pena il periodo trascorso con obbligo di dimora e divieto di uscita notturna. La Corte ha stabilito che tale misura non è equiparabile alla detenzione, mancando il requisito dell'arbitrarietà nelle restrizioni. L'obbligo di dimora e fungibilità con la pena è stato quindi escluso.
Continua »
Obbligo di dimora fungibile: quando non si sconta
La Corte di Cassazione ha confermato che la misura cautelare dell'obbligo di dimora non è deducibile dalla pena finale. Il ricorso di un soggetto, obbligato a restare a casa dalle 19:00 alle 7:00, è stato respinto. Per riconoscere un **obbligo di dimora fungibile**, le restrizioni devono essere così severe da equivalere agli arresti domiciliari, condizione non riscontrata nel caso di specie, che permetteva una normale vita diurna.
Continua »
Sequestro preventivo per riciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro un'ordinanza di sequestro preventivo di somme di denaro per il reato di riciclaggio. I ricorrenti lamentavano la mancanza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la necessità del sequestro preventivo è implicitamente ma chiaramente motivata dalla fungibilità del denaro e dall'attività professionale di trasferimento di liquidità all'estero (money transfer) svolta dagli indagati, ritenendola sufficiente a giustificare l'anticipazione della futura confisca.
Continua »