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Fumus Commissi Delicti — Anno 2025

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397 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Sequestro preventivo auto: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo auto. Il veicolo, utilizzato per attività di spaccio, è stato ritenuto 'cosa pertinente al reato' e la misura cautelare giustificata dal concreto pericolo che potesse essere impiegato per commettere nuovi crimini, confermando la legittimità del provvedimento.
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Competenza territoriale riciclaggio: il caso di Livorno
Un uomo viene fermato con un'ingente somma di denaro, sospettata di provenire da reati fiscali della moglie. La Cassazione interviene sulla competenza territoriale riciclaggio, stabilendo che il foro competente è quello dove è iniziata l'attività di occultamento (Cagliari) e non dove è avvenuto il sequestro (Livorno), pur confermando la legittimità del sequestro stesso.
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Sequestro preventivo terzo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro preventivo di un macchinario di proprietà di una società, utilizzato dal suo legale rappresentante per commettere reati ambientali. La sentenza chiarisce i limiti dell'impugnazione per il cosiddetto 'sequestro preventivo terzo', specificando che la società non può considerarsi estranea al reato se il suo amministratore è l'indagato, venendo meno il requisito della buona fede.
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Sequestro preventivo d’urgenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo d'urgenza per oltre 2 milioni di euro, legata a presunte indebite percezioni di fondi pubblici tramite il 'bonus facciate'. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione è limitato alle sole violazioni di legge e non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dal Tribunale del riesame.
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Sequestro preventivo e rinvio a giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, l'emissione del decreto di rinvio a giudizio preclude un'ulteriore valutazione del 'fumus commissi delicti' nell'ambito di un procedimento di riesame di un sequestro preventivo. La sentenza conferma il sequestro del capitale di una società, ritenuta il centro decisionale di attività illecite, poiché il nuovo e più stringente standard per il rinvio a giudizio ('ragionevole previsione di condanna') assorbe e supera la verifica richiesta per la misura cautelare reale.
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Intestatario fittizio e sequestro: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un intestatario fittizio contro un sequestro preventivo. La sentenza stabilisce che il terzo intestatario non può contestare i presupposti del reato (fumus commissi delicti), ma deve limitarsi a dimostrare la propria effettiva titolarità dei beni. In assenza di tale prova, non è legittimato a impugnare la misura cautelare reale.
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Introduzione cellulare in carcere: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna indagata per aver tentato di introdurre un micro-cellulare in carcere, nascondendolo nel proprio corpo. La Corte ha stabilito che il reato di introduzione cellulare in carcere si perfeziona con il solo ingresso del dispositivo nell'istituto, con l'intento di consegnarlo a un detenuto, anche se la consegna materiale non avviene. La sussistenza del 'fumus commissi delicti' è stata confermata, rendendo legittimo il sequestro probatorio del dispositivo.
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Sequestro preventivo stupefacenti: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per stupefacenti di oltre 38.000 euro. La Corte ha confermato la legittimità della misura, basata sia sul pericolo che l'indagato potesse reinvestire il denaro in attività illecite (periculum in mora), sia sulla palese sproporzione tra la somma sequestrata e l'assenza di un'occupazione lecita dell'imputato. La difesa non ha fornito prove concrete sull'origine lecita del denaro, rendendo il ricorso generico e infondato.
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Sequestro conservativo: la richiesta dall’estero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro conservativo eseguito in Italia su richiesta della Repubblica di San Marino. La sentenza chiarisce che la base giuridica per tale cooperazione è la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, che consente la comunicazione diretta tra autorità giudiziarie e limita il ruolo del giudice italiano alla mera esecuzione, senza una revisione del merito della richiesta.
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Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
Un individuo ha impugnato il rigetto della sua richiesta di revoca di un sequestro preventivo, sostenendo che il reato fosse prescritto poiché un'aggravante chiave non era stata correttamente contestata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che alcuni motivi erano stati sollevati tardivamente, mentre altri non erano pertinenti in un procedimento cautelare dopo l'emissione del rinvio a giudizio. La Corte ha confermato che, a quel punto, il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza di reato) si considera accertato, legittimando il mantenimento del sequestro preventivo.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per frode IVA. La sentenza chiarisce che il periculum in mora non può basarsi solo sulla natura fungibile del denaro, ma deve essere provato da circostanze concrete, come le specifiche modalità di occultamento della somma, che ne dimostrino il rischio di dispersione prima della confisca definitiva. La Corte ha ritenuto che nascondere una cospicua somma di denaro in contanti in un'autovettura costituisse un valido indicatore del rischio.
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Captatore informatico: Cassazione e regole d’uso
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità delle intercettazioni effettuate tramite captatore informatico (trojan) in un procedimento per associazione di tipo mafioso. La sentenza chiarisce la disciplina applicabile a questo potente strumento investigativo, distinguendo in base al tipo di reato e alla data di iscrizione del procedimento. Pur confermando la validità delle intercettazioni nel caso di specie, la Corte ha annullato con rinvio la decisione riguardo al concorso tra il reato di associazione mafiosa e quello di associazione finalizzata al narcotraffico, a causa di un difetto di motivazione sulla reale esistenza di due distinte strutture criminali.
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Frode in pubbliche forniture: esclusa in concessione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28655/2025, ha stabilito che non si configura il reato di frode in pubbliche forniture nel caso di inadempimento da parte di una società che gestisce un servizio pubblico in regime di concessione. Il delitto presuppone che il destinatario diretto della prestazione sia l'ente pubblico, mentre nella concessione il servizio è erogato a favore dell'utenza. Viene a mancare il cosiddetto "dualismo soggettivo" necessario per integrare la fattispecie penale.
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Carico urbanistico e sequestro: la Cassazione chiarisce
Un privato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il sequestro preventivo di un suo immobile, sostenendo che, essendo i lavori ultimati, non vi fosse più alcun pericolo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il sequestro rimane legittimo per neutralizzare gli effetti negativi derivanti dall'aumento del "carico urbanistico" sul territorio, un pregiudizio che perdura anche dopo la fine della costruzione. La sentenza approfondisce il concetto di carico urbanistico, definendolo come un elemento dinamico e relazionale legato alla crescente domanda di servizi pubblici generata da nuove costruzioni.
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Interesse ad impugnare: ricorso PM inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad impugnare, poiché il PM ha contestato solo il 'fumus commissi delicti' senza affrontare il 'periculum in mora', requisito essenziale per l'adozione della misura cautelare.
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Intestazione fittizia: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di una ditta individuale, ritenuta strumento per le attività illecite di un congiunto. La sentenza chiarisce i requisiti probatori per il reato di intestazione fittizia (art. 512 bis c.p.) e la legittimità della misura cautelare anche in presenza di un durevole asservimento dell'impresa a scopi criminali, a prescindere dalla prova di un investimento iniziale di capitali illeciti.
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Fumus commissi delicti: Cassazione su sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per truffa aggravata. La decisione conferma che un sufficiente fumus commissi delicti può essere stabilito sulla base di elementi indiziari concreti, anche in presenza di sentenze civili non definitive di segno opposto, ribadendo che il ricorso per cassazione è limitato alla sola violazione di legge e non a una rivalutazione dei fatti.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo, ribadendo i confini del proprio sindacato. Nel caso di specie, relativo a reati di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio, la Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di merito per riesaminare i fatti. È stato inoltre precisato che anche operazioni finanziarie tracciabili possono configurare autoriciclaggio, se idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del denaro. La decisione sottolinea come una motivazione non sia carente solo perché non confuta espressamente ogni singola deduzione difensiva.
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Frode fiscale: quando assorbe la truffa allo Stato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una complessa frode fiscale per ottenere rimborsi illeciti, tramite false dichiarazioni, rientra nel reato di dichiarazione infedele e non in quello di truffa aggravata. La Corte ha applicato il principio di specialità, secondo cui la normativa tributaria prevale su quella generale penale, assorbendo la condotta fraudolenta all'interno del reato tributario specifico, a meno che non vi sia un profitto ulteriore e diverso dalla sola evasione o dal rimborso fiscale.
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Intestazione fittizia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi membri di un nucleo familiare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Le accuse includevano l'intestazione fittizia di beni, finalizzata a eludere misure di prevenzione patrimoniale. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, basati su una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità e contenenti questioni non sollevate nel precedente grado di giudizio. La sentenza ribadisce che per il sequestro è sufficiente l'astratta configurabilità del reato (fumus commissi delicti) e conferma la piena utilizzabilità delle intercettazioni provenienti da un procedimento madre poi frazionato.
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