LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fumus Commissi Delicti — Anno 2025

Pagina 15 di 20

397 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Confisca allargata: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La sentenza ribadisce che, in presenza di una sproporzione tra beni posseduti e redditi dichiarati, spetta all'interessato l'onere di allegare elementi specifici sulla legittima provenienza dei beni. Non sono sufficienti contestazioni generiche, neanche riguardo al principio di ragionevolezza temporale tra l'acquisto dei beni e la commissione del reato.
Continua »
Sequestro preventivo: la Cassazione sul periculum
Un indagato per riciclaggio ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancanza di motivazione sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione sufficiente. Si è chiarito che il pericolo può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'applicazione di altre misure cautelari personali, che potrebbero spingere l'indagato a nascondere i propri beni.
Continua »
Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore e della sua società contro un sequestro preventivo per presunta frode e malversazione di fondi pubblici. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, ribadendo che per il sequestro è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero il semplice sospetto di reato.
Continua »
Minaccia di rovina: il sequestro preventivo di edifici
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un liceo per minaccia di rovina. La decisione si basa sulla mancata conformità alle norme sismiche, ritenuta sufficiente a integrare un pericolo concreto per la pubblica incolumità, data la destinazione d'uso dell'edificio e la sua ubicazione in zona sismica. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dell'ente proprietario, inclusi quelli procedurali e sulla proporzionalità della misura.
Continua »
Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un soggetto accusato di frode informatica. La sentenza chiarisce che, per questo tipo di misura, non è necessario dimostrare un collegamento diretto (nesso pertinenziale) tra il bene sequestrato e il reato, essendo sufficiente che il valore corrisponda al profitto illecito. Il ricorso dell'indagato, che lamentava il sequestro di somme su conti correnti diversi da quello usato per la frode, è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Sequestro probatorio: limiti e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio per reati di bancarotta. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare il merito dei fatti, e ribadisce i termini per eccepire le nullità procedurali. La motivazione del Tribunale del Riesame, che ha escluso la sussistenza del 'fumus commissi delicti', è stata ritenuta logica e sufficiente.
Continua »
Sequestro probatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione avverso le ordinanze in materia di sequestro è consentito solo per violazione di legge, non per contestare la logicità della motivazione del Tribunale del Riesame. Se la motivazione, pur discutibile, esiste e permette di comprendere l'iter logico del giudice, non può essere considerata 'apparente' e il ricorso va respinto.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di società terze, ritenute estranee al reato di bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che, per disporre il sequestro preventivo verso un terzo, è necessario provare non solo il nesso tra i beni e il reato, ma anche la strumentalizzazione della società terza o la sua malafede. Il ricorso dell'indagata principale è stato invece rigettato.
Continua »
Frode fiscale: sede legale fittizia e sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministratrice contro un sequestro preventivo per frode fiscale. La sentenza stabilisce che, ai fini della competenza territoriale, prevale la sede effettiva dell'impresa su quella legale, se quest'ultima è fittizia. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza di prove sufficienti del reato (fumus commissi delicti) e del pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora), giustificando la misura cautelare.
Continua »
Truffa contrattuale: il prospetto non basta
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo per truffa contrattuale in un'operazione di cartolarizzazione. Anche se il prospetto informativo menzionava la 'possibile' esistenza di conflitti di interesse, l'averli attivamente nascosti e negati durante le trattative con un fondo di investimento professionale integra il reato. La condotta fraudolenta prevale sulla mera disclosure formale, confermando che la buona fede è un requisito essenziale anche nelle negoziazioni tra operatori esperti.
Continua »
Fumus commissi delicti: precluso l’esame dopo rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo, ribadendo un principio consolidato: una volta emesso il decreto di giudizio immediato, è precluso un ulteriore esame del "fumus commissi delicti". La decisione si basa sul fatto che il rinvio a giudizio costituisce già una verifica giurisdizionale sulla consistenza dell'accusa, rendendo superfluo un riesame in sede cautelare.
Continua »
Piscina abusiva: quando è nuova costruzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di una piscina abusiva in area protetta. La Corte ha stabilito che una piscina non è una pertinenza, ma una nuova costruzione che richiede il permesso di costruire, perché altera permanentemente il territorio e ha un impatto urbanistico. La sentenza chiarisce che il sequestro è legittimo per il pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato, anche a opera ultimata.
Continua »
Conferimento ramo d’azienda: quando è reato?
La Corte di Cassazione analizza un caso di presunta bancarotta fraudolenta, distinguendo nettamente due operazioni: il conferimento di un ramo d'azienda e la cessione di automezzi. La Corte annulla il sequestro preventivo sul ramo d'azienda, poiché il conferimento era avvenuto a fronte di una perizia di stima non contestata e con l'acquisizione di quote di pari valore, escludendo un danno patrimoniale concreto per la società conferente. Al contrario, conferma il sequestro sugli automezzi, venduti a un prezzo palesemente incongruo rispetto al loro valore d'acquisto, ravvisando in ciò una chiara diminuzione patrimoniale.
Continua »
Interesse ad agire: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due amministratori contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire, poiché i beni sequestrati erano stati trasferiti a una nuova società e non appartenevano più ai ricorrenti, i quali non potevano quindi vantare un interesse concreto alla loro restituzione personale.
Continua »
Sequestro probatorio: annullato per motivazione carente
Un imprenditore, indagato per reati di corruzione, ha contestato un sequestro probatorio a carico suo e della sua società, che includeva telefoni, computer e altri dispositivi. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, ritenendo la motivazione del provvedimento del tutto carente. In particolare, la Corte ha stabilito che non erano stati sufficientemente dimostrati gli elementi del reato (fumus commissi delicti) e che il sequestro, essendo "omnicomprensivo", era sproporzionato ed esplorativo, in violazione dei principi di legge. La decisione sottolinea la necessità di una giustificazione rigorosa per misure così invasive.
Continua »
Malversazione: reato anche prima della scadenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice di società contro un sequestro per malversazione di fondi europei. La Corte ha stabilito che il reato di malversazione si configura nel momento in cui i fondi vengono distratti dalla loro finalità pubblica, rendendone impossibile l'uso previsto, anche se il termine per la conclusione del progetto non è ancora scaduto. La semplice deviazione dei fondi per scopi estranei è sufficiente a integrare il delitto.
Continua »
Sequestro per riciclaggio: cosa succede ai beni?
Una recente sentenza della Cassazione ha confermato un sequestro per riciclaggio a carico della madre di un professionista, accusata di aver 'ripulito' i proventi illeciti del figlio. La Corte ha stabilito importanti principi su competenza territoriale, inapplicabilità del 'ne bis in idem' e sull'estensione del sequestro, che può colpire non solo il profitto iniziale ma anche l'intero 'prodotto' del reinvestimento illecito.
Continua »
Fumus commissi delicti: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali e riciclaggio. La sentenza ribadisce che per il sequestro è sufficiente il fumus commissi delicti, ovvero un quadro indiziario serio, non essendo richiesti i gravi indizi di colpevolezza. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità.
Continua »
Peculato per distrazione: non è reato se il fine è pubblico
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo per peculato per distrazione a carico di una dirigente sanitaria. La Corte ha stabilito che il reato non sussiste per due motivi principali: la dirigente non aveva la disponibilità giuridica diretta delle somme e, soprattutto, i fondi sono stati destinati a un fine di pubblica utilità (la creazione di un centro clinico) e non a scopi privati. Pertanto, l'assenza di un fine privatistico esclude la configurabilità del delitto di peculato per distrazione.
Continua »
Contrabbando aereo: reato permanente e nuova legge
La Corte di Cassazione conferma che il contrabbando aereo per mancato pagamento dell'IVA all'importazione è un reato permanente. Di conseguenza, si applica la legge più severa entrata in vigore durante la commissione del reato, anche se la condotta era iniziata sotto una normativa più favorevole. La sentenza chiarisce che il reato si consuma non al momento dell'importazione, ma perdura fino alla regolarizzazione della posizione fiscale del bene.
Continua »