La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per frode informatica perché il giudice di primo grado aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria del profitto illecito. Un individuo, condannato per aver sottratto circa 1.667 euro tramite una truffa online (phishing), si era visto infliggere una pena detentiva e pecuniaria, ma il giudice non aveva ordinato la confisca della somma. La Procura Generale ha fatto ricorso, sostenendo la violazione di legge. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che per reati come la frode informatica, la confisca del profitto è una misura imperativa, anche per un valore equivalente se il denaro originale non è più rintracciabile. Il caso è stato rinviato al Tribunale per correggere l'omissione.
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