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Franchigia

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59 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Infortunio sportivo: obblighi di informazione e polizza
Un calciatore subisce un infortunio sportivo e cita in giudizio società, lega e assicurazione. La Corte d'Appello rigetta l'appello, confermando la validità della polizza assicurativa e l'assenza di responsabilità della società sportiva, ritenendo sufficiente la pubblicazione online delle condizioni contrattuali.
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Prescrizione debito doganale: quando si interrompe?
Una società importatrice ha contestato un avviso di accertamento per dazi doganali, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il lungo giudizio civile precedente, avviato dalla stessa società per far valere un'esenzione, aveva interrotto e sospeso la prescrizione del debito doganale. Il termine triennale per la riscossione, quindi, è iniziato a decorrere solo dalla data della sentenza definitiva che ha accertato l'obbligo di pagamento, rendendo tempestivo l'atto dell'Agenzia.
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Risarcimento danni erosione: responsabilità condivisa
Un proprietario terriero ha ottenuto un risarcimento danni per erosione del suo fondo causata da un torrente. Il Tribunale ha stabilito la responsabilità condivisa al 50% tra la Regione e il Consorzio di Bonifica per omessa manutenzione del corso d'acqua. La sentenza ha quantificato il danno in €7.700,00, tenendo conto del periodo in cui il danno si è verificato e della comproprietà del fondo prima di una divisione. È stata invece rigettata la richiesta di condanna a eseguire opere future.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18008/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da un lavoratore per recarsi dal deposito aziendale al primo cliente e dall'ultimo cliente al deposito, utilizzando un mezzo aziendale, costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha chiarito che un accordo sindacale che preveda una franchigia non retribuita per tale spostamento è nullo. Inoltre, ha precisato che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, il giudice deve procedere alla quantificazione delle somme dovute, anche utilizzando i dati di geolocalizzazione aziendali, senza poter rigettare la domanda solo perché il lavoratore non ha fornito una prova specifica e dettagliata dei minuti esatti.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
La Cassazione stabilisce che il tempo di viaggio dei tecnici dal deposito aziendale al primo cliente rientra nell'orario di lavoro retribuito. Una clausola contrattuale che introduce una franchigia non retribuita è nulla e il giudice deve quantificare il dovuto anche se la prova dell'esatto ammontare non è fornita dal lavoratore.
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Tempo di lavoro: il tragitto casa-cliente è pagato?
Un tecnico di rete ha contestato la clausola aziendale ('franchigia') che escludeva dalla retribuzione il tempo di viaggio casa-primo cliente. La Corte di Cassazione ha confermato che tale spostamento, se effettuato con auto aziendale e sotto il controllo del datore tramite dispositivi, costituisce a tutti gli effetti tempo di lavoro e deve essere retribuito, in quanto il dipendente è a disposizione dell'azienda.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
Due tecnici hanno citato in giudizio la loro azienda, una società di telecomunicazioni, a causa di un accordo aziendale che escludeva dal calcolo della retribuzione i primi 30 minuti di tempo di viaggio giornaliero (sede-primo cliente e ultimo cliente-sede). La Corte di Cassazione ha confermato che tale tempo di viaggio costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e deve essere retribuito. Di conseguenza, ha dichiarato nulla la clausola della 'franchigia' non pagata. La Corte ha inoltre precisato che, una volta stabilito il diritto alla retribuzione, il giudice di merito ha il dovere di quantificare le somme dovute, anche in assenza di una prova dettagliata da parte del lavoratore per ogni singola giornata, rinviando il caso alla Corte d'Appello per la determinazione degli importi.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16675/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da tecnici itineranti per recarsi dalla sede aziendale al primo cliente e per tornare dall'ultimo cliente costituisce orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha dichiarato nulla la clausola di un accordo aziendale che prevedeva una franchigia non retribuita di 30 minuti, affermando che la norma imperativa prevale. Inoltre, ha chiarito che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, spetta al giudice quantificare le somme dovute, anche avvalendosi dei dati di geolocalizzazione dei mezzi aziendali, senza che l'onere della prova gravi interamente sul lavoratore.
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Coacervo successorio: carenza di interesse e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di coacervo successorio. A seguito di una correzione della sentenza di merito favorevole ai contribuenti, questi hanno perso interesse alla prosecuzione del giudizio, portando la Suprema Corte a chiudere il procedimento senza una decisione sul merito.
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Indennizzo assicurativo: come si calcola per auto?
Una società fa causa alla propria compagnia assicurativa per un indennizzo assicurativo ritenuto insufficiente a seguito di danni subiti da un veicolo aziendale. La compagnia, non presentatasi in giudizio, aveva liquidato solo una parte dei costi di riparazione. Il Tribunale di Monza, basandosi sulla perizia di un consulente tecnico e sulle clausole della polizza, ha condannato l'assicurazione a versare la differenza dovuta. La sentenza illustra il corretto metodo di calcolo, che include la deduzione dell'IVA parzialmente detraibile (per veicoli a uso promiscuo) e della franchigia contrattuale, sottraendo infine l'acconto già versato.
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Donazione con riserva di usufrutto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14891/2024, chiarisce la tassazione applicabile alla donazione con riserva di usufrutto a favore di un terzo, sottoposta a condizione sospensiva. La Corte stabilisce che, al momento della stipula, l'atto è soggetto a imposta di registro in misura fissa, indipendentemente dalla franchigia prevista per l'imposta sulle donazioni. Quest'ultima sarà dovuta solo al verificarsi della condizione sospensiva. La sentenza distingue nettamente l'imposta di registro, dovuta per il servizio di registrazione dell'atto, dall'imposta sulla donazione, che colpisce l'incremento patrimoniale.
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Aiuti di Stato de minimis: soglia o franchigia?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5122/2024, chiarisce la natura della regola sugli aiuti di Stato de minimis. Una società aveva artificialmente ridotto la base imponibile per beneficiare di un'agevolazione IRAP senza superare il tetto di 100.000 euro. La Corte ha stabilito che tale soglia non è una franchigia, ma un limite assoluto: se l'aiuto potenziale la supera, l'intera agevolazione è illegittima e deve essere recuperata, non solo la parte eccedente.
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Clausola risarcimento forma specifica non è vessatoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di una polizza assicurativa che prevede una franchigia elevata se l'assicurato si rivolge a una carrozzeria non convenzionata non è vessatoria. Tale pattuizione, infatti, non limita la responsabilità della compagnia, ma definisce l'oggetto del contratto, offrendo all'assicurato una scelta tra diverse modalità di liquidazione del danno. La sentenza chiarisce la natura della clausola risarcimento forma specifica, ritenendola una legittima modalità di definizione del rischio garantito.
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Assicurazione responsabilità civile: la polizza copre?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire i danni da infiltrazione causati dalla rottura di una condotta, si è vista negare la copertura dalla propria assicurazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene chiarendo i principi di interpretazione del contratto di assicurazione responsabilità civile. La Corte ha stabilito che la clausola di esclusione per 'infiltrazione' deve essere interpretata restrittivamente e non si applica ai danni a immobili causati da perdite d'acqua. La sentenza è stata cassata solo per la mancata applicazione della franchigia prevista in polizza.
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Coacervo donativo: Cassazione conferma il cumulo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14823/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che contestavano l'applicazione del 'coacervo donativo'. La Corte ha confermato che, ai fini del calcolo delle franchigie per l'imposta di donazione, è necessario sommare le donazioni precedenti a quella attuale. Questo principio resta valido nonostante l'abrogazione del 'coacervo successorio' (cumulo tra donazioni e patrimonio ereditario), poiché le due imposte hanno presupposti e finalità differenti.
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Coacervo successorio: No al cumulo con le donazioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza 11739/2025, ha ribadito che il principio del coacervo successorio, ovvero il cumulo del valore delle donazioni passate con quello dell'asse ereditario, deve considerarsi implicitamente abrogato. La controversia nasceva da un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva sommato le donazioni al patrimonio ereditario per calcolare l'imposta di successione, erodendo la franchigia. Durante il giudizio, l'Agenzia ha annullato l'atto, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte ha comunque analizzato il merito ai fini delle spese, confermando l'illegittimità del coacervo successorio nel regime fiscale attuale, caratterizzato da aliquote fisse e non più progressive.
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Dichiarazione sostitutiva: obbligatoria per rimborso IVA
Un gruppo societario ha richiesto un rimborso IVA tramite compensazione, omettendo di allegare la necessaria dichiarazione sostitutiva alla dichiarazione annuale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che la presentazione della dichiarazione sostitutiva non è una mera formalità sanabile a posteriori, ma un requisito sostanziale e costitutivo che deve avvenire contestualmente alla dichiarazione dei redditi per poter beneficiare del rimborso senza prestare garanzia.
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Contributo compensativo ICI: la Cassazione decide
In una disputa tra un Comune e due Ministeri, la Corte di Cassazione ha chiarito il metodo di calcolo del contributo compensativo ICI per la perdita di gettito da immobili di categoria D. La Corte ha stabilito che, sebbene le perdite pregresse si "consolidino" e vengano compensate automaticamente, un nuovo contributo per l'anno in corso spetta solo se la perdita aggiuntiva di quell'anno supera la soglia di legge (franchigia). La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
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Responsabilità Ente: caduta per gasolio e risarcimento
Un motociclista cita in giudizio un Comune per i danni subiti a causa di una caduta provocata da una macchia di gasolio sulla strada. Il Tribunale riconosce la responsabilità dell'Ente come custode della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c., ma la limita al 50% a causa del concorso di colpa del motociclista, che avrebbe dovuto notare la macchia. La richiesta di manleva del Comune verso la propria assicurazione viene respinta poiché il danno liquidato è inferiore alla franchigia di polizza.
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