LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Forza Maggiore

Pagina 16 di 24

468 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Restituzione nel termine: stress non è forza maggiore
Una donna chiede la restituzione nel termine per impugnare la revoca del lavoro di pubblica utilità, adducendo come forza maggiore lo stress psicologico derivante da un'interruzione di gravidanza. La Corte di Cassazione, pur annullando la decisione del primo giudice per incompetenza, dichiara la richiesta inammissibile. Stabilisce che lo stress soggettivo non costituisce forza maggiore se non si traduce in un impedimento assoluto, oggettivo e insuperabile, che precluda lo svolgimento di qualsiasi attività.
Continua »
Omesso versamento IVA: la crisi non è una scusa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2613/2023, ha confermato la condanna per il reato di omesso versamento IVA a carico di un imprenditore che aveva omesso di versare quasi 10 milioni di euro. La Corte ha stabilito che la crisi di liquidità aziendale, che aveva indotto l'imprenditore a pagare gli stipendi anziché le imposte, non costituisce una valida scusante. Tale scelta, infatti, è considerata una deliberata azione che conferma il dolo, poiché l'IVA incassata va accantonata per lo Stato e non usata per l'autofinanziamento, configurando un normale rischio d'impresa.
Continua »
Revoca confisca prevenzione: quando la prova è nuova?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la revoca di una confisca di prevenzione basato su prove preesistenti al giudicato. La sentenza chiarisce che tali prove possono essere ammesse solo se la loro mancata produzione durante il processo originario sia dipesa da una causa di forza maggiore, definita come un evento irresistibile e inevitabile. Nel caso di specie, la prova addotta (una donazione) era nota alla ricorrente e non è stata considerata nuova, rendendo la richiesta di revoca inammissibile.
Continua »
Restituzione in termini: sì se la cancelleria sbaglia
La Corte di Cassazione ha concesso la restituzione in termini a un difensore che aveva mancato il termine per l'impugnazione a causa di informazioni errate fornite dalla cancelleria del tribunale. La Corte ha qualificato l'errata comunicazione come 'causa di forza maggiore', a condizione che il legale dimostri di aver agito con la dovuta diligenza per ottenere i dati corretti, giustificando così la riapertura dei termini processuali.
Continua »
Prova nuova: Cassazione Sezioni Unite, revoca confisca
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione intervengono per definire il concetto di "prova nuova" ai fini della revoca di una confisca di prevenzione disposta prima del Codice Antimafia. La Corte sposa un'interpretazione restrittiva, stabilendo che la revoca non può basarsi su prove preesistenti che potevano essere prodotte durante il procedimento originario, a meno che non si dimostri un'impossibilità dovuta a forza maggiore. Nel caso di specie, la richiesta di revoca presentata dagli eredi di un soggetto destinatario della misura è stata respinta, rafforzando così la stabilità del giudicato di prevenzione.
Continua »
Omesso versamento IVA: crisi non scusa il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'omesso versamento IVA di oltre 1,2 milioni di euro. La sentenza stabilisce che una crisi di liquidità, anche se protratta nel tempo, non costituisce una scusante né integra la forza maggiore, poiché rientra nel normale rischio d'impresa. La scelta di pagare gli stipendi anziché i tributi non esclude il dolo richiesto per il reato.
Continua »
Illiquidità forza maggiore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che una semplice crisi di liquidità non è sufficiente a costituire causa di forza maggiore per giustificare il mancato versamento dei tributi. Nell'accogliere il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha chiarito che l'illiquidità forza maggiore richiede la prova di un evento imprevedibile e inevitabile, che annulla la volontà del contribuente, non essendo sufficiente la mera non imputabilità della crisi. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Agevolazioni prima casa: inquilino non è forza maggiore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'acquirente perde le agevolazioni prima casa se non trasferisce la residenza entro 18 mesi, anche se l'immobile è occupato da un inquilino. Tale circostanza, se nota al momento dell'acquisto, non costituisce forza maggiore perché l'ostacolo era prevedibile. La Corte ha cassato la sentenza precedente, rigettando il ricorso del contribuente e consolidando un principio chiave in materia fiscale.
Continua »
Restituzione nel termine: no se l’imputato si allontana
Un imputato, condannato per furto, chiede la restituzione nel termine per ricorrere in Cassazione, sostenendo di non aver avuto conoscenza del processo d'appello. La Corte dichiara l'istanza inammissibile. Poiché l'imputato era comparso alla prima udienza per poi assentarsi volontariamente, è stato correttamente considerato 'presente' ai sensi della normativa vigente all'epoca, escludendo così i presupposti per la restituzione nel termine.
Continua »
Confisca allargata: quando è possibile la revoca?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una richiesta di revoca di una confisca allargata basata su una presunta prova nuova. Sebbene la Corte ammetta in linea di principio il rimedio della revoca per le confische disposte in fase esecutiva, ha rigettato il ricorso. La prova addotta, un decreto penale preesistente, non è stata considerata 'nuova' poiché la sua mancata produzione precedente era colpevole e non dovuta a forza maggiore. Inoltre, il documento non è stato ritenuto decisivo per superare la presunzione di provenienza illecita dei beni.
Continua »
Omesso versamento IVA: crisi e dolo nella Cassazione
Un imprenditore, condannato in appello per omesso versamento IVA di oltre 500.000 euro, ha fatto ricorso in Cassazione adducendo la crisi di liquidità come causa di forza maggiore. La Suprema Corte ha rigettato la tesi difensiva, chiarendo che la scelta di pagare dipendenti e fornitori anziché il debito IVA rientra nel rischio d'impresa e non esclude il dolo. Tuttavia, constatando l'intervenuta prescrizione del reato, la Corte ha annullato la sentenza di condanna, mantenendo però la confisca diretta del profitto del reato.
Continua »
Danni da allagamento: ricorso inammissibile del conduttore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di tipografia contro la decisione che la riteneva responsabile per i danni da allagamento subiti da un macchinario. La Corte ha stabilito che la responsabilità ricade sul conduttore, il quale aveva la disponibilità di un dispositivo anti-allagamento ma non lo ha utilizzato. I motivi di ricorso, basati su una presunta errata valutazione dei fatti e delle prove, sono stati respinti in quanto non ammissibili nel giudizio di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme' dei giudizi di merito.
Continua »
Forza maggiore debiti tributari: quando è esclusa
Una società non ha versato le imposte dovute a causa di una crisi di liquidità provocata da sistematici ritardi nei pagamenti da parte del suo unico cliente, la Pubblica Amministrazione. La contribuente ha invocato la forza maggiore per i debiti tributari per giustificare l'inadempimento. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che i ritardi della P.A. costituiscono un rischio d'impresa prevedibile. Di conseguenza, la difficoltà finanziaria che ne deriva non esclude la responsabilità per il mancato pagamento di imposte e sanzioni.
Continua »
Rescissione del giudicato: quando è inammissibile
La Cassazione ha respinto la richiesta di rescissione del giudicato di un imputato condannato in assenza. Nonostante un vizio di notifica al difensore per l'udienza preliminare, la Corte ha ritenuto provata la conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato, che aveva ricevuto personalmente altri atti chiave e il cui nuovo legale era presente al dibattimento. La mancata impugnazione non è stata considerata causa di forza maggiore.
Continua »
Restituzione nel termine: 30 giorni per il decreto penale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di rigetto di un'istanza di restituzione nel termine. Un imputato non aveva opposto un decreto penale di condanna perché la notifica era stata ritirata in ritardo da sua sorella. Il GIP aveva erroneamente applicato il termine di 10 giorni e richiesto la prova del caso fortuito. La Cassazione ha corretto, stabilendo che per il decreto penale il termine corretto per la restituzione nel termine è di 30 giorni e che è sufficiente la mancata conoscenza incolpevole dell'atto, senza necessità di dimostrare la forza maggiore.
Continua »
Restituzione in termini: l’errore dell’avvocato non scusa
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di restituzione in termini per impugnare una sentenza di condanna. La difesa adduceva un errore della cancelleria nel registrare la nomina del nuovo avvocato, ma la Corte ha stabilito che tale disservizio non costituisce forza maggiore. Secondo i giudici, l'avvocato, a conoscenza della sentenza e dell'imminente scadenza, avrebbe dovuto agire con maggiore diligenza per superare l'ostacolo, invece di rimanere inerte. La mancata impugnazione è stata quindi attribuita a una carenza di diligenza professionale e non a un impedimento insormontabile.
Continua »
Revoca confisca di prevenzione: no a prove preesistenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due sorelle che chiedevano la revoca di una confisca di prevenzione su una società, presentando documenti preesistenti ma non prodotti nel processo originario. La Corte ha stabilito che per la revoca confisca di prevenzione disposta sotto la vigenza della legge del 1956, le prove preesistenti sono inammissibili se non si dimostra una causa di forza maggiore che ne abbia impedito la produzione tempestiva.
Continua »
Revoca confisca di prevenzione: le nuove prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due sorelle che chiedevano la revoca della confisca di prevenzione sui loro beni. La Corte ha stabilito che, per ottenere la revoca, non è sufficiente presentare documenti preesistenti ma non prodotti nel processo originario. È necessario dimostrare che l'omessa produzione sia dipesa da una causa di forza maggiore, un impedimento assoluto e non da una semplice difficoltà nel reperire la documentazione. La sentenza conferma un orientamento rigoroso sulla nozione di 'prova nuova' in materia di revoca confisca di prevenzione.
Continua »
Forza maggiore fiscale: la crisi non è una scusa
Una società energetica, a causa di una crisi di liquidità dovuta a ritardi nei pagamenti da parte di enti pubblici, ometteva di versare le accise. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che tale situazione non costituisce forza maggiore fiscale. Secondo la Corte, la difficoltà finanziaria è un rischio d'impresa prevedibile e il contribuente ha l'onere di adottare tutte le misure idonee a prevenire l'inadempimento, non potendo invocare la crisi come scusante per evitare le sanzioni.
Continua »
Omesso esame fatto decisivo: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per omesso esame di un fatto decisivo. Il caso riguarda una società che ha pagato in ritardo la prima rata di un debito fiscale a causa di una crisi di liquidità e del ritardo dell'Agenzia delle Entrate nel definire un'istanza di sgravio. La Corte d'Appello aveva considerato solo la crisi di liquidità, ritenendola insufficiente a costituire forza maggiore. La Cassazione ha stabilito che anche il ritardo dell'ente impositore era un fatto decisivo e discusso tra le parti, la cui mancata valutazione ha viziato la sentenza, che è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »