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Fondo Patrimoniale

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319 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un fondo patrimoniale costituito da due coniugi fideiussori poco dopo la notifica di risoluzione di un contratto di mutuo. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: primo, il fideiussore che riveste cariche societarie non può essere qualificato come 'consumatore' ai fini della competenza territoriale. Secondo, la consapevolezza di arrecare un danno ai creditori (scientia damni), presupposto dell'azione revocatoria fondo patrimoniale, può essere provata anche tramite presunzioni, come la stretta vicinanza temporale tra la richiesta di pagamento del debito e la costituzione del fondo stesso.
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Azione revocatoria: creditore può agire dopo fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione revocatoria avviata da un creditore individuale rimane valida anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore. La legittimazione del creditore coesiste con quella del curatore fallimentare, finché quest'ultimo non subentra nell'azione. Inoltre, la pendenza di una querela di falso sulla garanzia a fondamento del credito non comporta la sospensione necessaria del giudizio revocatorio, se il titolo di credito è divenuto definitivo.
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Onere della prova e procura estera: la Cassazione
Una società estera agisce in revocatoria contro un fondo patrimoniale. Il debitore contesta la validità della procura della società e le prove prodotte. La Cassazione, nel dichiarare il ricorso inammissibile, chiarisce i principi sull'onere della prova in materia di rappresentanza societaria estera e sulla sufficienza della nota di trascrizione, ribadendo l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Fondo patrimoniale revocatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza che dichiarava inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale nei confronti dei creditori di una società fallita. La decisione chiarisce che per una azione di fondo patrimoniale revocatoria è sufficiente un credito anche solo litigioso, non ancora accertato con sentenza definitiva. Inoltre, ha ribadito che l'azione deve essere promossa contro entrambi i coniugi, in quanto litisconsorti necessari, anche se il debito appartiene a uno solo di essi.
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Rinuncia al ricorso Cassazione: niente raddoppio
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. Il caso riguardava l'inefficacia di un fondo patrimoniale. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso Cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere interpretata estensivamente.
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Azione revocatoria: fondo patrimoniale e donazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia, tramite azione revocatoria, della costituzione di un fondo patrimoniale e di una donazione immobiliare posti in essere da due fideiussori. La Corte ha stabilito che tali atti, rendendo più difficile il recupero del credito, integrano il requisito del pregiudizio ('eventus damni'), anche se il credito garantito è oggetto di contestazione in altra sede e l'immobile donato è gravato da ipoteca. È stata inoltre confermata la sufficienza della mera consapevolezza del danno ('scientia damni') da parte dei fideiussori, senza necessità di provare un'intenzione dolosa preordinata.
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Violazione del contraddittorio: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che dichiarava inefficace un fondo patrimoniale. La decisione è stata motivata da una grave violazione del contraddittorio: la mancata comunicazione a un difensore dell'udienza di precisazione delle conclusioni. La Corte ha ribadito che tale vizio procedurale comporta la nullità della sentenza senza che la parte debba dimostrare un pregiudizio specifico, poiché il danno è insito nella lesione del diritto di difesa.
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Simulazione fondo patrimoniale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra la costituzione di un fondo patrimoniale e la sua presunta simulazione. In un caso riguardante un creditore che agiva contro un debitore, la Corte ha stabilito che se i coniugi intendono effettivamente creare un vincolo di destinazione sui beni per i bisogni della famiglia, non si può parlare di simulazione fondo patrimoniale. L'atto è reale e voluto. Lo strumento corretto per il creditore che si ritiene danneggiato è l'azione revocatoria, non quella di simulazione.
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Ricorso inammissibile: i limiti del riesame in merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori avverso la sentenza che aveva reso inefficaci i loro fondi patrimoniali. La Corte ha stabilito che un ricorso inammissibile si verifica quando non rispetta i requisiti formali, come l'indicazione precisa degli atti e documenti a sostegno, e quando chiede un riesame dei fatti, precluso in sede di legittimità.
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Ipoteca su fondo patrimoniale: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di un'iscrizione di ipoteca su un bene facente parte di un fondo patrimoniale, a garanzia di debiti tributari. La Corte ha stabilito che tale ipoteca è ammissibile e che spetta al debitore dimostrare non solo che il debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni familiari, ma anche che l'ente creditore ne era a conoscenza. Annullando la precedente decisione di merito, la sentenza sottolinea che l'iscrizione ipotecaria è un atto cautelare e non esecutivo, e che la sua validità dipende da una prova rigorosa fornita dal contribuente.
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Fondo patrimoniale: quando è pignorabile per debiti?
Una contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria su beni conferiti in un fondo patrimoniale, sostenendo che i debiti fiscali derivassero da un'attività imprenditoriale estranea ai bisogni familiari. Sebbene la causa si sia estinta per avvenuto pagamento del debito, la Corte di Cassazione, decidendo sulle spese legali secondo il principio della soccombenza virtuale, ha chiarito che l'appello della contribuente sarebbe stato respinto. La Corte ha ribadito che spetta al debitore dimostrare non solo che il debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia, ma anche che il creditore ne era a conoscenza. Il solo collegamento del debito con un'attività d'impresa non è sufficiente a soddisfare tale onere della prova.
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Azione revocatoria: credito inesistente e rigetto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da una società creditrice contro una coppia che aveva costituito un fondo patrimoniale. Durante il giudizio di legittimità, è emerso che il credito a fondamento dell'azione era stato dichiarato inesistente con una sentenza passata in giudicato in un altro procedimento. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rigettato la domanda originaria, stabilendo che la titolarità del credito è una condizione che deve persistere per tutta la durata del processo. Venendo meno il credito, viene meno anche l'interesse del creditore e la sua legittimazione ad agire.
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Confisca e fondo patrimoniale: il ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una terza interessata contro la confisca di un impianto industriale. L'inclusione del bene in un fondo patrimoniale, chiarisce la Corte, non trasferisce la proprietà e non conferisce la legittimazione a chiederne la restituzione, specialmente quando il bene risulta appartenere a una società. La sentenza solleva anche dubbi sulla buona fede della ricorrente, avendo costituito il fondo dopo l'inizio delle indagini.
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Iscrizione ipotecaria: no termine di 180 giorni
Una contribuente ha contestato una comunicazione di iscrizione ipotecaria derivante da un accertamento fiscale. Sosteneva che l'atto fosse inefficace per decorso del termine e che l'immobile, inserito in un fondo patrimoniale, non potesse essere aggredito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare alternativa all'esecuzione forzata e, pertanto, non è soggetta al termine di 180 giorni previsto per l'intimazione di pagamento. Inoltre, ha ribadito che spetta al debitore dimostrare l'estraneità del debito ai bisogni familiari per impedire l'ipoteca sul fondo.
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Fondo patrimoniale e fallimento: la tutela del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto strumento processuale per tutelare un bene conferito in un fondo patrimoniale dall'illegittima apprensione in una procedura fallimentare. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, che avevano ritenuto inammissibile l'azione per mancata proposizione del reclamo endofallimentare, la Suprema Corte ha chiarito che quando viene leso un diritto soggettivo di un terzo estraneo alla procedura, il rimedio corretto è l'azione ordinaria. La mancata proposizione del reclamo non preclude quindi la possibilità di difendere la proprietà del bene.
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Notifica PEC indirizzo non ufficiale: quando è valida
Una contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria sostenendo la nullità della comunicazione, ricevuta tramite una notifica PEC da indirizzo non ufficiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica è valida se il mittente è chiaramente identificabile e se il destinatario non dimostra un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa. La Corte ha inoltre confermato che l'onere di provare l'estraneità del debito ai bisogni familiari, in caso di fondo patrimoniale, spetta al debitore.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9355/2025, ha rigettato il ricorso di una coppia che aveva costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i propri beni alla garanzia dei creditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria fondo patrimoniale è esperibile anche per atti anteriori al sorgere del credito, a condizione che sia provata la 'dolosa preordinazione' del debitore. Inoltre, ha stabilito che la mancata annotazione del fondo a margine dell'atto di matrimonio non impedisce al creditore di agire, in quanto tale pubblicità serve a rendere l'atto opponibile ai terzi, ma non è un presupposto dell'azione revocatoria.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: le conseguenze
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia delle parti appellanti, accettata dai creditori, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio sorto per l'inefficacia di un fondo patrimoniale. È stato inoltre stabilito che in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Azione revocatoria: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un acquirente contro una sentenza che aveva accolto l'azione revocatoria promossa da un creditore. Il creditore aveva ottenuto la dichiarazione di inefficacia della vendita di un immobile, poiché l'operazione pregiudicava le sue ragioni. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, ribadendo che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio sul merito della controversia.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo ammissibile l'azione revocatoria contro la costituzione di fondi patrimoniali da parte di alcuni fideiussori. La Corte ha stabilito che, per l'esercizio dell'azione revocatoria fondo patrimoniale, non è necessaria la prova dell'opponibilità dell'atto ai creditori, essendo sufficiente il pericolo di danno (eventus damni) derivante dalla maggiore difficoltà nel soddisfare il credito. Inoltre, è stata negata la qualifica di consumatori ai fideiussori che avevano stretti legami funzionali con la società debitrice.
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