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Fondo Patrimoniale

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319 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fondo patrimoniale e debiti d’impresa: la Cassazione
Un imprenditore contesta un'ipoteca iscritta su beni inseriti in un fondo patrimoniale a garanzia di un debito aziendale. A seguito di decisioni contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rileva un conflitto nella propria giurisprudenza sull'onere della prova. La questione cruciale, relativa alla pignorabilità del fondo patrimoniale, è stata rinviata a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un fondo patrimoniale verso i creditori. Decisiva la consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio (scientia damni), data la sua posizione di garante e socio illimitatamente responsabile. Il ricorso dei debitori è stato respinto per genericità, chiarendo i requisiti dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale.
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Litisconsorzio necessario: fondo patrimoniale e fallito
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un'azione revocatoria contro un fondo patrimoniale. La Corte ha stabilito che, in tali cause, vige un litisconsorzio necessario tra i coniugi. Anche se uno dei coniugi è dichiarato fallito, non perde la legittimazione processuale, poiché il fondo patrimoniale costituisce un patrimonio separato. La mancata partecipazione del coniuge fallito al giudizio di appello ha quindi causato la nullità della sentenza per violazione del contraddittorio.
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Iscrizione ipotecaria su fondo patrimoniale: la Cass.
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria su un immobile inserito in un fondo patrimoniale per debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9817/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare, non un atto esecutivo, e quindi legittima anche su beni del fondo. Spetta al debitore dimostrare che il creditore conosceva l'estraneità del debito ai bisogni della famiglia, un onere che il contribuente non ha soddisfatto.
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Fondo patrimoniale: pignorabilità per debiti d’impresa
Un debitore ha contestato un pignoramento immobiliare, sostenendo la protezione del bene in quanto parte di un fondo patrimoniale. Il debito derivava da una fideiussione per un'impresa di famiglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'onere della prova spetta al debitore e ribadendo una nozione ampia di 'bisogni familiari', che include le attività finalizzate a produrre reddito. Di conseguenza, i beni del fondo patrimoniale sono pignorabili per debiti d'impresa se non contratti per scopi puramente speculativi. La Corte ha inoltre chiarito che il creditore può agire contro il garante senza prima escutere i beni ipotecati del debitore principale.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'azione revocatoria fondo patrimoniale. La sentenza conferma che la valutazione sulla sufficienza del patrimonio residuo del debitore è un giudizio di fatto non sindacabile in sede di legittimità e che l'eccezione di nullità della fideiussione per violazione di norme antitrust non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione se non sono stati allegati i fatti costitutivi nei gradi di merito.
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Azione revocatoria: la prova della scientia damni
Un ente comunale ha intentato un'azione revocatoria per diversi atti di disposizione patrimoniale compiuti da un suo debitore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che, per gli atti successivi al sorgere del credito, il creditore deve dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente (scientia damni) del pregiudizio arrecato. La Corte ha precisato che la valutazione di tale consapevolezza, se adeguatamente motivata dai giudici di merito, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Cessione crediti: Gazzetta Ufficiale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una cessione crediti in blocco, la società acquirente deve provare la titolarità dello specifico credito contestato. La sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente se il debitore solleva un'eccezione. La Corte ha cassato la sentenza di merito che non aveva verificato adeguatamente tale prova, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Due coniugi avevano proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di revocatoria. Prima dell'udienza, hanno presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza condanna alle spese, poiché la banca resistente non si era costituita nel procedimento.
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Notifica appello PEC: sanabile il vizio di forma
Una coppia impugna una sentenza che ha dichiarato inefficace il loro fondo patrimoniale. La Corte d'Appello dichiara l'appello improcedibile per un vizio nella notifica appello PEC. La Cassazione annulla la decisione, affermando che il mancato deposito delle ricevute telematiche è un vizio di forma sanabile, non un'improcedibilità, se la controparte si costituisce in giudizio, sanando il difetto.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8644/2024, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva costituito un fondo patrimoniale poco prima di avviare una causa, il cui esito sfavorevole ha poi generato il debito. La Corte ha confermato la decisione d'appello che aveva accolto l'azione revocatoria dei creditori, ritenendo che l'intento fraudolento (consilium fraudis) potesse essere legittimamente presunto dalla stretta vicinanza temporale tra la costituzione del fondo e l'inizio del contenzioso. L'onere di dimostrare la sufficienza del patrimonio residuo spettava al debitore, prova che non è stata fornita.
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Ricorso inammissibile: requisiti di forma e sostanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione sottolinea la violazione dei requisiti formali, in particolare la mancata esposizione sommaria dei fatti e il mancato rispetto del principio di autosufficienza, impedendo alla Corte di esaminare il merito della questione.
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Azione revocatoria: interesse ad agire e fondo
Una coppia aveva costituito un fondo patrimoniale con beni già sotto sequestro da parte di un ente ministeriale. L'ente ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace tale costituzione. Le corti di merito hanno dato ragione all'ente. La coppia ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'interesse del creditore fosse venuto meno, dato che i beni erano stati nel frattempo venduti all'asta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'azione revocatoria serve a preservare la garanzia del creditore e l'interesse a procedere persiste indipendentemente dalle procedure esecutive parallele, per assicurare al creditore la possibilità di rivalersi sul ricavato.
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Azione revocatoria: solvibilità coobbligati irrilevante
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8542/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria. Anche se esistono altri debitori solidali solvibili, l'atto con cui uno di essi diminuisce la propria garanzia patrimoniale, ad esempio costituendo un fondo patrimoniale, può essere revocato. La valutazione del danno per il creditore (eventus damni) va fatta esclusivamente sul patrimonio del debitore che ha compiuto l'atto, senza considerare la capacità economica degli altri coobbligati.
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Fondo patrimoniale: Ipoteca per debiti fiscali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'iscrizione di ipoteca da parte dell'Agenzia delle Entrate su beni inclusi in un fondo patrimoniale. La Corte ha stabilito che l'ipoteca è legittima a meno che il debitore non riesca a provare che il debito tributario sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia e, inoltre, che l'ente creditore fosse a conoscenza di tale estraneità. Viene così ribaltata la decisione di merito che aveva presunto la natura extra-familiare dei debiti derivanti da attività d'impresa, riaffermando che l'onere della prova grava interamente sul contribuente.
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Scioglimento fondo patrimoniale: la Cassazione decide
Un creditore contesta un atto con cui due genitori trasferiscono ai figli la nuda proprietà di immobili, precedentemente vincolati in un fondo patrimoniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8190/2024, ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello era contraddittoria. Un atto dichiarato nullo per simulazione non può produrre alcun effetto giuridico, compreso lo scioglimento del fondo patrimoniale. Pertanto, la Corte ha annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando l'impossibilità di uno scioglimento implicito del fondo tramite un negozio fittizio.
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Fondo patrimoniale: inefficace se lede il creditore
La Cassazione conferma l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito in danno dei creditori. Rigettate le eccezioni sulla successione nel credito, sull'abuso del processo e sulla nullità della fideiussione per clausole ABI. L'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare la garanzia patrimoniale del creditore.
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Ricorso inammissibile per vizi formali
Una ex dipendente, condannata per aver sottratto fondi al suo datore di lavoro, ha visto il suo appello in Cassazione dichiarato come ricorso inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che l'atto mancava dei requisiti formali essenziali, come una chiara esposizione dei fatti e il rispetto del principio di autosufficienza, confermando così la decisione dei giudici di merito che avevano reso inefficace un fondo patrimoniale costituito dalla donna.
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Fondo Patrimoniale: non sempre è uno scudo dai debiti
La Corte d'Appello di Ancona ha esaminato un caso di opposizione a pignoramento immobiliare da parte di due coniugi che avevano costituito un fondo patrimoniale. La Corte ha rigettato l'appello, confermando che il fondo patrimoniale non è opponibile ai creditori che avevano iscritto ipoteca sui beni prima della sua costituzione. Inoltre, ha dichiarato validi i contratti di mutuo contestati, escludendo profili di nullità per indeterminatezza del tasso o per l'applicazione del piano di ammortamento 'alla francese', e ha negato la presenza di usura.
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Azione revocatoria: il credito non deve essere certo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4709/2024, si è occupata di un caso di azione revocatoria promossa da creditori contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte del loro debitore. I giudici di merito avevano accolto la domanda, ribadendo che per l'azione revocatoria non è necessario un credito certo e determinato, ma è sufficiente una ragione di credito non manifestamente infondata. La Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito, ma ha disposto il rinvio della causa per acquisire una sentenza, passata in giudicato, emessa in un procedimento connesso, al fine di valutarne gli effetti sul giudizio in corso.
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