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Fondo Patrimoniale

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319 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte d'Appello di Firenze ha accolto un'azione revocatoria contro un fondo patrimoniale costituito da un professionista due anni dopo aver causato un grave infortunio sul lavoro. A differenza del giudice di primo grado, la Corte ha ritenuto provata la 'scientia damni', ovvero la consapevolezza del debitore di ledere le ragioni del creditore. Secondo la sentenza, la gravità dell'incidente era tale da rendere il responsabile immediatamente consapevole della sua futura obbligazione risarcitoria, giustificando l'inefficacia dell'atto dispositivo. L'azione revocatoria del fondo patrimoniale è stata quindi ritenuta fondata.
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Fondo patrimoniale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due coniugi contro la revoca del loro fondo patrimoniale. Il ricorso contestava la legittimazione delle banche creditrici a causa di una fusione non iscritta e di vizi nella procura legale. La Corte ha respinto i motivi, sottolineando la conoscenza effettiva della fusione da parte dei ricorrenti e la possibilità di sanare i vizi di rappresentanza, confermando così la decisione dei giudici di merito sulla revocabilità del fondo patrimoniale.
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Azione revocatoria e fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria intentata da un creditore contro un fondo patrimoniale costituito da due coniugi. I debitori sostenevano che il fondo, creato per le necessità familiari, non potesse essere attaccato e che uno dei coniugi non fosse legittimato passivo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che l'azione revocatoria è esperibile. Ha chiarito che anche il coniuge non proprietario dei beni è parte necessaria del giudizio e che il fondo non può essere usato come scudo per pregiudicare i diritti dei creditori, essendo sufficiente la consapevolezza del danno e non necessario il dolo specifico.
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Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un'azione revocatoria su un fondo patrimoniale costituito da un debitore durante un contenzioso. Secondo l'ordinanza, per agire in revocatoria è sufficiente una semplice "ragione o aspettativa di credito", non essendo necessario un credito già accertato, liquido ed esigibile. La consapevolezza del potenziale pregiudizio per il creditore (scientia damni) è sufficiente a giustificare l'inefficacia dell'atto dispositivo, anche se il debitore è convinto delle proprie ragioni nel merito della causa.
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Litisconsorzio necessario: moglie parte del fondo
Una creditrice agisce in revocatoria contro un padre per un immobile trasferito al figlio. L'immobile proveniva da un fondo patrimoniale costituito con la moglie. La Cassazione annulla tutto: la moglie è litisconsorzio necessario e doveva essere inclusa nel processo sin dall'inizio, poiché la sua volontà è stata determinante per l'atto di disposizione.
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Fondo patrimoniale: quando può essere revocato?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso riguardante l'azione revocatoria contro un fondo patrimoniale. La controversia nasce da una richiesta di restituzione di ingenti somme per investimenti finanziari non andati a buon fine. Il debitore aveva costituito un fondo patrimoniale con la coniuge prima dell'insorgere formale del debito. La Corte ha rigettato il ricorso del debitore, confermando che l'azione revocatoria può colpire anche atti anteriori al sorgere del credito se vi è una dolosa preordinazione. Inoltre, ha ribadito che la nullità dei contratti di investimento è una 'nullità di protezione' che può essere fatta valere solo dal cliente e non dal promotore per sottrarsi ai propri obblighi.
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Azione revocatoria e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10527/2025, ha rigettato il ricorso di due fideiussori contro l'azione revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si concentra sul rapporto tra l'azione revocatoria e il giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La Corte ha stabilito che il giudicato impedisce di ridiscutere l'esistenza del credito, ma ha anche chiarito che la parte ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza per far valere un giudicato esterno che estingua il debito. L'appello è stato quindi respinto per inammissibilità e infondatezza.
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Azione revocatoria: fondo patrimoniale inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due debitori contro la sentenza che aveva reso inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale. La Corte ha ribadito che l'azione revocatoria può essere esperita anche a tutela di un credito litigioso, non ancora accertato con sentenza definitiva. Per gli atti a titolo gratuito come il fondo patrimoniale, è sufficiente la conoscenza del debitore del potenziale pregiudizio alle ragioni del creditore, senza necessità di provare l'intento fraudolento.
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Azione revocatoria: senza credito la domanda è respinta
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, rigettando l'azione revocatoria promossa da una banca. La decisione si fonda sul principio che, se il credito a tutela del quale l'azione è stata intentata viene dichiarato inesistente con una sentenza passata in giudicato in un altro procedimento, viene a mancare il presupposto fondamentale dell'azione stessa. Di conseguenza, gli atti di disposizione patrimoniale del presunto debitore restano validi ed efficaci.
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Azione revocatoria: cessione del credito e danno
Due garanti costituiscono un fondo patrimoniale. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria. Successivamente, il credito viene ceduto. Sorge la questione se l'azione revocatoria si trasferisca al nuovo creditore. La Corte di Cassazione, vista la rilevanza del quesito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a pubblica udienza per un esame approfondito, senza decidere nel merito.
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Interpretazione testamento: coesistenza e revoca tacita
La Corte di Cassazione affronta un complesso caso di interpretazione testamento, esaminando la compatibilità tra un legato di usufrutto e la successiva costituzione di un fondo patrimoniale. L'ordinanza stabilisce che, in assenza di un'incompatibilità assoluta, le disposizioni successive non comportano una revoca tacita delle precedenti, in applicazione del principio di conservazione della volontà del testatore. La Corte rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito e chiarendo principi su onere della prova e godimento esclusivo di beni comuni.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
Una coppia si oppone a una decisione che rendeva inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale a tutela dei creditori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, sottolineando la violazione del principio di autosufficienza, poiché le argomentazioni non erano supportate da riferimenti specifici e documenti allegati, rendendo impossibile per la Corte valutarne il merito.
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Prescrizione azione revocatoria: la decisione dei giudici
Una società finanziaria, successore di una banca intervenuta in un giudizio, ha visto respingere il proprio ricorso dalla Corte di Cassazione. Il caso riguardava la prescrizione dell'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale. La Corte ha confermato che il termine quinquennale era scaduto prima dell'intervento della banca originaria, dichiarando inammissibili le nuove questioni di diritto sollevate per la prima volta in sede di legittimità. La decisione sottolinea il rigore dei termini processuali e l'importanza di sollevare tempestivamente le eccezioni.
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Azione revocatoria amministratore: la Cassazione decide
Una ex amministratrice di società trasferisce i propri beni immobili in un fondo patrimoniale. La società, successivamente fallita, agisce con un'azione revocatoria, sostenendo di avere un credito nei suoi confronti per distrazione di fondi. La Corte di Cassazione conferma la revoca dell'atto, stabilendo che per l'azione è sufficiente un credito anche solo potenziale o litigioso. Viene inoltre affermata la piena responsabilità dell'amministratore di diritto, anche se agisce come mero prestanome, dichiarando inammissibile il suo ricorso.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di specificità dei motivi di ricorso, poiché gli appellanti non hanno adeguatamente argomentato le presunte violazioni di legge, rendendo l'impugnazione generica e non scrutinabile nel merito.
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Responsabilità notaio: non è danno pagare un debito
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio per i danni richiesti da due coniugi. I clienti avevano transatto un debito preesistente per evitare l'espropriazione di beni che il professionista aveva omesso di proteggere con la corretta annotazione di un fondo patrimoniale. Secondo la Corte, il pagamento di un debito proprio non costituisce un danno risarcibile, ma un atto dovuto, interrompendo così il nesso causale con l'errore del notaio.
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Fondo patrimoniale: debiti d’impresa e onere prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'esecuzione immobiliare su beni conferiti in un fondo patrimoniale. Il debitore sosteneva che i debiti, derivanti dalla sua attività d'impresa, fossero estranei ai bisogni della famiglia. La Corte ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio secondo cui spetta al debitore l'onere di provare non solo che l'obbligazione sia stata contratta per scopi non inerenti alle necessità familiari, ma anche che il creditore ne fosse a conoscenza. La nozione di 'bisogni della famiglia' è stata interpretata in senso ampio, includendo anche le iniziative volte al potenziamento della capacità economica del nucleo familiare, escludendo solo quelle puramente speculative.
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Prescrizione crediti tributari: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fatto chiarezza sulla prescrizione dei crediti tributari, distinguendo tra il termine decennale per tributi erariali come l'IRAP e quello quinquennale per i diritti camerali. La Corte ha inoltre ribadito la giurisdizione delle commissioni tributarie per i contributi al Servizio Sanitario Nazionale e ha precisato che spetta al debitore dimostrare l'estraneità del debito fiscale ai bisogni della famiglia per proteggere i beni inseriti in un fondo patrimoniale.
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Revocatoria fondo patrimoniale: quando è inefficace?
Una società creditrice ottiene la revocatoria di un fondo patrimoniale costituito da un garante e sua moglie. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei coniugi, confermando che per la revocatoria fondo patrimoniale è sufficiente che l'atto renda più incerta la riscossione del credito (eventus damni) e che la consapevolezza del danno (scientia damni) può essere presunta da elementi oggettivi, come la tempistica dell'atto dispositivo.
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Confisca fondo patrimoniale: prevale l’interesse pubblico
Un soggetto condannato per reati fiscali ha contestato la confisca della sua quota di un immobile inserito in un fondo patrimoniale, sostenendone l'impignorabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'interesse pubblico alla base della confisca fondo patrimoniale prevale sulla tutela civilistica del fondo, distinguendo nettamente la misura penale dal pignoramento civile.
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