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Fondo Integrativo

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Forma di previdenza complementare, aggiuntiva a quella obbligatoria, destinata a integrare le prestazioni pensionistiche per specifiche categorie di lavoratori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Previdenza integrativa: negata la vecchia polizza ai neoassunti
Tre dipendenti di un ente pubblico di ricerca chiedevano l'attivazione di una polizza assicurativa aziendale prevista da una vecchia delibera del 1963. L'ente si opponeva, sostenendo che tale beneficio costituisse una forma di previdenza integrativa, soppressa per legge per i neoassunti a partire dal 1° ottobre 1999. La Corte d'Appello accoglieva la domanda dei lavoratori, ritenendola un semplice beneficio accessorio. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici di legittimità hanno chiarito che la polizza ha natura di previdenza integrativa e, pertanto, non può essere riconosciuta a chi è stato assunto dopo la soppressione dei vecchi fondi integrativi disposta dalla legge nel 1999.
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Contribuzione volontaria: ritardo di 4 giorni non fa perdere la pensione
Un pensionato ha pagato una rata della contribuzione volontaria al Fondo integrativo del personale del gas con quattro giorni di ritardo. L'ente previdenziale ha dichiarato la decadenza del pensionato dal diritto di proseguire i versamenti integrativi. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno accolto il ricorso del pensionato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che il ritardo nel pagamento esclude solo la copertura assicurativa del trimestre di riferimento, ma non comporta la perdita del diritto a proseguire la contribuzione volontaria né la decadenza dal trattamento pensionistico integrativo.
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Prescrizione pensione integrativa: Ente condannato, vince l’ex dipendente
Una ex dipendente ha chiesto il ricalcolo della sua pensione integrativa. L'Ente previdenziale, suo ex datore di lavoro, si è opposto sostenendo che il diritto fosse scaduto, invocando la prescrizione di cinque anni tipica dei crediti di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. Ha stabilito che la prestazione ha natura previdenziale e non retributiva. Di conseguenza, la prescrizione della pensione integrativa è quella ordinaria di dieci anni. La Corte ha quindi dato ragione alla lavoratrice, confermando il suo diritto al ricalcolo e condannando l'Ente a pagare le spese legali.
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Obbligo contributivo società in house: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5229/2025, ha stabilito che una società 'in house', interamente partecipata da un ente pubblico e operante nel settore della distribuzione del gas, non è esonerata dall'obbligo contributivo verso un fondo integrativo gestito dall'Istituto Previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso della società, affermando che la sua natura giuridica di società per azioni e l'operare in un regime di concorrenza la equiparano a un'azienda privata ai fini degli obblighi previdenziali, indipendentemente dalla proprietà pubblica del capitale. La scelta di operare tramite uno strumento di diritto privato comporta l'accettazione di tutte le regole relative, inclusi gli oneri contributivi, per non alterare la concorrenza sul mercato.
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Contributi integrativi: stop ai pagamenti e diritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che negava il calcolo dei contributi integrativi a un lavoratore del settore gas a causa di una temporanea interruzione dei versamenti. La Corte ha stabilito che una singola interruzione non costituisce una rinuncia al diritto, specialmente quando il lavoratore aveva già maturato i requisiti per la pensione in regime di salvaguardia. Il ricorso dell'ente è stato giudicato generico e non in grado di contestare le precise motivazioni della corte d'appello.
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