LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fondo Dominante

Pagina 2 di 6

120 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione della servitù di passaggio tra vicini e opere visibili
La proprietaria di un immobile cita in giudizio i vicini confinanti per ottenere il riconoscimento dell'usucapione della servitù di passaggio su corridoio, cortile e scale, oltre alla tutela di tubature fognarie e idriche. I giudici di merito respingono le richieste: il transito serviva solo per comodità personale e non per un'utilità oggettiva dell'immobile, mentre gli impianti fognari e idrici erano interrati o posti su proprietà esclusiva. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della proprietaria. La Suprema Corte stabilisce che l'usucapione richiede opere visibili e un reale asservimento tra fondi, vietando ogni rivalutazione dei fatti già accertati dai giudici territoriali.
Continua »
Muro sul confine e servitù di passaggio: obbligo di demolizione
Una società commerciale ha citato in giudizio la società confinante per veder riconosciuta una servitù di passaggio pedonale e carrabile gravante sul terreno di quest'ultima. La convenuta aveva sbarrato l'accesso erigendo un muro e posando una rete metallica, sostenendo la facoltà di recintare il proprio fondo e contestando la validità degli accordi storici risalenti al 1956 e confermati nel 2009. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda dell'attrice, ordinando la demolizione del muretto e la rimozione della recinzione. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente le pronunce precedenti, rigettando il ricorso della proprietaria del fondo servente e condannandola alle spese. La servitù costituita per titolo e confermata per iscritto prevale sul diritto di recinzione se le opere impediscono concretamente il transito pattuito.
Continua »
Servitù coattiva di passaggio: via libera ai tir sul fondo vicino
Due società titolari di capannoni industriali hanno chiesto al tribunale una servitù coattiva di passaggio sui terreni confinanti per consentire il transito di camion e mezzi pesanti. La strada comunale esistente era infatti troppo stretta e inidonea a garantire l'accesso industriale. I proprietari vicini si sono opposti, sostenendo l'incompatibilità urbanistica dei terreni e la mancanza di autorizzazioni edilizie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei vicini, confermando la costituzione del passaggio forzoso. La legge ammette la servitù anche per fondi non del tutto isolati quando serve a soddisfare concrete esigenze industriali e un più intenso sfruttamento economico dell'area. I proprietari dei terreni confinanti hanno perso definitivamente la causa e devono sopportare il passaggio dietro un'indennità economica.
Continua »
Bloccano la servitù di passaggio: la Cassazione li condanna
Una società ottiene in giudizio l'accertamento di una servitù di passaggio costituita con regolare atto trascritto nel 1994 a carico di un terreno confinante. Il proprietario del terreno servente e la società acquirente successiva ostacolano il transito, sostenendo che la clausola contrattuale sia generica, temporanea e priva di utilità attuale. I giudici di merito ordinano la rimozione di ogni ostacolo all'esercizio del passaggio. I proprietari del terreno servente impugnano la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I Supremi Giudici dichiarano il ricorso inammissibile a causa della formulazione confusa e cumulativa dei motivi, confermando la piena validità della servitù di passaggio e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
Continua »
Cabina elettrica: servitù di elettrodotto o uso trentennale?
Una società proprietaria richiede il rilascio di un locale concesso decenni prima a una società elettrica per installare una cabina di trasformazione. La proprietaria sostiene che il contratto costituisca un semplice diritto d'uso a tempo indeterminato, estinto automaticamente dopo trent'anni per legge. La società energetica eccepisce invece la sussistenza di una servitù di elettrodotto a tempo indeterminato, collegata all'attività di erogazione elettrica. La Corte di Cassazione respinge le richieste della proprietaria dell'immobile. I giudici confermano che l'installazione della cabina rientra a pieno titolo nella servitù di elettrodotto concordata tra le parti. L'impianto industriale di distribuzione funge da fondo dominante. Il vincolo reale rimane pienamente valido senza i limiti temporali trentennali previsti per il diritto d'uso.
Continua »
Violazione di servitù tra privato e condominio: cause riunite
Un proprietario privato e un condominio si sono affrontati in giudizio a causa della presunta violazione di servitù commessa dal titolare del fondo servente. La controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, dove risultava già pendente un altro giudizio strettamente collegato tra le medesime parti. I giudici della Terza Sezione Civile hanno rilevato l'intima connessione tra i due ricorsi e la specifica natura reale della controversia. Di conseguenza, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti alla Seconda Sezione Civile per assicurare la trattazione congiunta dei procedimenti, garantendo un pronunciamento coordinato e una gestione processuale unitaria ed efficiente.
Continua »
Servitù di passaggio su lastrico solare e limiti di accesso
Un condomino, proprietario esclusivo del lastrico solare dell'edificio, ha citato in giudizio il condominio per chiarire l'effettiva estensione e le modalità di transito della servitù di passaggio su lastrico solare spettante agli altri residenti in base al regolamento contrattuale. I giudici hanno limitato l'accesso ai soli condomini e conviventi, stabilendo che le chiavi restino custodite dall'amministratore e che il passaggio sia consentito solo sul tratto strettamente necessario per raggiungere gli stenditoi e i locali tecnici. Alcuni residenti hanno impugnato la decisione sostenendo che la gestione delle chiavi e i limiti di transito comprimessero i loro diritti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'esercizio del diritto deve avvenire con il minor aggravio possibile per il proprietario esclusivo, senza sacrificare le reali necessità della collettività.
Continua »
Usucapione di servitù di passaggio: possesso o opere visibili?
I proprietari di un terreno hanno agito in giudizio per far dichiarare l'acquisto per usucapione di una servitù di passaggio pedonale e carraia su un fondo vicino. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda. I proprietari del fondo servente hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di opere visibili e permanenti necessarie per dimostrare l'apparenza del passaggio, l'assenza di prove sul possesso ventennale e l'errata qualificazione giuridica del diritto come uso pubblico. La Suprema Corte, ritenendo che la questione richieda un approfondimento e non presenti un'evidenza decisoria immediata, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza. La controversia ruota attorno ai requisiti per l'usucapione di servitù di passaggio, in particolare la visibilità delle opere.
Continua »
Agricampeggio su fondo agricolo: nessun aggravamento della servitù
I proprietari di alcuni terreni (fondi serventi) hanno contestato l'uso di una strada privata da parte dei clienti di un agricampeggio, realizzato sul terreno confinante (fondo dominante). Sostenevano che il passaggio di turisti, auto e camper costituisse un intollerabile aggravamento della servitù di passaggio, originariamente concessa solo per scopi agricoli. La Corte d'Appello ha escluso l'illecito, ritenendo l'agricampeggio un'evoluzione naturale e prevedibile dell'attività agricola. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari dei fondi serventi. I giudici hanno chiarito che stabilire se vi sia un aggravamento della servitù di passaggio è una valutazione di fatto riservata esclusivamente ai giudici di merito. Inoltre, l'attività agrituristica è ormai considerata per legge complementare a quella agricola, escludendo quindi un mutamento di destinazione imprevedibile o vietato.
Continua »
Servitù di passaggio: i confini reali battono il catasto
I Proprietari del Fondo Dominante hanno citato in giudizio i vicini per accertare l'esatto tracciato di una servitù di passaggio stabilita con atto notarile nel 1989 e chiedere la rimozione di ostacoli (una pianta e una baracca). Il Tribunale, tramite una perizia tecnica, ha individuato il percorso e regolato le spese di rimozione. La Corte d'Appello ha confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei Proprietari del Fondo Servente. I giudici hanno stabilito che il tracciato deve seguire l'atto d'acquisto e i confini reali, e che le opere necessarie al passaggio gravano sul beneficiario, mentre gli ostacoli abusivi successivi vanno rimossi a spese di chi li ha posizionati. I Proprietari del Fondo Dominante vincono definitivamente la causa.
Continua »
Aggravamento della servitù: il campeggio vince sulla strada privata
I proprietari di una stradina privata hanno contestato l'uso della stessa da parte dei clienti di un campeggio limitrofo, sostenendo che il passaggio di turisti costituisse un illegittimo aggravamento della servitù di passaggio originariamente nata per un fondo agricolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari della strada. I giudici hanno chiarito che l'aggravamento della servitù non è mai automatico ("in re ipsa") ma va valutato caso per caso. Nel caso specifico, l'atto d'acquisto del 1977 non poneva limiti di transito e l'uso come campeggio era ampiamente prevedibile fin dall'inizio, data la natura della società acquirente. Di conseguenza, la società cooperativa che gestisce il campeggio ha vinto la causa, mantenendo il diritto di far transitare i propri clienti sulla stradina.
Continua »
Servitù di panorama: gli alberi non sono edifici
Una proprietaria ha acquistato un appartamento con una servitù di panorama stabilita per contratto, che vietava nuove edificazioni entro trenta metri per tutelare la vista mare. Anni dopo, il vicino ha piantato alberi ad alto fusto nella fascia di rispetto, coprendo la visuale. La proprietaria ha fatto causa chiedendo il taglio degli alberi e il risarcimento per atti emulativi dovuti alla mancata potatura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il termine edificazioni si riferisce solo a costruzioni umane e non a piante. Inoltre, la semplice omissione, come la mancata potatura, non costituisce un atto emulativo, poiché l'inerzia comporta un risparmio di spesa e gli alberi avevano una funzione decorativa. Vince il vicino, mentre la proprietaria deve pagare le spese legali.
Continua »
Servitù per destinazione del padre di famiglia: vince la strada
I proprietari di un immobile hanno citato in giudizio i vicini per far dichiarare l'inesistenza di un passaggio pedonale sulla loro proprietà. I vicini hanno resistito chiedendo l'accertamento dell'acquisto della servitù per destinazione del padre di famiglia, evidenziando che l'intero complesso originariamente apparteneva a un unico proprietario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei primi, confermando l'esistenza della servitù. I giudici hanno stabilito che la presenza di una strada lastricata permanente e visibile, che collega la via pubblica all'ingresso dei vicini attraversando il cortile, soddisfa pienamente il requisito dell'apparenza. Di conseguenza, la servitù per destinazione del padre di famiglia si è costituita validamente al momento della divisione dell'originaria unica proprietà, senza che rilevi la non interclusione del fondo dominante.
Continua »
Servitù di passaggio: il Condominio perde contro i vicini
Il Condominio ha citato in giudizio i proprietari del fondo vicino, lamentando l'uso illegittimo di una strada per il transito di automezzi e chiedendo l'accertamento dell'inesistenza di una servitù di passaggio carraio. I giudici di merito hanno invece accertato che la strada, larga tre metri, è divisa a metà dal confine tra le proprietà, configurando servitù reciproche di passaggio nate dai contratti d'acquisto originari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Condominio, confermando che non vi è stata alcuna creazione forzata di un diritto di passaggio da parte del giudice, ma solo il riconoscimento di quanto stabilito nei contratti firmati dalle parti.
Continua »
Spostamento della servitù di passaggio: stop ai cambi di percorso
I proprietari di un terreno agricolo chiedevano lo spostamento della servitù di passaggio che tagliava in due il loro fondo, ostacolando la coltivazione e il transito dei mezzi. Il proprietario del fondo dominante si opponeva per asseriti disagi. La Corte d'Appello respingeva la richiesta per mancanza di prova sulla sopravvenuta gravosità del passaggio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari del fondo servente a causa del difetto di specificità dei motivi e della violazione del principio di autosufficienza. Di conseguenza, il tracciato della servitù non può essere modificato e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Servitù di passaggio: quando i paletti del vicino sono illeciti
Il caso analizza il conflitto tra il proprietario di un terreno e il titolare di una servitù di passaggio. Il proprietario del fondo servente ha installato due paletti metallici con catena all'ingresso della stradina di transito, limitando l'accesso. La Corte d'appello aveva escluso lo spoglio, ritenendo l'opera una legittima chiusura del fondo con disagi minimi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei titolari della servitù di passaggio. La Corte ha chiarito che l'installazione di ostacoli fisici che impediscono il transito di mezzi pesanti e rendono difficoltoso quello delle auto costituisce uno spoglio parziale del possesso. Inoltre, l'offerta successiva delle chiavi del lucchetto non esclude l'intenzione di privare il vicino del suo diritto (animus spoliandi). La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Servitù di passaggio coattivo: sì al transito ma con indennizzo
Una proprietaria ha contestato l'allargamento di una strada sul proprio terreno da parte del vicino per accedere a un albergo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la servitù di passaggio coattivo può gravare anche sulle pertinenze di una casa se non ci sono alternative. Tuttavia, il sacrificio della proprietaria deve essere compensato. Accogliendo il ricorso della donna, la Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito deve determinare una congrua indennità per bilanciare gli interessi delle parti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per ricalcolare l'indennizzo spettante alla proprietaria del fondo servente.
Continua »
Servitù di passaggio coattivo: sì al transito ma indennità dovuta
Una proprietaria ha contestato il passaggio dei vicini sul proprio terreno. Il Tribunale ha accertato l'interclusione relativa del fondo confinante, costituendo una servitù di passaggio coattivo, ma ha negato alla proprietaria l'indennità per mancanza di danni concreti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso della proprietaria del fondo servente. I giudici hanno stabilito che l'indennità è sempre dovuta per compensare il disagio e la potenziale svalutazione del terreno, anche in assenza di danni materiali immediati. La sentenza è stata cassata con rinvio per la determinazione dell'indennizzo.
Continua »
Servitù di passaggio: vince il privato contro il costruttore
Un'impresa immobiliare ha acquistato un terreno edificabile pretendendo di esercitare una servitù di passaggio pedonale e carrabile su terreni confinanti, basandosi su un vecchio contratto del 1990. I proprietari dei terreni vicini si sono opposti sbarrando l'accesso con catene, sostenendo che quel diritto era stato concesso originariamente solo per realizzare una centrale telefonica, mai costruita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando la decisione dei giudici di merito. La servitù di passaggio non può essere estesa a scopi diversi da quelli stabiliti nel contratto originario. L'interpretazione del contratto spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se logicamente motivata. Di conseguenza, l'impresa perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Trasferimento della servitù di passaggio: comodità contro pretese
Il Proprietario del Fondo Servente ha chiesto il trasferimento della servitù di passaggio da un vecchio varco a uno di nuova costruzione, ritenuto più comodo e sicuro. Il Proprietario del Fondo Dominante si è opposto, lamentando lo spoglio del vecchio accesso e chiedendo i danni. La Corte d'Appello ha accolto la domanda di trasferimento e ha interpretato restrittivamente il contratto originario, limitando il transito ai soli autoarticolati per carico e scarico merci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Proprietario del Fondo Dominante, confermando la legittimità dello spostamento del passaggio all'interno dello stesso fondo ai sensi dell'articolo 1068 del codice civile. Il trasferimento della servitù di passaggio è valido se il nuovo percorso offre pari comodità al beneficiario e riduce il peso sul fondo che subisce il passaggio, escludendo risarcimenti in assenza di un danno concreto.
Continua »