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File Di Log

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

File di testo che registrano le operazioni compiute da un utente su un dispositivo elettronico. Nelle intercettazioni, contengono dati cruciali come orari, durata delle connessioni, indirizzi IP e dettagli tecnici della captazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diffamazione online: il profilo Facebook prevale sui file di log
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione aggravata di una persona che aveva offeso la reputazione altrui tramite messaggi su un profilo Facebook. La difesa aveva sostenuto la necessità di verificare l'intestatario della connessione internet tramite i file di log. Tuttavia, la Corte ha ritenuto irrilevante questo accertamento, poiché era certo che i messaggi provenissero da un profilo Facebook riconducibile all'imputata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo la responsabilità penale per diffamazione online e condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Diffamazione sui social network tra screenshot e hackeraggio
Alcuni organizzatori di corsi denunciano un partecipante per diffamazione sui social network, allegando gli screenshot di messaggi denigratori pubblicati all'interno di un gruppo online. La Corte di Appello assolve l'imputato ritenendo non dimostrata la visibilità dei post e valorizzando la tesi difensiva di un presunto furto d'identità. Le persone offese impugnano la sentenza in Cassazione per ottenere il risarcimento del danno. I Giudici di legittimità giudicano ammissibile il ricorso e rilevano la palese illogicità della motivazione assolutoria. Il tribunale territoriale ha infatti svalutato le prove documentali e ignorato la tardività della denuncia di hackeraggio. La decisione penale viene superata e il procedimento prosegue dinanzi alla Sezione Civile.
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Giudicato cautelare: difesa vincente contro le preclusioni
Un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere per reati di droga ha richiesto la copia dei file di log relativi alle intercettazioni effettuate tramite captatore informatico. A fronte del diniego opposto dal Pubblico Ministero, la difesa ha eccepito l'inutilizzabilità dei risultati intercettativi e chiesto la revoca della misura. Il Tribunale dell'appello cautelare ha dichiarato l'istanza inammissibile, ritenendo la questione preclusa dal giudicato cautelare formatosi dopo il riesame. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, specificando che il giudicato cautelare copre solo le questioni esplicitamente o implicitamente dedotte e decise, non quelle meramente deducibili. Poiché il rifiuto dell'organo inquirente era sopravvenuto al riesame, la difesa aveva pieno diritto di far valere il vizio in una fase successiva.
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Accesso abusivo a un sistema informatico: condannato il militare
Un sottufficiale delle forze dell'ordine è stato condannato per il reato di accesso abusivo a un sistema informatico per aver effettuato dodici interrogazioni non autorizzate a banche dati riservate. L'imputato prestava servizio presso la sala operativa e non aveva deleghe per indagini investigative sui soggetti controllati. La difesa ha sostenuto l'assenza dei file di tracciamento informatico originali e l'uso improprio delle credenziali da parte di colleghi. I giudici hanno respinto la tesi difensiva. La scelta del rito abbreviato rende pienamente utilizzabili le informative di polizia giudiziaria. La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna dell'imputato e il risarcimento delle spese all'amministrazione statale.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: Cassazione su log trojan
L'Imputato ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che confermava la sua condanna. La difesa lamentava l'omesso esame di un motivo aggiuntivo sull'inutilizzabilità delle intercettazioni telematiche, causata dal mancato accesso ai file di log. La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza. I Supremi Giudici hanno chiarito che il motivo era stato correttamente letto e riassunto nella decisione impugnata. La questione sulle registrazioni era stata valutata all'interno delle premesse generali comuni a tutti gli imputati. L'eventuale mancata risposta specifica costituisce un rigetto implicito o una scelta valutativa, non una svista percettiva. Di conseguenza, il ricorso straordinario per errore di fatto è inammissibile se contesta valutazioni giuridiche.
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File di log intercettazioni: quando la difesa li ottiene?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto della difesa ad ottenere i file di log delle intercettazioni. Un indagato, in custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, si era visto negare la copia di tali file. La Suprema Corte, pur riconoscendo l'importanza dei file di log intercettazioni e il diritto ad accedervi, ha rigettato il ricorso perché la richiesta della difesa era generica e meramente esplorativa, non basata su un interesse concreto e specifico. La Corte ha inoltre ribadito che nelle udienze di riesame il difensore non ha diritto a parlare per ultimo.
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Diffamazione online: chi scrive dietro un nickname?
Un utente è stato condannato per diffamazione online per un articolo pubblicato con uno pseudonimo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso dell'imputato. La sentenza stabilisce che per provare la paternità di uno scritto diffamatorio non è indispensabile l'accertamento tecnico dell'indirizzo IP. L'identificazione dell'autore può basarsi su una serie di elementi logici e convergenti, come l'uso abituale dello stesso nickname da parte dell'imputato e la sua mancata denuncia per furto d'identità digitale.
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