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Fideiussione

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1114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fideiussione antitrust: la competenza di Roma
La Corte di Cassazione è intervenuta su un conflitto di competenza riguardante una causa di nullità di una fideiussione antitrust. Alcuni garanti avevano contestato la validità delle garanzie prestate a un istituto bancario, sostenendo che ricalcassero lo schema ABI sanzionato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Dopo diversi passaggi tra tribunali ordinari e sezioni specializzate, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza esclusiva per tali controversie, quando coinvolgono distretti del Centro Italia come quello di Firenze, spetta alla Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma.
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Fideiussione: l’obbligo informativo del creditore
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione di una **fideiussione** a causa della violazione dell'obbligo informativo da parte del creditore. Una società immobiliare non aveva avvisato il garante del superamento della soglia di debito di 10.000 euro pattuita contrattualmente, agendo solo quando il debito era ormai irreversibile. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un grave inadempimento contrattuale, rendendo legittima l'eccezione sollevata dall'erede del garante e annullando l'obbligo di pagamento dei canoni di locazione arretrati.
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Riscossione esattoriale: legittimo il ruolo per le PMI
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della riscossione esattoriale per i crediti vantati dall'ente gestore del Fondo di Garanzia per le PMI. Nonostante la natura privatistica del rapporto di garanzia, l'iscrizione a ruolo è ammessa senza preventivo titolo esecutivo in forza di specifiche deroghe legislative. La decisione chiarisce che il recupero di risorse pubbliche destinate al sostegno delle imprese gode di una disciplina speciale che semplifica l'azione di recupero verso debitori e garanti.
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Fideiussione omnibus: validità e clausole ABI nulle
La Corte di Cassazione ha confermato che la presenza di clausole anticoncorrenziali in una **Fideiussione omnibus** non comporta automaticamente la nullità dell'intero contratto. Nel caso di specie, un fallimento contestava l'ammissione al passivo di un istituto di credito, sostenendo che la garanzia fosse nulla poiché riproduceva lo schema ABI sanzionato dall'Autorità Garante. I giudici hanno ribadito il principio della nullità parziale: il contratto resta valido per la parte non colpita dal vizio, a meno che non si provi che le parti non lo avrebbero concluso senza quelle specifiche clausole. Poiché la banca aveva comunque interesse alla garanzia e il fideiussore avrebbe probabilmente firmato anche senza le clausole a lui sfavorevoli, la validità del rapporto è stata preservata.
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Confidi: validità garanzie e regole fallimentari
La Corte di Cassazione ha confermato la validità delle garanzie prestate da un Confidi minore, anche se non iscritto nell'albo speciale degli intermediari finanziari. La controversia nasceva dall'esclusione di un credito vantato da un ente pubblico verso un consorzio di garanzia fallito. La Suprema Corte, seguendo l'orientamento delle Sezioni Unite, ha chiarito che il rilascio di fideiussioni non è un'attività riservata esclusivamente a soggetti vigilati, salvaguardando l'efficacia del contratto. Tuttavia, è stata confermata l'inammissibilità della richiesta di privilegio formulata solo in sede di opposizione, ribadendo che il titolo di prelazione deve essere indicato già nella domanda iniziale di insinuazione al passivo.
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Mutuo fondiario: validità interessi e surroga garante
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un decreto ingiuntivo legato a un mutuo fondiario, respingendo le contestazioni dei debitori su presunta usura e anatocismo. I giudici hanno stabilito che il garante, avendo saldato il debito alla banca originaria, si è legittimamente surrogato nei diritti di quest'ultima. Le doglianze relative ai calcoli degli interessi e alla trasparenza contrattuale sono state dichiarate inammissibili per difetto di specificità e perché attinenti a valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità.
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Prededucibilità: stop al credito senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della prededucibilità per un credito derivante dal rinnovo di fideiussioni bancarie effettuato durante un concordato preventivo senza l'autorizzazione del Tribunale. Il caso riguardava una società che, dopo aver affittato un ramo d'azienda, aveva rinnovato garanzie per commesse estere ormai di competenza dell'affittuaria. La Corte ha stabilito che tale rinnovo costituisce un atto di straordinaria amministrazione ai sensi dell'art. 167 l.fall., poiché idoneo a gravare il patrimonio della procedura di nuovi debiti senza un'utilità reale per i creditori. Di conseguenza, il credito della banca è stato ammesso al passivo solo in via chirografaria.
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Omessa pronuncia: la Cassazione sui danni bancari
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni garanti in una controversia bancaria, rilevando un vizio di omessa pronuncia da parte della Corte d'Appello. I ricorrenti avevano contestato l'addebito di somme relative a conti correnti e mutui, richiedendo in via riconvenzionale il risarcimento del danno per il mancato utilizzo della liquidità indebitamente sottratta dalla banca. Mentre le doglianze relative alla prova dei crediti e alla richiesta di esibizione documentale sono state ritenute inammissibili poiché volte a una rivalutazione del merito, la Suprema Corte ha censurato il silenzio del giudice d'appello sulla domanda risarcitoria, cassando la sentenza con rinvio.
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Fideiussione: quando scatta la liberazione del garante
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione prestata da un ex amministratore a favore di una società, respingendo la richiesta di liberazione ex art. 1956 c.c. I giudici hanno accertato che la banca non aveva concesso nuovo credito dopo l'uscita del garante dalla società, limitandosi a recuperare il debito pregresso. Inoltre, è stata dichiarata inammissibile la contestazione sulla nullità antitrust del contratto poiché non supportata da prove tempestivamente introdotte nel giudizio di merito.
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Compensazione bancaria: limiti sui conti cointestati
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione bancaria operata su un conto corrente cointestato non può eccedere la quota di spettanza del singolo debitore. Nel caso analizzato, un istituto di credito aveva azzerato il saldo attivo di un conto cointestato a tre persone per coprire il debito derivante da una fideiussione prestata da uno solo di essi. La Corte ha chiarito che, sebbene verso la banca i cointestatari siano creditori in solido, nei rapporti interni le quote si presumono uguali. Pertanto, la banca può compensare solo la parte di saldo riferibile al debitore effettivo, tutelando il patrimonio degli altri cointestatari estranei al debito.
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Opzione put e cessione azioni: guida legale
La controversia nasce dall'esercizio di un'**opzione put** pattuita tra una holding e un'impresa individuale per l'acquisto di un milione di azioni. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna della holding al pagamento del prezzo pattuito, escludendo che l'accordo violasse il divieto di patto leonino, trattandosi di un patto esterno al contratto sociale. In sede di Cassazione, la società ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Fideiussione bancaria: prova e qualità di socio
La Suprema Corte ha affrontato il caso di una fideiussione bancaria prestata a garanzia dei debiti di una società di persone. Un istituto di credito ha impugnato la sentenza di appello che aveva liberato alcuni garanti dall'obbligo di pagamento, ritenendo applicabile la tutela prevista per il peggioramento delle condizioni economiche del debitore. La banca sosteneva che i garanti, in quanto soci, fossero a conoscenza della crisi aziendale, rendendo superflua l'autorizzazione alla concessione di nuovo credito. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo la banca provato adeguatamente la qualità di soci dei garanti nei precedenti gradi di giudizio.
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Legittimazione attiva: banche e garanzie autonome
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimazione attiva di un istituto bancario facente parte di un pool di finanziatori. Il caso riguardava l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per un credito derivante da una garanzia a prima richiesta. Il Tribunale aveva negato la legittimazione della singola banca, ritenendo che solo la banca capofila potesse agire in virtù di un mandato irrevocabile. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la banca ha censurato l'interpretazione del contratto di finanziamento principale, mentre la sua pretesa si fondava su una garanzia autonoma e distinta, non correttamente difesa in sede di legittimità.
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Fideiussione bancaria: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di alcuni garanti in relazione a una fideiussione bancaria prestata per i debiti di una società. Il contenzioso nasceva dall'opposizione a un decreto ingiuntivo per saldi di conto corrente e anticipi su fatture. I ricorrenti contestavano l'onere della prova sul mancato incasso dei crediti e presunte anomalie bancarie come l'usura. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove e l'interpretazione delle clausole contrattuali spettano esclusivamente al giudice di merito e non possono essere oggetto di riesame in sede di legittimità.
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Fideiussione bancaria: la responsabilità dei soci
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della condanna al pagamento nei confronti di alcuni garanti legati da una fideiussione bancaria a favore di una società poi fallita. I ricorrenti lamentavano l'applicazione di tassi usurari e la violazione dell'obbligo della banca di non concedere nuovo credito a un debitore in crisi senza autorizzazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che i garanti, essendo soci o amministratori della società, non potevano ignorare il dissesto finanziario della stessa, rendendo inapplicabile la tutela prevista per il garante ignaro del peggioramento patrimoniale del debitore.
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Azione di regresso tra cofideiussori: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione di regresso esercitata da un garante verso un altro cofideiussore. Il caso riguardava un socio che aveva estinto il debito di una società verso una banca tramite versamenti sul conto corrente aziendale, specificando la causale come garante. Nonostante l'altro socio sostenesse si trattasse di un semplice finanziamento soci, la Corte ha stabilito che il pagamento indiretto, se accettato dalla banca con quietanza liberatoria, estingue l'obbligazione fideiussoria e legittima il recupero delle somme pro quota.
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Fideiussione bancaria: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un garante contro un istituto di credito in merito a una fideiussione bancaria. La controversia riguardava la legittimità del recesso dagli affidamenti e la validità della garanzia prestata. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere sindacata in sede di legittimità se la motivazione risulta coerente e priva di vizi logici manifesti.
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Fideiussione ABI: guida alla nullità parziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante che contestava la validità di una Fideiussione ABI e l'improcedibilità per mancata mediazione. La Corte ha stabilito che, sebbene l'onere della mediazione gravi sul creditore opposto, l'attivazione della procedura da parte di un altro soggetto sana l'improcedibilità. Riguardo alla normativa antitrust, la nullità della fideiussione basata su modelli ABI è solo parziale, colpendo esclusivamente le clausole anticoncorrenziali e non l'intero contratto, salvo prova di una diversa volontà delle parti.
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Commissione di massimo scoperto: guida alla validità
Una società e i suoi garanti hanno contestato un decreto ingiuntivo bancario lamentando l'applicazione di tassi usurari e l'indeterminatezza della Commissione di massimo scoperto. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione, stabilendo che la Commissione di massimo scoperto è valida se il contratto ne indica chiaramente tasso e periodicità. Inoltre, ha ribadito che la mancata contestazione tempestiva degli estratti conto comporta l'approvazione tacita delle operazioni, rendendo i documenti idonei a provare il credito azionato.
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Sequestro preventivo: no alla sostituzione con immobili
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento di un sequestro preventivo su somme di denaro e polizze vita, rigettando la richiesta di sostituzione con beni immobili. La ricorrente chiedeva il dissequestro dei beni mobili, offrendo in garanzia proprietà immobiliari e fideiussioni. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il denaro e le polizze, essendo beni liquidi e facilmente convertibili, offrono una garanzia superiore per lo Stato rispetto a immobili di difficile valutazione e vendita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha evidenziato violazioni di legge concrete, limitandosi a contestare valutazioni di merito già correttamente espresse dal Tribunale del Riesame.
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