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Fideiussione

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1114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ritardo collaudo appalto: la prova del danno è necessaria
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni avanzata da una società per il ritardo collaudo appalto da parte di un ente pubblico. Nonostante un'attesa di oltre quattro anni rispetto ai termini legali, i giudici hanno stabilito che il danno non può considerarsi automatico (in re ipsa). L'impresa ha l'onere di provare l'effettivo pregiudizio economico, dimostrando che le risorse aziendali sono rimaste vincolate inutilmente al cantiere concluso, impedendo altri impieghi produttivi. La liquidazione equitativa è stata esclusa in mancanza di prova sulla certezza del danno.
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Cessione del credito bancario: prova e validità
La Corte d'Appello di Genova ha rigettato il ricorso di una garante, confermando la validità della cessione del credito bancario operata da un istituto di credito a una società di cartolarizzazione. La decisione chiarisce che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per categorie è prova sufficiente della titolarità del credito e che l'insinuazione nel passivo fallimentare interrompe i termini di decadenza della fideiussione.
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Imposta di registro: tassazione proporzionale garanzie
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro si applica in misura proporzionale su un decreto ingiuntivo che riguarda una fideiussione prestata dai soci a favore della propria società. Nonostante i debiti principali garantiti fossero soggetti a IVA, il rapporto di garanzia tra soci e società è considerato autonomo e non soggetto a IVA. Di conseguenza, non opera il principio di alternatività e l'atto deve essere tassato con le aliquote proporzionali del 3% e dello 0,50%, rigettando la tesi della tassazione in misura fissa.
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Fideiussione e accordi di ristrutturazione debiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, negli accordi di ristrutturazione dei debiti con efficacia estesa ai creditori non aderenti, la **Fideiussione** non si estingue automaticamente. Nonostante il debito principale venga rimodulato, il creditore conserva il diritto di agire contro i garanti. Inoltre, la sentenza chiarisce che il cessionario di crediti in blocco deve fornire prova rigorosa dell'inclusione dello specifico credito nell'operazione di acquisto, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale se la titolarità viene contestata.
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Fideiussione ABI: competenza e nullità antitrust
La Corte di Cassazione ha affrontato un conflitto di competenza nato da un'opposizione a decreto ingiuntivo in cui i debitori eccepivano la nullità della Fideiussione ABI. Gli opponenti sostenevano che la garanzia riproducesse lo schema uniforme dichiarato illegittimo dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La Suprema Corte ha stabilito che, mentre l'opposizione al decreto ingiuntivo resta di competenza funzionale del giudice che lo ha emesso, la domanda riconvenzionale di nullità antitrust deve essere rimessa alla Sezione Specializzata per le Imprese competente per territorio, imponendo la separazione dei due procedimenti.
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Responsabilità del dipendente e risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un ex direttore di filiale bancaria. Il dirigente era stato ritenuto responsabile per aver smarrito la documentazione relativa a un prestito e a una garanzia fideiussoria, impedendo all'istituto di credito di recuperare le somme durante il fallimento della società debitrice. La sentenza ribadisce che la responsabilità del dipendente sul piano risarcitorio è del tutto indipendente dall'esercizio del potere disciplinare da parte del datore di lavoro.
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Fideiussione: quando il garante non è liberato
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione prestata da familiari a favore di una società di famiglia, nonostante il peggioramento delle condizioni economiche della debitrice. I giudici hanno stabilito che la protezione prevista dall'art. 1956 c.c. non si applica se i garanti, per via dei legami di parentela e dei ruoli societari ricoperti, sono a conoscenza delle difficoltà finanziarie del debitore. La sentenza chiarisce inoltre che la qualifica di consumatore non incide se la decisione non si fonda su clausole vessatorie ma su accertamenti di fatto riguardanti la consapevolezza dei garanti.
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Onere della prova: estratti conto e anatocismo
Una società e i suoi garanti hanno citato un istituto bancario per contestare l'applicazione di interessi usurari e anatocistici. La banca ha inizialmente proposto una domanda riconvenzionale, poi abbandonata senza rinunciare al diritto di credito. La Corte d'Appello ha rigettato le pretese degli attori a causa del mancato assolvimento dell'onere della prova, derivante dalla produzione di estratti conto solo parziali. La Cassazione ha confermato la decisione, precisando che l'abbandono della domanda non richiede accettazione della controparte e che la carenza documentale impedisce la ricostruzione dei rapporti di dare-avere.
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Truffa aggravata: querela e garanzie bancarie
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata nei confronti di due soggetti che avevano utilizzato una falsa garanzia bancaria per ottenere linee di credito. La difesa sosteneva l'improcedibilità del reato per tardività della querela, a seguito delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, in base alle norme transitorie, la volontà punitiva espressa dalla banca offesa rimane valida. È stata inoltre confermata l'aggravante della recidiva per uno degli imputati, poiché i precedenti penali non risultavano legalmente estinti al momento del nuovo fatto.
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Transazione e clausola arbitrale: la guida
Una società commerciale ha impugnato un decreto ingiuntivo derivante da una transazione non rispettata, sostenendo che la controversia dovesse essere risolta da arbitri in virtù di una clausola contenuta nel contratto originario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la transazione, pur non essendo novativa, costituisce una fonte autonoma di obbligazioni. La clausola compromissoria del contratto precedente non si estende automaticamente alla transazione se non espressamente richiamata. Inoltre, la Corte ha confermato che non è possibile annullare l'accordo per dolo se la parte era già a conoscenza della propria situazione contabile al momento della firma.
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Usura bancaria: la Cassazione sulla buona fede
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione a decreto ingiuntivo relativo a debiti derivanti da un conto corrente garantito da fideiussione. I garanti hanno eccepito la nullità della garanzia per violazione della normativa antitrust e l'applicazione di tassi affetti da usura bancaria. La Suprema Corte ha confermato che la conformità della fideiussione allo schema ABI comporta solo una nullità parziale delle clausole incriminate. Tuttavia, ha accolto il ricorso dei garanti su due punti fondamentali: l'onere della banca di contestare specificamente i conteggi tecnici prodotti dal cliente e l'illegittimità della pretesa di interessi che superano la soglia di usura bancaria durante il rapporto, in quanto contraria al principio di buona fede contrattuale.
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Grave inadempimento: quando la risoluzione è nulla
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del grave inadempimento in un contratto di locazione ad uso commerciale. Una società locatrice aveva ottenuto la risoluzione del contratto per lavori non autorizzati eseguiti dalla conduttrice. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la decisione, rilevando che il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato la reale gravità della violazione ai sensi dell'art. 1455 c.c. In particolare, non era stato considerato che l'immobile era stato restituito in perfetto stato urbanistico e che il rapporto era ormai prossimo alla scadenza naturale. La mancanza di una valutazione sull'equilibrio contrattuale rende la sentenza nulla per motivazione apparente.
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Simulazione assoluta: la Cassazione annulla gli atti
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di quattro atti di disposizione immobiliare per simulazione assoluta. Gli atti erano stati compiuti da alcuni debitori al fine di sottrarre i propri beni alle azioni esecutive di diversi istituti bancari. La Corte ha rilevato che gli elementi presuntivi, quali lo stretto rapporto di parentela tra le parti, l'assenza di reali flussi finanziari e la tempistica sospetta delle operazioni, erano sufficienti a dimostrare l'intento fraudolento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non rispettava i requisiti di esposizione sommaria dei fatti e tentava di sollecitare un nuovo esame del merito, precluso in sede di legittimità.
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Azione revocatoria e nullità fideiussione ABI
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'**azione revocatoria** promossa da un istituto bancario contro un garante che aveva vincolato i propri immobili a favore di una società estera. Il ricorrente sosteneva che l'atto fosse oneroso e contestava la validità della fideiussione originaria per violazione delle norme antitrust (modelli ABI). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando carenze nell'esposizione dei fatti e precisando che la nullità delle fideiussioni basate su schemi anticoncorrenziali è solo parziale e non travolge l'intero contratto, salvo prova contraria.
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Permuta di cosa futura e rischi nel fallimento
La controversia trae origine da un contratto di permuta di cosa futura stipulato tra due privati e una società di costruzioni, successivamente dichiarata fallita. L'accordo prevedeva la cessione di un'area edificabile in cambio di futuri appartamenti, garantita da una fideiussione che la società avrebbe dovuto rinnovare. Il Tribunale aveva dichiarato l'inefficacia sopravvenuta del contratto proprio a causa del mancato rinnovo della garanzia fideiussoria. Giunta in Cassazione, la vicenda si è conclusa con la rinuncia reciproca ai ricorsi da parte del Fallimento e dei privati, portando all'estinzione del giudizio.
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Fideiussione bancaria: validità e nullità parziale
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione bancaria e del relativo debito derivante da un conto corrente, rigettando il ricorso del garante. La controversia riguardava la presunta nullità della garanzia basata su schemi ABI anticoncorrenziali e il difetto di forma del contratto bancario. La Corte ha stabilito che la nullità derivante da intese antitrust è solo parziale e non travolge l'intero contratto. Inoltre, è stata ribadita la validità dei contratti 'monofirma' (firmati solo dal cliente) e l'idoneità del saldaconto come prova nella fase monitoria del decreto ingiuntivo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e costi legali
Una banca ha agito in giudizio per ottenere la dichiarazione di simulazione o l'inefficacia per revocatoria di due compravendite immobiliari effettuate da garanti di un debito societario. Dopo una sentenza d'appello parzialmente favorevole all'istituto di credito, le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, è intervenuta una formale rinuncia al ricorso da parte di tutti i ricorrenti, accettata dalla banca. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Azione revocatoria: guida alla tutela del credito
La Corte di Cassazione ha confermato l'accoglimento di un'azione revocatoria promossa da un istituto bancario contro atti di compravendita immobiliare. I debitori, garanti di una società in sofferenza, avevano ceduto la nuda proprietà e altri beni a una familiare e a una società collegata. La Corte ha stabilito che l'azione revocatoria è legittima anche se il debitore riceve un prezzo congruo, poiché la sostituzione di immobili con denaro contante costituisce una variazione qualitativa che rende più difficile il soddisfacimento del credito. Il vincolo di parentela e la convivenza sono stati ritenuti elementi sufficienti per presumere la consapevolezza del danno in capo ai terzi acquirenti.
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Regolamento di competenza: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza proposto da una società e dal suo garante contro un'ordinanza del Tribunale. Il provvedimento impugnato aveva concesso la provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo e rinviato le parti in mediazione, senza però decidere in via definitiva sulla competenza territoriale. La Suprema Corte ha chiarito che una valutazione sommaria sulla giurisdizione, funzionale solo alla concessione dell'esecutività provvisoria, non è impugnabile autonomamente tramite regolamento di competenza.
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Fideiussione e antitrust: la competenza di Milano
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza relativo a un'opposizione a decreto ingiuntivo dove veniva eccepita la nullità di una **Fideiussione** per violazione della normativa antitrust. I garanti avevano contestato la validità della garanzia poiché basata sullo schema ABI dichiarato illegittimo. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Sezione Specializzata in materia di Impresa di Milano, poiché la legge prevede l'accentramento presso tale sede per le controversie antitrust del distretto di Genova, rendendo irrilevante ogni accordo tra le parti.
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