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Fideiussione — Anno 2026

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193 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fideiussione

Provvedimenti

Revocatoria ordinaria: stop alle donazioni ai figli
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una azione di revocatoria ordinaria promossa da una società di gestione crediti contro un atto di donazione immobiliare. Il debitore, garante fideiussorio, aveva donato la nuda proprietà di vari immobili ai figli per sottrarli alle pretese della banca. Nonostante i ricorrenti lamentassero violazioni procedurali circa la produzione di documenti in appello e l'esistenza di un presunto giudicato interno, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che la prova del credito, se non contestata, rende superflue ulteriori indagini documentali e che la valutazione sull'indispensabilità delle prove in appello spetta al giudice di merito.
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Qualità di consumatore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualità di consumatore deve essere provata dal soggetto che la invoca per ottenere le tutele previste dalla legge. Nel caso di una fideiussione bancaria, il garante ha l'onere di dimostrare di aver agito per scopi estranei alla propria attività professionale. La Corte ha inoltre chiarito che non si forma il giudicato interno su tale qualifica se la domanda principale è stata respinta, permettendo al giudice d'appello di riesaminare i fatti costitutivi dell'eccezione di abusività.
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Interessi rimborso IVA: guida alla sospensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la maturazione degli interessi rimborso IVA rimane sospesa se il contribuente non fornisce tempestivamente la documentazione richiesta, inclusa la garanzia fideiussoria. Il termine per il calcolo degli interessi si interrompe per il periodo di inerzia eccedente i quindici giorni, poiché la fideiussione è considerata un requisito necessario per la liquidazione del credito.
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Interessi rimborso IVA: quando opera la sospensione
La Corte di Cassazione ha confermato che gli interessi rimborso IVA non maturano durante i periodi di ritardo imputabili al contribuente, come la consegna tardiva di registri contabili o di polizze fideiussorie. Anche in caso di cessione del credito, il cessionario eredita la posizione del cedente, subendo le medesime sospensioni del computo degli interessi se la documentazione necessaria all'Amministrazione Finanziaria non viene fornita tempestivamente.
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Contratto autonomo di garanzia: stop ai ricorsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di gestione crediti riguardante un contratto autonomo di garanzia. La ricorrente contestava l'interpretazione del contratto fornita dai giudici di merito, che lo avevano qualificato come fideiussione ordinaria, rigettando la domanda di revocatoria. La Suprema Corte ha confermato che la valutazione dei fatti e l'interpretazione contrattuale sono precluse in sede di legittimità.
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Nullità fideiussione bancaria: la Cassazione chiarisce
Un garante ha contestato un decreto ingiuntivo relativo a un debito bancario, invocando la nullità fideiussione bancaria per violazione della normativa antitrust e contestando la legittimazione della società cessionaria del credito. La Suprema Corte ha confermato la validità della garanzia, precisando che la nullità di singole clausole non comporta automaticamente la nullità dell'intero contratto e convalidando l'efficacia probatoria degli estratti conto prodotti dall'istituto di credito.
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Foro del consumatore: guida alla fideiussione bancaria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto bancario che pretendeva l'applicazione del foro del consumatore per alcuni garanti di un debito aziendale. La Corte ha stabilito che, essendo i garanti amministratori della società debitrice, esiste un collegamento funzionale tra la garanzia prestata e la loro attività professionale. Di conseguenza, non possono essere qualificati come consumatori e la competenza territoriale spetta al tribunale della sede della banca, come previsto dal contratto.
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Fideiussione e imposta di registro: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce il regime di tassazione della fideiussione menzionata in un atto giudiziario. Anche se accessoria a un rapporto IVA, la garanzia sconta l'imposta di registro proporzionale, non fissa, per il principio di autonomia dei negozi giuridici.
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Tassazione fideiussione enunciata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la fideiussione, anche se semplicemente menzionata (enunciata) in un decreto ingiuntivo relativo a un'operazione soggetta a IVA, deve essere sottoposta a un'autonoma tassazione con l'imposta di registro in misura proporzionale (0,50%). La Corte ha chiarito che l'autonomia della garanzia ai fini fiscali prevale sulla sua natura accessoria civilistica, rendendo inapplicabile il principio di alternatività IVA/registro. La decisione ribalta la posizione delle commissioni tributarie di merito, che avevano accolto il ricorso di un istituto di credito.
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Imposta sostitutiva fideiussione: no al registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale. Una fideiussione collegata a un'operazione di finanziamento a medio-lungo termine, già soggetta all'imposta sostitutiva, non deve essere sottoposta a una nuova imposta di registro proporzionale qualora venga semplicemente menzionata ('enunciata') in un successivo atto giudiziario. La Corte ha chiarito che l'imposta sostitutiva sulla fideiussione ha un effetto onnicomprensivo che impedisce una doppia tassazione, accogliendo il ricorso di un istituto di credito contro l'Agenzia delle Entrate.
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Revocazione in Cassazione: i limiti dell’errore di fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione fondamentale tra errore di fatto ed errore di diritto. La vicenda nasce da una garanzia fideiussoria in cui un garante, dopo aver pagato parte del debito, agiva contro un co-garante. Il suo successivo ricorso in Cassazione veniva dichiarato inammissibile. Tentando la via della revocazione, il garante sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito come 'nuovi' i suoi motivi di ricorso. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, specificando che la valutazione sulla novità di un motivo è un'attività interpretativa, quindi un potenziale errore di diritto, non un errore di fatto revocabile. Inoltre, il ricorso non affrontava la principale ratio decidendi della decisione precedente, rendendolo comunque inammissibile.
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Fideiussore consumatore: competenza e foro esclusivo
Una società assicuratrice ha agito contro il garante di un'azienda agricola presso il tribunale di residenza del garante. Quest'ultimo ha eccepito l'incompetenza territoriale, indicando un diverso foro previsto dal contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il garante va qualificato come fideiussore consumatore e che, di conseguenza, la clausola sul foro esclusivo è nulla. Poiché la società aveva correttamente avviato la causa presso il foro del consumatore, quest'ultimo non può avvalersi della clausola nulla per spostare la competenza.
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Contratto autonomo di garanzia: firma falsa e nullità
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto autonomo di garanzia è nullo se la firma del debitore principale è falsa. La falsificazione della sottoscrizione rende l'intero contratto inesistente, invalidando anche le obbligazioni dei co-garanti. La Corte ha chiarito che, nonostante l'autonomia rispetto al debito principale, il contratto di garanzia deve avere una causa valida, che viene a mancare in caso di firma apocrifa. Di conseguenza, il garante non può agire in regresso e l'obbligazione accessoria del co-obbligato crolla insieme a quella principale.
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Divieto di anatocismo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene su un caso di garanzia bancaria e interessi, stabilendo un principio cruciale sul divieto di anatocismo. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha chiarito che il divieto di calcolare interessi su interessi, introdotto dalla Legge di Stabilità 2014, è diventato immediatamente operativo senza la necessità di attendere una successiva delibera attuativa del CICR. La decisione della Corte d'Appello, che sosteneva la tesi opposta, è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
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Fideiussione nulla: la Cassazione e l’onere prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che sostenevano la tesi della fideiussione nulla a causa della conformità del loro contratto a uno schema ABI dichiarato anticoncorrenziale. La Corte ha ribadito il principio della nullità parziale, limitata alle singole clausole illecite, e ha sottolineato che l'onere di provare la corrispondenza con lo schema e l'essenzialità di tali clausole per l'intero accordo grava sul garante. In assenza di tale prova, il contratto resta valido, epurato dalle sole clausole viziate.
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Mutuo Solutorio: quando è valido e non illecito?
I garanti di una società contestavano la validità di un finanziamento, sostenendo che si trattasse di un mutuo solutorio con causa illecita, finalizzato a nascondere l'insolvenza della società debitrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che un mutuo solutorio, concesso per ripianare debiti pregressi verso la stessa banca, non è di per sé nullo. Tale operazione può essere inefficace verso altri creditori (tramite azione revocatoria), ma non invalida il contratto di mutuo stesso. La Corte ha quindi confermato la validità dell'obbligazione dei garanti.
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Ricorso inammissibile per carenza espositiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in materia di fideiussioni bancarie. La decisione non entra nel merito della validità delle garanzie, ma si fonda sulla violazione dell'obbligo di esporre in modo chiaro e completo i fatti di causa nell'atto di ricorso, un requisito fondamentale per la procedibilità.
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Improcedibilità del ricorso: errore fatale in Cassazione
Una garante ricorreva in Cassazione contro una decisione relativa a una fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la parte ricorrente ha omesso di depositare la prova della notifica della sentenza impugnata, un adempimento procedurale obbligatorio e insanabile. La Corte ha inoltre specificato che, anche se fosse stato ammissibile, il ricorso sarebbe stato comunque rigettato nel merito per l'infondatezza dei motivi proposti.
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Interessi moratori: imposta di registro e principio IVA
Una banca ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale sugli interessi liquidati in un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si tratta di interessi moratori esclusi dal campo di applicazione dell'IVA. Di conseguenza, non opera il principio di alternatività IVA/registro e la tassazione proporzionale è legittima.
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Decadenza dalla prova: i poteri discrezionali del Giudice
Un fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo contestando l'autenticità della propria firma e sostenendo la decadenza della banca dal diritto di provarla. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la decadenza dalla prova, prevista dall'art. 208 c.p.c., non si applica alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), non essendo quest'ultima un mezzo di prova in senso stretto. La Corte ha inoltre ribadito l'ampio potere discrezionale del giudice di merito di revocare le proprie ordinanze istruttorie, un potere non sindacabile in sede di legittimità.
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