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Fideiussione — Anno 2026

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193 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fideiussione

Provvedimenti

Fideiussione e prescrizione: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato la decisione che la vedeva soccombente nel pagamento di un debito garantito da una fideiussione. La ricorrente sosteneva che il credito fosse prescritto, che la banca cessionaria non avesse provato la propria titolarità e che la garanzia fosse nulla per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'esistenza di un accordo di moratoria aveva spostato in avanti i termini di prescrizione e che le contestazioni sulla titolarità del credito erano state sollevate tardivamente nel corso del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e sanzioni pecuniarie
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla validità di una fideiussione bancaria, contestando clausole vessatorie e violazioni antitrust. Dopo una proposta di definizione accelerata del giudizio, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'istituto bancario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ma condannando la ricorrente a una sanzione pecuniaria di 1.000 euro in favore della Cassa delle ammende per condotta processuale.
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Ritardo collaudo appalto: la prova del danno è necessaria
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni avanzata da una società per il ritardo collaudo appalto da parte di un ente pubblico. Nonostante un'attesa di oltre quattro anni rispetto ai termini legali, i giudici hanno stabilito che il danno non può considerarsi automatico (in re ipsa). L'impresa ha l'onere di provare l'effettivo pregiudizio economico, dimostrando che le risorse aziendali sono rimaste vincolate inutilmente al cantiere concluso, impedendo altri impieghi produttivi. La liquidazione equitativa è stata esclusa in mancanza di prova sulla certezza del danno.
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Imposta di registro: tassazione proporzionale garanzie
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro si applica in misura proporzionale su un decreto ingiuntivo che riguarda una fideiussione prestata dai soci a favore della propria società. Nonostante i debiti principali garantiti fossero soggetti a IVA, il rapporto di garanzia tra soci e società è considerato autonomo e non soggetto a IVA. Di conseguenza, non opera il principio di alternatività e l'atto deve essere tassato con le aliquote proporzionali del 3% e dello 0,50%, rigettando la tesi della tassazione in misura fissa.
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Fideiussione e accordi di ristrutturazione debiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, negli accordi di ristrutturazione dei debiti con efficacia estesa ai creditori non aderenti, la **Fideiussione** non si estingue automaticamente. Nonostante il debito principale venga rimodulato, il creditore conserva il diritto di agire contro i garanti. Inoltre, la sentenza chiarisce che il cessionario di crediti in blocco deve fornire prova rigorosa dell'inclusione dello specifico credito nell'operazione di acquisto, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale se la titolarità viene contestata.
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Cessione crediti in blocco: prova e usura bancaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società e dai suoi garanti contro un istituto di credito in merito a rapporti di conto corrente e mutuo. Il caso riguardava la validità della cessione crediti in blocco e la presunta natura usuraria degli interessi moratori. La Corte ha confermato che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente della titolarità del credito se le categorie sono ben identificate. Riguardo all'usura, è stato ribadito che il tasso di mora deve essere confrontato con il tasso soglia specifico, risultando nel caso di specie legittimo.
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Fideiussione omnibus: guida alla nullità antitrust
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una garanzia prestata a favore di un istituto bancario, rigettando la tesi della nullità per violazione della normativa antitrust. La società ricorrente sosteneva che la propria fideiussione omnibus fosse nulla poiché contenente clausole uniformi vietate dal provvedimento della Banca d'Italia del 2005. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che tale nullità non è estendibile automaticamente a tutte le garanzie, ma riguarda specificamente i modelli standardizzati di fideiussione omnibus che limitano la concorrenza. Nel caso di specie, trattandosi di una garanzia con contenuto differente, il ricorso è stato dichiarato infondato.
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Nullità Fideiussione ABI: Contratto Salvo, Garante Paga
Due società garanti si opponevano al pagamento di un debito, sostenendo la nullità della fideiussione ABI perché basata su uno schema frutto di un'intesa anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, ribadendo un principio fondamentale: la violazione delle norme antitrust comporta solo una nullità parziale, limitata alle singole clausole illecite, non all'intero contratto di garanzia. I giudici hanno chiarito che i garanti non avevano specificato in modo adeguato perché la nullità di poche clausole avrebbe dovuto liberarli completamente dall'obbligo di pagare. La loro contestazione generica non è stata ritenuta sufficiente e la richiesta di pagamento della banca è stata confermata.
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Responsabilità solidale associazioni: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale associazioni non riconosciute per i debiti contratti dai loro rappresentanti. Il caso riguardava bollette idriche non pagate da un'associazione sportiva. La firma di una richiesta di rateizzazione da parte della rappresentante legale è stata qualificata come riconoscimento di debito. Tale atto ha impedito la decadenza del diritto del creditore, estendendo l'obbligo di pagamento anche al patrimonio personale della rappresentante, la cui posizione è equiparata a quella di un fideiussore ex lege.
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Sequestro Credito d’Imposta: Buona Fede Non Salva dall’Azzero
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro credito d'imposta anche se l'acquirente è in buona fede. Una società aveva acquistato un credito fiscale derivante da Superbonus, poi rivelatosi frutto di una frode. La Corte ha stabilito che un credito generato illecitamente è 'inesistente' e non può circolare. Lo scopo del sequestro preventivo è proprio quello di bloccare questo 'titolo vuoto' per impedire ulteriori danni, come l'indebita compensazione con le tasse. La buona fede del compratore non rileva e la richiesta di sostituire il blocco con una garanzia bancaria è stata respinta, poiché non impedirebbe la circolazione del credito fittizio. La società acquirente ha quindi perso il ricorso e il credito è rimasto bloccato.
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Garanzia annullata: l’affidamento incolpevole della banca non basta
Un'Università aveva prestato una garanzia (fideiussione) a una Banca per un mutuo concesso a un'associazione sportiva. Successivamente, la stessa Università ha annullato in autotutela la delibera che autorizzava la garanzia. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento dell'atto amministrativo rende la garanzia inefficace fin dall'origine. Di conseguenza, l'affidamento incolpevole della banca sulla validità iniziale della garanzia non è sufficiente per obbligare l'Università al pagamento. La Banca perde la causa perché la sua pretesa si basava su un contratto di garanzia ormai inesistente dal punto di vista giuridico. L'eventuale diritto a un risarcimento del danno per la lesione dell'affidamento è una questione diversa, da far valere in un'altra sede.
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Compensazione su Conto Cointestato: Banca vince, coniugi restituiscono 115mila€
Una banca ha prelevato fondi da un conto corrente cointestato a due coniugi per coprire il debito di una società da loro garantita. I coniugi hanno contestato l'operazione, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione alla banca. La sentenza ha confermato la legittimità della **compensazione su conto cointestato**, basandosi sia sulle clausole contrattuali sia sul principio di solidarietà tra i titolari del conto previsto dalla legge. Di conseguenza, i coniugi non solo hanno perso la causa, ma sono stati condannati a restituire alla banca oltre 115.000 euro che avevano ottenuto in una fase precedente del giudizio.
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Fideiussione: valutazione merito creditizio del garante non serve
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di fideiussioni. Un garante aveva contestato la validità del suo impegno, sostenendo che la banca non avesse effettuato la dovuta valutazione del suo merito creditizio. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che l'obbligo di verifica del merito creditizio, previsto dal Testo Unico Bancario, si applica solo ai contratti di credito al consumo e tutela chi riceve il finanziamento, non chi lo garantisce. La funzione della fideiussione è proprio quella di offrire una garanzia patrimoniale. Di conseguenza, la mancata valutazione del merito creditizio del garante non rende nullo il contratto, che resta pienamente valido ed efficace.
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Fideiussore consumatore: la tutela della Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la qualifica di fideiussore consumatore deve essere determinata in base all'attività svolta dal garante e non da quella del debitore principale. Nel caso esaminato, alcuni garanti avevano contestato un decreto ingiuntivo bancario eccependo l'incompetenza territoriale del giudice. Mentre i giudici di merito avevano negato la tutela consumeristica poiché il debito garantito era di natura imprenditoriale, la Suprema Corte ha cassato la decisione. Il principio cardine è che se una persona fisica garantisce un debito per scopi estranei alla propria attività professionale, essa agisce come consumatore, beneficiando del foro competente presso la propria residenza.
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Fideiussione: limiti alla nullità e giudicato
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni garanti che si opponevano a un precetto derivante da un mutuo fondiario. Al centro della controversia vi era la validità della clausola di fideiussione e la legittimazione della società cessionaria del credito. La Corte ha stabilito che la contestazione sulla titolarità del credito deve essere sollevata tempestivamente nel giudizio di merito. Inoltre, ha chiarito che un precedente giudicato sulla validità del contratto di mutuo preclude la possibilità di sollevare nuove eccezioni di nullità sulle clausole, anche se basate su normative europee a tutela del consumatore, poiché il giudicato copre sia quanto dedotto sia quanto si sarebbe potuto dedurre.
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Foro del Consumatore: guida alla competenza
La Corte di Cassazione è intervenuta per risolvere un conflitto di competenza nato da un errore materiale nell'individuazione del Foro del Consumatore. Un garante, qualificato come consumatore, aveva opposto un decreto ingiuntivo eccependo l'incompetenza del tribunale adito. Nonostante il primo giudice avesse riconosciuto la qualità di consumatore, aveva erroneamente indicato un tribunale diverso da quello territorialmente competente per il comune di residenza. La Suprema Corte ha ribadito che il Foro del Consumatore è esclusivo e inderogabile, dichiarando la competenza del tribunale nel cui circondario ricade effettivamente l'abitazione del soggetto tutelato.
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Azione revocatoria: come provare la malafede
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**azione revocatoria** esercitata da un creditore contro una serie di vendite immobiliari a catena. Il debitore aveva alienato la nuda proprietà di un bene a un familiare lo stesso giorno in cui veniva autorizzato un sequestro conservativo, con successivo trasferimento a un terzo. La Corte ha stabilito che la consapevolezza del danno al creditore può essere legittimamente desunta da elementi presuntivi quali il rapporto di parentela, la tempistica sospetta e le modalità di pagamento dilazionate, dichiarando inammissibile il ricorso che richiedeva un nuovo esame dei fatti.
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Fondo patrimoniale e azione revocatoria: la guida
Due garanti di un contratto di leasing hanno costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni immobili dopo l'inadempimento della società garantita. La banca creditrice ha agito con azione revocatoria per rendere inefficace tale atto. La Corte di Cassazione ha confermato la revocabilità del fondo patrimoniale, respingendo le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla presunta nullità del contratto di leasing originario, in quanto quest'ultimo rappresentava solo un presupposto del credito e non l'oggetto diretto del giudizio.
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Compensazione giudiziale e conti correnti: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione a un decreto ingiuntivo bancario promossa da una società in liquidazione. Il cuore della controversia riguardava la richiesta di compensazione giudiziale tra il debito ingiunto e presunti crediti derivanti da interessi illegittimi su conti correnti precedenti. La Corte ha stabilito che non vi è continuità tra rapporti bancari diversi se manca un effettivo giroconto del saldo. Inoltre, ha ribadito che la compensazione giudiziale non può operare se il controcredito non è liquido o di pronta soluzione, richiedendo accertamenti istruttori complessi.
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Custodia cautelare: quando il rischio è attuale
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di essere il vertice di un'associazione a delinquere dedita alla creazione di false fideiussioni. Nonostante la difesa sostenesse la mancanza di attualità del pericolo a causa della chiusura della società originaria, i giudici hanno rilevato che l'indagato continuava a operare tramite nuove strutture e prestanome. La decisione ribadisce che la custodia cautelare è necessaria quando le condotte illecite sono reiterate in modo professionale e organizzato.
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