La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di ex pubblici ufficiali di un Comune, accusati di concussione e falso in atto pubblico. Due imputati, un ex Sindaco e un ex Assessore, avevano costretto un imprenditore a nominare un direttore lavori specifico per un impianto a biomasse e falsificato atti pubblici. La Cassazione ha confermato la condanna per concussione, ritenendo provata la condotta costrittiva. Tuttavia, ha annullato la condanna per falso in atto pubblico per l'ex Assessore, dichiarando il reato estinto per prescrizione, poiché l'atto in questione non possedeva la 'fede privilegiata' richiesta dalla legge. Per un terzo imputato, un ex Vice Sindaco, la condanna per falso è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
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