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Fatturato

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il fatturato (detto anche volume d'affari), in economia aziendale, è la somma dei ricavi delle vendite e/o delle prestazioni di servizi nonché degli altri ricavi e proventi ordinari di un'azienda; a seconda delle finalità per le quali lo si computa, può includere la somma degli interessi attivi e dei proventi assimilati, oppure può essere limitato alla sola somma dei ricavi da vendita di beni o servizi. Essendo un dato riferito al ricavo, non deve essere confuso con l'utile netto (profitto).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recesso da associazione professionale e quota sul fatturato
Due professionisti fondano una struttura comune. Un socio comunica il recesso da associazione professionale pretendendo una liquidazione pari a un terzo del fatturato annuo lordo, in forza dello statuto. Il socio rimasto contesta la pretesa, sostenendo l'avvenuto scioglimento dell'ente e la nullita della clausola sul fatturato per violazione della buona fede. La Corte d'Appello riconosce il recesso ma omette di pronunciarsi sulla contestazione relativa alla validita della clausola statutaria. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del socio superstite. I giudici di merito dovevano valutare espressamente se la liquidazione calcolata sul fatturato lordo generasse un arricchimento ingiustificato in contrasto con la buona fede contrattuale. La causa torna in appello per esaminare la validita della norma dello statuto.
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Sequestro preventivo: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro il diniego di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il caso riguardava la presunta indebita percezione di contributi statali legati all'emergenza pandemica. La difesa ha dimostrato che le discrepanze nel fatturato dichiarato non erano frutto di falsità, ma di corrette procedure contabili basate sulla normativa IVA. La Corte ha ribadito che il sequestro preventivo richiede sempre la prova del periculum in mora, anche quando la confisca è obbligatoria, e che il ricorso in Cassazione per misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge.
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Contributo ENPAM 2%: quando non è dovuto?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ente previdenziale che pretendeva il pagamento del Contributo ENPAM 2% sul fatturato di una società operante nel settore dell'ossigenazione iperbarica. La decisione conferma che tale prelievo si applica solo alle prestazioni specialistiche che richiedono l'apporto diretto di medici. Nel caso specifico, l'attività era monitorata da tecnici e i medici erano presenti solo in regime di reperibilità per emergenze. Poiché l'accertamento della natura della prestazione è una valutazione di fatto, la Cassazione ha ritenuto insindacabile la sentenza d'appello che escludeva l'obbligo contributivo per mancanza di un intervento medico specialistico diretto.
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Contributo ENPAM: obblighi per società accreditate
Una società di diagnostica ha impugnato l'obbligo di versare il Contributo ENPAM del 2% sul fatturato relativo a prestazioni specialistiche rese in regime di accreditamento. La ricorrente sosteneva che, essendo stata una società di persone nel periodo contestato, non rientrasse tra i soggetti obbligati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il Contributo ENPAM è dovuto da tutte le società professionali, indipendentemente dalla forma giuridica, qualora si avvalgano di medici liberi professionisti per servizi erogati tramite il Servizio Sanitario Nazionale.
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Contributi ENPAM: obbligo su prestazioni specialistiche
Una società di gestione di cliniche private ha contestato l'obbligo di versare i Contributi ENPAM del 2% sul fatturato relativo a prestazioni di chirurgia ambulatoriale e percorsi complessi (PACC). La ricorrente sosteneva che tali attività avessero natura ospedaliera e non specialistica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la natura specialistica e libero-professionale della prestazione, resa in strutture accreditate, è l'unico criterio rilevante per l'imposizione contributiva, indipendentemente dal contesto organizzativo o dal luogo fisico di erogazione.
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Contributo ENPAM: guida al calcolo sul fatturato
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per le società di capitali di versare il Contributo ENPAM del 2% calcolato sull'intero fatturato annuo relativo a prestazioni specialistiche rimborsate dal SSN. La decisione chiarisce che la base imponibile non è limitata ai soli compensi dei professionisti, ma include il fatturato al netto di un abbattimento forfettario per spese generali. Inoltre, la Corte ha stabilito la legittimità del calcolo degli interessi legali anche prima del raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili, data la diversa natura compensativa degli interessi rispetto a quella punitiva delle sanzioni.
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Contributo ENPAM: obblighi per le società accreditate
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per le società sanitarie accreditate di versare il Contributo ENPAM del 2% sul fatturato delle prestazioni specialistiche rese da medici esterni. La decisione chiarisce che la base di calcolo include i rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale, al netto di spese forfettarie, e valida l'efficacia degli atti interruttivi della prescrizione notificati presso la sede legale. La parola_chiave è centrale nella determinazione degli oneri previdenziali per le strutture che collaborano con liberi professionisti.
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Superamento tetto di spesa: fatturato o pagato?
Una struttura sanitaria si vede negare il pagamento per prestazioni erogate oltre il budget. La Corte d'Appello chiarisce che il superamento tetto di spesa si calcola sul totale fatturato, non sull'importo effettivamente pagato dall'ASL. La sentenza sottolinea l'importanza di contestare specificamente le affermazioni della controparte e il corretto riparto dell'onere della prova.
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