Un uomo, autorizzato a lasciare il domicilio per motivi di giustizia, è stato condannato per il reato di evasione. Al rientro, anziché rincasare, si è trattenuto per circa un'ora in un bar con un pregiudicato, fuggendo alla vista dei carabinieri. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il ritardo ingiustificato e la deviazione dal percorso prestabilito configurano pienamente il reato di evasione. Inoltre, la richiesta di interrogatorio presentata oltre i venti giorni dalla notifica personale dell'avviso di conclusione indagini è tardiva, rendendo legittimo il successivo decreto di citazione a giudizio. Infine, la gravità del comportamento e i precedenti penali escludono la particolare tenuità del fatto.
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