Un Lavoratore straniero ha ricevuto una condanna per la violazione di un ordine di espulsione, in quanto ritenuto responsabile di essersi trattenuto in Italia oltre il termine stabilito. Il Lavoratore ha presentato ricorso, sostenendo che l'accertamento della violazione ordine di espulsione era avvenuto lo stesso giorno della notifica dell'ordine di allontanamento, che concedeva sette giorni per lasciare il Paese. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il reato non si era ancora perfezionato al momento del controllo, poiché il Lavoratore aveva ancora tempo per adempiere. La condanna è stata annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.
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