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Fattibilità Del Piano

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La concreta realizzabilità economica e giuridica del piano proposto. Il tribunale la valuta per ammettere la procedura, distinguendola dalla convenienza economica, che è giudicata dai creditori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato preventivo: il giudice può bocciarlo se il piano è irrealistico
Una società di costruzioni tenta di evitare il fallimento tramite un concordato preventivo. Il Tribunale lo dichiara inammissibile a causa di un piano e di una relazione tecnica ritenuti inaffidabili. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio fondamentale sul sindacato del giudice sul concordato preventivo. Il giudice non si limita a un controllo formale, ma deve verificare la completezza e l'adeguatezza delle informazioni fornite ai creditori. Se il piano appare manifestamente irrealizzabile, il giudice ha il potere e il dovere di respingerlo, dichiarando il fallimento dell'impresa. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'azienda.
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Fattibilità del piano concordatario: no se dipende da terzi
Un'azienda in crisi ha presentato un piano di concordato basato sulla vendita di un immobile di proprietà di una Banca. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti: il piano è inammissibile. Il principio sancito è che la fattibilità del piano concordatario non sussiste se il suo successo dipende interamente dalla volontà incerta e non obbligata di un soggetto terzo, in questo caso la Banca che non aveva dato il suo consenso alla vendita. Questa totale aleatorietà rende il piano manifestamente inadatto a soddisfare i creditori, giustificando la dichiarazione di fallimento dell'azienda.
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Concordato semplificato: l’utilità per i creditori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 624/2026, ha stabilito un importante principio sul concordato semplificato. Ha rigettato il ricorso di una società, confermando che per l'approvazione del piano non basta una generica utilità come la rapidità della procedura. È necessario che ogni creditore, inclusi quelli chirografari, ottenga un vantaggio concreto e apprezzabile, che non può consistere nella sola "risoluzione della crisi nel minor tempo possibile" se non è prevista alcuna forma di pagamento.
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Fattibilità del piano: limiti al controllo del giudice
Una società ha visto respingere la sua proposta di concordato preventivo e, di conseguenza, è stata dichiarata fallita. Dopo aver perso in appello, si è rivolta alla Cassazione, sostenendo che i giudici avessero ecceduto nel valutare il suo piano di risanamento. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il controllo giudiziario sulla fattibilità del piano è non solo legittimo ma necessario. Il tribunale deve verificare sia la fattibilità giuridica sia quella economica, quest'ultima per escludere piani palesemente irrealizzabili, prima che i creditori si esprimano sulla convenienza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi non contestavano adeguatamente le ragioni della decisione d'appello.
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Fattibilità del piano: quando un ricorso è inammissibile
Una società immobiliare, dichiarata fallita dopo la bocciatura della sua proposta di concordato, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la valutazione sulla fattibilità del piano spetta al giudice di merito. In questo caso, la Corte d'Appello aveva ampiamente e logicamente motivato l'irrealizzabilità del piano, basandosi su dati incompleti, una rappresentazione inesatta del passivo e un'evidente sopravvalutazione dell'attivo.
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Fattibilità del piano: quando il concordato fallisce
Una società operante nel settore dei carburanti, dopo aver visto respingere la propria domanda di concordato preventivo e subire la dichiarazione di fallimento, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza sottolinea che il giudice ha il potere di valutare la fattibilità del piano, specialmente per verificarne la manifesta inettitudine a raggiungere gli obiettivi. Nel caso specifico, il piano era generico, non supportato da elementi concreti per superare la crisi, e la stessa proposta di un pagamento dilazionato in cinque anni è stata considerata un indizio dello stato di insolvenza, andando oltre la semplice crisi aziendale.
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Fattibilità del piano: limiti del giudice fallimentare
La bancarotta di un'impresa è stata confermata dopo che la sua proposta di concordato preventivo è stata giudicata inammissibile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, definendo il ruolo del giudice nella valutazione della fattibilità del piano. È stato stabilito che il giudice deve esaminare non solo la conformità legale, ma anche la concreta fattibilità economica del piano per scartare proposte palesemente irrealizzabili, confermando inoltre la natura discrezionale della concessione di termini per la modifica del piano stesso.
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Fattibilità del piano: il concordato è inammissibile?
Una società operante nel settore della grande distribuzione ha presentato un piano di concordato preventivo la cui riuscita dipendeva in gran parte da una somma di denaro proveniente da un accordo di ristrutturazione di altre società del gruppo, non ancora definito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando inammissibile la domanda. La motivazione risiede nella carenza della relazione del professionista attestatore, giudicata troppo generica e astratta. Mancavano informazioni concrete sulla probabilità e le tempistiche di realizzo dei fondi, elementi essenziali per valutare la fattibilità del piano e permettere ai creditori di esprimere un voto consapevole. Il controllo del tribunale sulla fattibilità giuridica, quindi, include la verifica della completezza e adeguatezza informativa dell'attestazione.
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Attestazione concordato preventivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la dichiarazione di fallimento di una società, rigettando il ricorso contro la decisione di inammissibilità della proposta di concordato. Il cuore della decisione risiede nella carenza della attestazione concordato preventivo, che non aveva adeguatamente verificato la capacità finanziaria di un soggetto terzo, essenziale per l'apporto di finanza esterna e la fattibilità del piano. La Corte ribadisce che il controllo del tribunale non si limita alla convenienza economica, ma si estende alla reale fattibilità della proposta.
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Fattibilità del piano: limiti al controllo del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19467/2019, ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare contro una decisione della Corte d'Appello che aveva ammesso un'azienda farmaceutica a un concordato preventivo con continuità aziendale. La Corte ha ribadito che il controllo del giudice sulla fattibilità del piano non deve sconfinare in una valutazione di merito sulla convenienza economica, riservata ai creditori. Il sindacato giudiziale si limita a verificare la non manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi, controllandone la coerenza logica e la plausibilità delle assunzioni, senza sostituirsi all'imprenditore nelle scelte strategiche.
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